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Storia

La prima chiesa, risalente alla metà del VI sec., è costruita su commissione di papa Pelagio I (16.04.556 – 04.03.561) e dedicata agli apostoli San Filippo e San Giacomo Minore, le reliquie dei quali vengono ritrovate nel 1858 e poste nella cripta. Alla morte del pontefice, la chiesa viene completata e consacrata dal successore Giovanni III (17.07.561 -13.07.574). L’edificio, preceduto da un quadriportico, era con pianta a croce latina a tre navate e il coro triconco, ossia con tre absidi disposte ad angolo retto l’una rispetto all’altra, delle quali quella centrale decorata con un mosaico.

La chiesa è oggetto di diversi interventi voluti da Paolo I (29.05.757-28.06.767), da Adriano I (09.02.772-25.12.795) e da Stefano VI (22.05.896-14.08.897) che vi trasporta le reliquie di molti martiri dal cimitero di Aproniano fuori porta Latina.

Nel 1348 un grave terremoto distrugge la chiesa che, dopo un lungo periodo di abbandono, viene riedificata nella prima metà del XV sec. da papa Martino V (11.11.1417-20.02.1431) in concomitanza della costruzione dell’adiacente palazzo della sua famiglia, i Colonna. In questa occasione viene dedicata ai XII Apostoli.

Sisto IV (09.08.1471-12.08.1484), con la Ex debito pastorali del 20 dicembre 1474, concede la basilica ai Frati Minori Conventuali, che tuttora la officiano.

Il cardinal nipote Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, intorno al 1475 commissiona all’architetto Baccio Pontelli il nartece a nove arcate su due ordini, antistante la facciata, e al pittore Melozzo da Forlì l’affresco absidale dell’Ascensione di Gesù Cristo risorto fra angeli e apostoli del 1480 circa. Questa ultima opera rimane nella sua ubicazione originaria fino al 1711, quando l’abside verrà distrutta per ‘ammodernare’ l’edificio. Le sedici parti, in cui è diviso l’affresco, sono oggi conservate ai Musei Vaticani (14), uno al Palazzo del Quirinale (1) e al Museo del Prado di Madrid (1).

Tra il 1666 e il 1678 Carlo Rainaldi sopraeleva il presbiterio, demolendo il ciborio medievale, e costruisce un nuovo altare e un nuovo soffitto oltre ad aprire le finestre nell’ordine superiore del nartece tamponato alla fine del Cinquecento e ad aggiungere le statue di Cristo e degli Apostoli a coronamento.

Nel 1702 Clemente XI (23.11.1700-19.03.1721) commissiona il totale rifacimento della basilica all’architetto Francesco Fontana, alla morte del quale nel 1708 gli succede nella direzione dei lavori il padre Carlo Fontana, che ormai molto anziano, nel 1712 sarà sostituito da Nicola Michetti. Il nuovo impianto planimetrico presenta tre navate, di cui quella centrale più ampia, molto luminosa e separata tramite due grandi pilastri dalle laterali più strette, nelle quali si affacciano tre cappelle comunicanti per lato. La navata centrale è coperta a volta a botte lunettata mentre le tre campate delle navate laterali presentano cupole su pennacchi con lanterna. Il profondo presbiterio con terminazione absidale è racchiuso tra da due ambienti quadrangolari, a sinistra la sacrestia e a destra la cappella del Crocifisso. La basilica è consacrata il 17 settembre 1724 da papa Benedetto XIII (29.05.1724-23.02.1730). Il pulpito, addossato al secondo pilastro, è realizzato nel 1736 su disegno dell’architetto Sebastiano Cipriani, mentre la cripta sotto l’altare maggiore nel 1869-71 da Luigi Carimini.

Nel 1827 l’architetto Giuseppe Valadier progetta e dirige i lavori di completamento della facciata in stile neoclassico, che presenta un ampio finestrone centrale rettangolare. Ai lati due lesene sostengono la trabeazione con l’iscrizione commemorativa che ricorda il contributo del banchiere Giovanni Raimondo Torlonia ai lavori. Un semplice timpano triangolare modanato, sormontato da una croce, conclude la facciata.

Nel 1873 la basilica è espropriata e incamerata dal demanio del Regno d’Italia e successivamente passa in quello della Repubblica italiana, che ancora oggi la gestisce attraverso il Fondo Edifici di Culto (FEC).

Il convento adiacente è sede della curia generalizia dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, a cui è affidata la basilica.

Tra gli interventi di restauro si ricordano:

  • 1860–1880 Restauro generale delle decorazioni interne e del soffitto ligneo dorato;
  • 1940–1950 Interventi post-bellici per consolidare le fondazioni e restaurare gli affreschi;
  • 1963–1965 Rimessa in luce e valorizzazione della cripta sotto l’altare maggiore, con la ricollocazione delle reliquie degli apostoli;
  • 1973–1984 Scavi archeologici sotto la chiesa che portano alla luce i resti dell’edificio bizantino e pavimenti musivi;
  • 2002–2005 Restauro delle superfici pittoriche e dell’organo monumentale;
  • 2020–2022 Interventi archeologici condotti dai Frati Minori Conventuali in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra:
    • restauro del mosaico pavimentale del VI sec.,
    • restauro dell’altare dei SS. Filippo e Giacomo,
    • inserimento dell’illuminazione artistica e interventi per la fruizione turistica.

Tra le opere presenti si segnalano: gli affreschi (1464-1468) di Antoniazzo Romano nella cappella Bessarione scoperti durante i lavori di restauro del 1959 e resi di nuovo visibili nel 2008; il Trionfo dell’Ordine francescano (1707), affresco di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccia nella volta della navata centrale; Monumento funebre di papa Clemente XIV in marmo (1783-1787) di Antonio Canova. Inoltre l’interno presenta cappelle d’importanti famiglie della storia di Roma come i Riario, i Colonna e gli Odescalchi i cui palazzi affacciano sulla stessa piazza della chiesa.

Invece nel nartece sono presenti numerosi frammenti marmorei.

Interventi in corso

Tra gli interventi in corso si segnalano il restauro e la messa in sicurezza della cappella Odescalchi (€ 250.000,00), la riapertura della cappella Bessarione e il restauro della cripta (attualmente in corso, € 300.000,00).

Iniziative di valorizzazione

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Calendario aperture

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