Cerca

id 120 – Chiesa di Santa Balbina: consolidamento delle capriate e rifacimento del tetto

CUP F89C21000400006

Importo del finanziamento: € 800.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione San Saba; Via delle Terme di Caracalla, 28

La basilica di santa Balbina è posta lungo il Clivus Delphini, la strada che conduceva
dalle Terme di Caracalla all’Aventino, unendo l’Appia all’Ardeatina e alla “via Nova”.
In questa area in età tardo repubblicana fu costruita un’imponente domus che,
probabilmente, divenne la casa privata di Adriano prima del suo principato, il quale salito
al trono, la donò all’impero. La domus fu poi donata da Settimio Severo al suo amico
Lucio Fabio Cilone, che era stato due volte console, prefetto di Roma, e tutore di
Caracalla. È stato ritrovato nel 1859 nelle vicinanze della chiesa un tubo di piombo
dell’acqua che riporta il nome di Lucio Fabio Cilone. Ai tempi di Costantino, il salone di
rappresentanza della domus fu trasformato in una chiesa, il titulus Tigridae, che nella
seconda metà del VI secolo, a seguito del trasferimento delle reliquie di Balbina, fu
dedicato alla martire. La prima citazione della nuova titolatura, Titulus Sanctæ appare
infatti in occasione del sinodo celebrato nel 595 da papa Gregorio Magno. Nel XII secolo
la chiesa versava in uno stato di grave abbandono, ci fu la caduta del catino absidale e la
distruzione del mosaico che lo decorava. Nel corso del XV secolo la chiesa fu restaurata:
il Cardinale Marco Barbo, nipote di Papa Paolo II, fece nel 1489 alcuni interventi di
restauro e l’iscrizione commemorativa in una delle capriate centrali ne è testimonianza. A
seguito di un sopralluogo effettuato dalla Soprintendenza e dalla proprietà nel settembre
2018, per verificare lo stato di conservazione delle capriate lignee e dell’orditura, si è
preso atto dell’avanzato stato di degrado della struttura lignea e della rottura di parte della
prima capriata prossima al catino absidale. Come constatato durante il sopralluogo buona
parte della copertura è ancora quella fatta costruire nel 1489 dal cardinale Marco Barbo.
Chiusa al pubblico per questioni di sicurezza e installato un ponteggio a presidio,
quest’ultimo è stato utilizzato anche per effettuare indagini conoscitive sull’orditura
lignea. I risultati di queste indagini insieme a quelli scaturiti da una indagine archivistica
che ha dato conto di un ribaltamento della facciata tra il 1965 e il 1972, hanno reso
urgente l’intervento condotto sulla copertura della navata principale.
Il cinematismo innescatosi nella facciata, di cui non è ancora chiara la causa, ha coinvolto
anche l’orditura principale della copertura portando a un generale disallineamento di tutte
le capriate. L’intervento ha previsto l’inserimento, all’interno delle capriate doppie
esistenti, di puntoni in acciaio tubolare a sezione rettangolare e di un tirante costituito da
una fune spiroidale in acciaio zincato, elementi che assumono il ruolo strutturale
dell’orditura primaria; il rinforzo delle murature di appoggio mediante l’inserimento di un
cordolo sommitale costituito da una piastra continua, collegata alle murature tramite barre
filettate; la ricucitura delle murature ed il ripristino degli intonaci interni. L’inserimento di
un sistema di controventatura in acciaio zincato, posato all’intradosso delle nuove travi in
acciaio ha il compito di collegare i nuovi puntoni in acciaio con le murature della chiesa.

Quanto sono chiare le informazioni in questa pagina?

Average rating 0 / 5. 0