Il patrimonio culturale di Roma sempre più accessibile e condiviso. Un calendario di aperture straordinarie e di visite guidate alla scoperta di siti archeologici poco conosciuti e di luoghi della cultura di grande interesse.
Gli appuntamenti:
Cripta della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco
La Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco sorge nel cuore di Roma, su un’antica area sacra precedentemente occupata dalla chiesa dei Santi Quaranta Martiri. Ricostruita all’inizio del XVIII secolo per volontà di papa Clemente XI e affidata alla Confraternita delle Stimmate, la chiesa custodisce nella sua cripta un raro esempio di ossario decorato. L’ambiente ipogeo, risalente al XVII secolo, presenta un apparato ornamentale unico costituito da composizioni di ossa umane disposte secondo motivi geometrici e floreali.
Al termine dei recenti interventi di restauro e di conservazione, finanziati con fondi PNRR e curati dalla Soprintendenza Speciale di Roma, si promuove un ciclo di visite guidate che intendono restituire un patrimonio di grande valore storico e antropologico alla fruizione.
Info utili
quando: 5, 12 novembre
orari: dalle 15 alle 19
dove: largo delle Stimmate, 1
come: ingresso gratuito senza prenotazione a piccoli gruppi contingentati. Si avvisano i visitatori che ci sono alcuni gradini per l’accesso
Basilica di San Pietro in Vincoli
La basilica ha origini antichissime ed è nota anche con il nome di Eudossiana, dal nome di Elia Eudossia e Licinia Eudossia, rispettivamente moglie e figlia dell’imperatore d’Oriente Teodosio II. Secondo la tradizione, la giovane imperatrice Licinia avrebbe donato al papa le catene (vincula in latino), rinvenute dalla madre Elia, che avevano tenuto legato Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme.
Inizialmente la basilica era stata dedicata agli Apostoli, ma presto l’affermarsi del culto delle catene di San Pietro che vi erano custodite ne trasformò la denominazione.
Tra il XV e il XVI secolo ha subito varie trasformazioni ed è stata abbellita con diverse opere d’arte. La più nota è la magnifica tomba di Giulio II alla quale Michelangelo ha dedicato quarant’anni di travagliato lavoro tra il 1505 e il 1545.
L’interno formato da tre navate, presenta in quella centrale una volta lignea a sesto ribassato, disegnata nel 1705 da Francesco Fontana, con al centro la raffigurazione del Miracolo delle catene dipinto dal genovese Giovanni Battista Parodi (1674-1730), mentre la tribuna, che insiste sull’area precedentemente occupata dall’abside paleocristiana, è interamente decorata da un ciclo di affreschi pure incentrati sulla storia delle venerate catene, dipinto dall’artista fiorentino Jacopo Coppi (1523-1591) nel 1577. L’area presbiteriale subì un rilevante cambiamento nella seconda metà del XIX secolo, sotto il pontificato di Pio IX, ad opera dell’architetto Virginio Vespignani che vi eresse il maestoso ciborio sovrastante la Confessio o cripta, nel cui altare è riposta la preziosa urna reliquiario disegnata da Andrea Busiri, ove sono custodite le sacre catene di san Pietro.
Info utili
quando: 7, 14 novembre
orari: orari delle visite 19.30, 20.30, 21.30
dove: Piazza San Pietro in Vincoli, 4/a
come: tre turni di visita per massimo 10 partecipanti per gruppo, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Arco di Costantino a Malborghetto
L’Arco di Costantino a Malborghetto ha dietro di sé una storia lunga più di milleseicento anni — una storia che, in un certo senso, tocca uno dei momenti decisivi dell’Impero Romano e dell’intera civiltà occidentale.
Tutto comincia all’inizio del IV secolo dopo Cristo.
Lungo la via Flaminia, la grande arteria che collegava Roma al nord della penisola, viene costruito un arco quadrifronte, con quattro fornici aperti nelle direzioni cardinali: un monumento alto quasi diciotto metri, interamente rivestito di marmo bianco e decorato da colonne corinzie.
Un arco del genere non era soltanto un segno di trionfo: era un messaggio politico inciso nella pietra, una dichiarazione di potere e di legittimità.
E proprio qui, secondo studi archeologici e storico topografici recenti, Costantino avrebbe posto il suo accampamento prima di muovere contro Massenzio, nella celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. È la notte del sogno, quella che lo scrittore cristiano Lattanzio, testimone vicino agli eventi, racconta con queste parole: Ut in signum caeleste notaret scuta, hoc signo se in proelia iturum atque hostes esse superaturum. Gli fu indicato di segnare gli scudi con un segno celeste, con il quale avrebbe affrontato la battaglia e vinto il nemico.
Quel segno — il monogramma di Cristo — diventerà l’emblema del nuovo imperatore e della nuova fede che stava per cambiare il volto dell’Impero.
