Uncovered Rome debutta alla Festa del Cinema di Roma
Roma, la sua memoria stratificata, un itinerario nei luoghi meno conosciuti e un ragazzo che si confronta con la profondità della storia: tutto questo è Uncovered Rome, the eternal City never seen before, docu-serie in quattro puntate attraverso cinque siti archeologici tutti da scoprire. Il progetto promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma debutta alla Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre presso l'Auditorium del MAXXI. Uncovered Rome reinventa il racconto dell’archeologia, esplorando nuove forme di narrazione nella divulgazione scientifica. La docu-fiction in quattro episodi ibrida cinema e social media, prendendo vita sullo schermo ed espandendosi su Instagram, tra reel e stories dell’alter ego digitale del protagonista.
Roma emerge tra le pieghe del quotidiano, dal presente al passato remoto, ricordandoci che non è mai la città che crediamo di conoscere davvero. Con un linguaggio che innesta finzione filmica e divulgazione scientifica, la Soprintendenza Speciale di Roma innova il documentario rivolgendosi a tutti gli amanti di Roma e in particolar modo agli under 30. Finanziato dal Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero - triennio 2022-2024 secondo il DM dell’11 maggio 2022, la docu-serie è stata sviluppata in quattro puntate dedicate ai monumenti e a siti archeologici meno conosciuti di Roma, con particolare riguardo a quelli poco frequentati del Centro Storico (Municipio I) e delle periferie (Municipi XI-XIII-XV). Ogni puntata racconta storie, curiosità, aneddoti dei singoli contesti, allargando lo sguardo al lavoro che ogni giorno la Soprintendenza Speciale di Roma svolge per far conoscere, tutelare e valorizzare questo patrimonio.
Il prodotto, realizzato in italiano con sottotitoli in inglese, è strutturato su un format che, da una parte, ha il carattere del documentario, dall’altro, quello di un linguaggio più inclusivo e adatto alle attuali modalità di comunicazione digitali e social. Oltre a riprese appositamente realizzate, ampio spazio è stato dato a materiali di archivio, interviste ai protagonisti delle ricerche e dei lavori, coinvolgimento dei cittadini e dei visitatori.
La scelta stilistica del racconto è quella dell’ibrido: mescolare competenze, far emergere la forza narrativa di una città che sfugge a qualunque definizione. Roma, complessa, stratificata, poetica, contradditoria, provocatoria. Un viaggio nella storia e, insieme, un racconto di formazione che si snoda intorno a un personaggio principale. In Uncovered Rome c’è un solo attore, il giovane e talentuoso Giuseppe Lino che è accompagnato da Kyria, il suo animale d’affezione. Tutti gli altri protagonisti sono persone reali nel più puro spirito documentaristico: il critico letterario, la libraia felice, l’archeologa, la paleontologa, l’architetto, i poeti, i residenti di piazza Vittorio. Tutti hanno interagito con il protagonista dal vero senza copione. Ognuno ha interpretato se stesso. Nell’intento di sviluppare una narrazione realistica e far emergere la forza culturale e sociale dei luoghi della cultura, protagonisti della docu-serie, la scelta è stata quella di dare voce alle tante persone che vivono i luoghi, che li amano, li frequentano, li animano. Il racconto assume una forza diversa e l’asse della comunicazione si sposta: non dall’alto verso il basso, come avviene nel documentario scientifico tradizionale, ma orizzontale. Uno scambio di conoscenze che diventa espressione di un senso di comunità culturale.
Il progetto, realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, nasce da un'idea di Alessio De Cristofaro, direttore dell'Istituto centrale per la Valorizzazione economica e la Promozione del patrimonio culturale, con la regia di Giulia Randazzo, regista teatrale e dramaturg palermitana con un solido percorso internazionale. Insieme hanno scritto la sceneggiatura insieme a Irene Gallina e Paola Caramadre, mentre la produzione esecutiva è stata affidata alla giovane realtà romana Daitona, rappresentata da Lorenzo Lazzarini, Lorenzo Giovenga e Valentina Signorelli. La direzione della fotografia è stata curata da Daniele Trani e le musiche sono state realizzate appositamente dal compositore Alessandro Librio, i brani della colonna sonora sono stati interpretati da Gloria Tricamo e Giuseppe Lino. Il progetto si è avvalso del comitato scientifico composto da Alessandra Centroni, Angelina De Laurenzi, Alessandro Mascherucci, Simona Morretta, Barbara Rossi e Marcello Tagliente.
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Soprintendenza Speciale Archeologia
Belle Arti e Paesaggio di Roma
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