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13/06/2025 - 15/06/2025
Giornate Europee dell'Archeologia 2025, tutti gli eventi


In occasione delle Giornate Europee dell'Archeologia, in programma dal 13 al 15 giugno 2025, la Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, ha realizzato diverse iniziative tra aperture straordinarie, conferenze e giochi didattici. 
♦ Santuario Siriaco del Gianicolo
A grande richiesta il Santuario Siriaco del Gianicolo riapre le sue porte, mentre sono in corso i lavori PNRR a cura della Soprintendenza Speciale di Roma per la riqualificazione del sito e l'allestimento espositivo dell'ex casa del custode: il 14 giugno, nell'ambito delle Giornate Europee dell'Archeologia (GEA), il sito sarà visitabile a partire dalle 9.30 con ultimo ingresso alle 12.15, con visita libera e gratuita.

♦ Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Per le GEA 2025 la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, sarà visitabile il 13 giugno su tre turni: alle 15, alle 16, alle 17, ogni gruppo sarà formato da 15 visitatori per volta. Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria ai seguenti link:
Turno delle 15: https://forms.gle/nSfuCgkrXvQYnQ8g7
Turno delle 16: https://forms.gle/RVW8Tt7ZcHASXGiv7
Turno delle 17: https://forms.gle/1XdXZD5CZZ91vbnWA

La basilica, riportata alla luce casualmente il 23 aprile 1917 in seguito ad un cedimento del terreno lungo la linea ferroviaria Roma-Cassino, si trova a circa 9 metri sotto il livello dell’attuale via Prenestina, subito fuori l’odierna Porta Maggiore, punto di convergenza del più importante gruppo di acquedotti della Roma imperiale.
Per evitare ulteriori danneggiamenti derivanti dalle vibrazioni dei treni e dalle infiltrazioni d’acqua, nel 1951 venne costruito un contenitore  di cemento armato con una intercapedine per racchiudere completamente le strutture antiche.
Il complesso della Basilica sotterranea di Porta Maggiore si compone di un corridoio, di un vestibolo e di una sala principale di tipo basilicale. 

♦ Tempio di Minerva Medica
Per le GEA 2025 apre il cosiddetto Tempio di Minerva Medica con visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria. 
Le architetture del cosiddetto Tempio di Minerva Medica caratterizzano il paesaggio urbano a ridosso della stazione ferroviaria di Termini in via Giolitti.
Al centro di importanti interventi di restauro e conservazione, curati dalla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, le maestose rovine costituiscono un elemento ‘iconico’ dell’Esquilino.
Il nome deriva da un equivoco del XVI secolo, quando fu rinvenuta una statua di Minerva col serpente, erroneamente attribuita all’edificio di via Giolitti, in realtà trovata a Campo Marzio.L’edificio, di probabile proprietà imperiale, eretto nei primi decenni del IV secolo d.C., a pianta centrale decagonale polilobata, con cupola di 25 metri di diametro, doveva costituire un padiglione di rappresentanza eretto sul luogo degli Horti Pallantiani e Epaphroditiani nel settore orientale dell’Esquilino, occupato fin dal I secolo a.C. dagli horti dell’aristocrazia romana, non lontano dal palazzo imperiale – il Sessorium – presso la chiesa di S. Croce in Gerusalemme.
Le visite si terranno venerdì 13 giugno alle 15, alle 16 e alle 17 con prenotazione obbligatoria ai seguenti link:
Turno delle 15: https://forms.gle/AsPGfr7YuNBihzz36
Turno delle 16: 
https://forms.gle/u3v4ZFVfkDhWPj3RA
Turno delle 17: https://forms.gle/sAUFx8ZtoeXygB496

♦ Circuito Necropoli Portuense-Drugstore Museum 

In occasione delle Giornate Europee dell'Archeologia, al Drugstore Museum sarà presentato venerdì 13 giugno alle ore 17 il volume Metafore di Archeologia, note per un linguaggio della comunicazione disciplinare di Enrico Proietti. 
Il saggio affronta il tema del linguaggio della comunicazione scientifica e della divulgazione partendo dal fatto che l’archeologia è una scienza calata nella società che aiuta a comprendere la trama della storia dell’uomo nel paesaggio, da quello passato a quello futuro. Ha dunque bisogno di una comunicazione che si esprima con linguaggi adeguati. Se questi restassero interni all’ambito dei suoi professionisti e non avessero invece contenuti e forme in grado di rendere efficace quella sua natura, tutto sarebbe vano. Si sarebbe ancora in un’età antica della disciplina che, mutuando un pensiero di Foucault, è definibile “archeologia dell’archeologia”. Occorre trovare una filosofia di questi linguaggi che li renda effettivamente funzionali e sottragga l’archeologia agli stereotipi pieni di sensi erronei ed effimeri. Il libro esamina tutto questo, indagando la vasta portata di una figura retorica, la metafora, che caratterizza la comunicazione dell’archeologia e un cui uso mirato può essere sfruttato, anche in un sorprendente parallelo con la poesia, come base epistemologica di una nuova frontiera, la soglia di verità di un’epoca in cui le parole dell’archeologia condividono sentimenti.
Ne parleranno insieme all'autore Marco Ramazzotti e Ezio Lorenzo Bono, con la moderazione di Alessio De Cristofaro.

♦ Arco di Malborghetto
In occasione delle Giornate Europee dell'Archeologia presso l'area archeologica dell'Arco di Malborghetto si terrà un evento dedicato ai giovanissimi visitatori. Le GEA saranno infatti l'occasione per presentare in anteprima il progetto realizzato dalla Soprintendenza Speciale e curato dalla responsabile del sito Angelina De Laurenzi insieme al Museo Explora. Si tratta di una vera e propria caccia al tesoro disseminata nel sito archeologico: 10 QrCode installati in diversi punti del parco per mettersi alla prova sulla storia dell'Arco di Malborghetto. 
Il sito archeologico sarà aperto venerdì 13 e sabato 14 giugno dalle 15 alle 19, ultimo ingresso alle 18

♦ Villa di Livia
In occasione delle GEA 2025 una rappresentazione teatrale in costume d’epoca. Attori in abiti da antico romano, daranno voce ad autori con letture integrali, scelte da testi classici, o testi rielaborati appositamente (sempre dalle fonti classiche quali Plinio, Svetonio, Etc.) per far rivivere atmosfere, pensieri e parole dell’antica Roma, in particolare soffermandosi sugli aspetti della vita della coppia Livia-Augusto.
L'evento sabato 14 giugno alle ore 17.00 sarà contingentato per massimo di 30 persone con obbligo di prenotazione.

♦ Tempio di Portunus
In occasione delle GEA 2025 sarà aperto al pubblico uno dei monumenti di Roma antica meglio conservati, il Tempio di Portunus. In passato il tempio era stato attribuito alla Fortuna virile, successivamente è stata possibile la corretta intitolazione alla divinità fluviale.
L'edificio attuale sorge sul grande terrapieno realizzato a partire dal II secolo a.C. per regolarizzare gli argini del Tevere, in connessione con l’antico porto fluviale della città. L'edificio si presenta di ordine ionico, con quattro colonne in facciata e semicolonne in prosecuzione addossate all'esterno del muro della cella. Le colonne del pronao e quelle collocate agli angoli della cella sono in travertino, le altre in tufo dell’Aniene.
L’edificio attuale, risalente al periodo compreso tra l'80 e il 70 a.C., sostituisce un più antico tempio databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C. Sotto il pontificato di papa Giovanni VII. L’edificio fu dedicato a Maria Vergine, assumendo il nome di Santa Maria in Secundicerio, perché affidata alle cure di Stefano Stefaneschi, giudice e, secundicerio della corte papale.
Nel 1492 la chiesa di Santa Maria in Secundicerio non è più menzionata, al suo posto compare Santa Maria Aegyptiacae. Negli anni Venti del XX secolo, sotto la direzione di Antonio Munoz, viene ripristinato l'antico aspetto del tempio e, proprio durante questi lavori, riemerge un importante ciclo di affreschi altomedievali. Il Tempio di Portuno offre l’occasione quasi unica di entrare e comprendere lo spazio sacro di un tempio antico nelle sue forme originarie, raccontando allo stesso tempo alcune storie e leggende cristiane legate al culto di Maria.
Il Tempio sarà aperto il 13, il 14 e il 15 giugno dalle 16.30 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Le visite sono libere, senza prenotazione, con contingentamento all'ingresso. 

♦ Tempio Rotondo
Tra quelli ancora oggi esistenti, il Tempio rotondo è considerato il più antico edificio in marmo di Roma e sarà aperto al pubblico dal 13 al 15 giugno in occasione delle GEA 2025. A lungo è stato identificato con il tempio di Vesta per la sua forma circolare. Il corretto riconoscimento della divinità titolare è stato possibile grazie al rinvenimento di un’iscrizione, che nomina Hercules Olivarius, oltre all’autore della statua di culto, l’artista greco Scopas minore.
Il tempio fu fatto costruire da Marcus Octavius Herennus, un mercante romano di olio che, verso la fine del II secolo a.C., dedicò la decima a Ercole in quanto eroe-dio patrono della corporazione degli olearii.
Il Tempio rotondo del Foro Boario è un monumento che testimonia bene quanto e come la cultura greca abbia contribuito alla formazione del mondo romano. In quest’area secondo la tradizione mitistorica della fondazione della città, arrivò l’Eroe con i buoi di Gerione, frutto della sua decima fatica, per questo l’area divenne presto zona di mercato e area dedicata al culto di Ercole.
Il Tempio è a pianta circolare con una peristasi di 20 colonne; 
Gli studiosi ritengono sia stato progettato da un architetto greco, forse identificabile con il celebre Hermodoros di Salamina.
Durante il Medioevo non ci sono testimonianze relative al riutilizzo dell'edificio fino al 1140, quando il tempio viene dedicato a Santo Stefano dalla famiglia Savelli; successivamente, nel XVI secolo, la chiesa è intitolata a Santa Maria del Sole.
Il Tempio sarà aperto il 13, il 14 e il 15 giugno dalle 16.30 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Le visite sono libere, senza prenotazione, con contingentamento all'ingresso.
Soprintendenza Speciale Archeologia
Belle Arti e Paesaggio di Roma

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