Info utili
quando: 8, 14 novembre
orari: dalle 10 alle 14
dove: via Barlassina, 1
come: visite libere, gratuite senza prenotazione
Piramide di Caio Cestio
La Piramide Cestia è l’unico monumento superstite di una serie presente a Roma nel I sec. a.C. quando l’edilizia funeraria fu interessata dalla moda sorta dopo la conquista dell’Egitto nel 31 a.C.
Caio Cestio, uomo politico romano, membro del collegio sacerdotale degli epuloni, dispose nel testamento che la costruzione del proprio sepolcro, in forma di piramide, avvenisse in 330 giorni. La tomba fu innalzata lungo la Via Ostiense, nel periodo tra il 18 e il 12 a.C. cioè tra l’anno di promulgazione della legge contro l’ostentazione del lusso che impedì di porre all’interno della cella alcuni pregiati arazzi, e quello della morte di Agrippa, genero di Augusto, menzionato tra i beneficiari del testamento.
La Piramide fu successivamente inglobata nella cinta muraria costruita tra il 272 e il 279 su iniziativa dell’imperatore Aureliano. la camera sepolcrale, di circa 23 metri quadrati, con volta a botte, è stata murata al momento della sepoltura, secondo l’usanza egiziana.
Le pareti sono decorate a fresco secondo uno schema decorativo a pannelli, all’interno dei quali si distinguono, su fondo chiaro, figure di ninfe alternate a vasi lustrali. In alto, agli angoli della volta, quattro Vittorie alate recano nelle mani una corona e un nastro; al centro in origine doveva essere una scena di apoteosi raffigurante il titolare del sepolcro. Dopo i recenti interventi di restauro volti al miglioramento della fruizione, la Soprintendenza Speciale promuove un nuovo ciclo di aperture straordinarie.
Info utili
quando: 8, 15, 22, 29 novembre
6, 13, 20 dicembre
orari: orari delle visite 10.00, 11.00, 12.00
dove: viale del Campo Boario
come: visite guidate gratuite per massimo 50 partecipanti per turno con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Area archeologica Mercato Testaccio
Durante i lavori per la realizzazione del Nuovo Mercato di Testaccio gli archeologi hanno avuto la possibilità di raggiungere la quota di 9 metri di profondità e ritrovare una stratigrafia ininterrotta dall’età primo imperiale all’età contemporanea. La parte più antica, risalente al I secolo d.C., è costituita da un sistema di ambienti coperti e cortili scoperti per la cui realizzazione è stato utilizzato un materiale davvero singolare: tutti quelli che possiamo chiamare ‘muri’ sono stati costruiti con le anfore svuotate. Al termine dei recenti interventi di restauro realizzati con fondi PNRR dalla Soprintendenza Speciale sono in calendario aperture straordinarie.
Info utili
quando: 21, 28 novembre
5, 12, 19 dicembre
orari: dalle 10.00 alle 13.00
dove: via Lorenzo Ghiberti, 19
come: visite libere, gratuite e senza prenotazione
Santuario Siriaco del Gianicolo
Il cosiddetto Santuario Siriaco del Gianicolo è posto nel Rione Trastevere, in via Dandolo 47, alle falde di Villa Sciarra. In quest’area le fonti ponevano il bosco sacro e la fonte della ninfa Furrina, dove Caio Gracco si diede la morte nel 121 a.C.: una piccola sorgente è ancora visibile nell’ala ovest del complesso.
Dopo il casuale ritrovamento di iscrizioni legate al culto di divinità orientali, a partire dal 1908 scavi sistematici a opera dell’archeologo Paul Gauckler nei terreni di proprietà del diplomatico americano George Wurts portarono al rinvenimento del complesso, che si credeva fosse il tempio siriaco menzionato dalle iscrizioni, caratterizzato da almeno tre fasi costruttive. Numerosi scavi e restauri si sono susseguiti negli anni; grazie a fondi propri e PNRR, la Soprintendenza Speciale di Roma ha realizzato negli ultimi anni la messa in sicurezza del terrapieno alle spalle dell’edificio, il restauro delle strutture emerse e l’allestimento della ex casa del custode come spazio espositivo e ricettivo.
Info utili
quando: 8 novembre
orari: dalle 9.30 alle 12.15
dove: via Dandolo, 47
come: visite libere, gratuite e senza prenotazione
Villa romana al Cimitero Flaminio
La villa romana, rinvenuta nel 1942 in occasione della costruzione del Cimitero Flaminio, è costituita da un settore residenziale con mosaici pavimentali, un impianto termale e un monumento funerario. Realizzata su terrazze panoramiche prospicienti il Tevere in epoca Augustea, fu poi ampliata e ristrutturata più volte nei secoli successivi fino al totale abbandono in epoca tardo antica.
Info utili
quando: 8, 15 novembre
orari: orari delle visite 10.00 e 11.30
dove: via Flaminia km 14.400 all’interno del Cimitero di Prima Porta
come: visite guidate gratuite con prenotazione obbligatoria su Eventbrite
Villa di Livia
In un angolo incontaminato lungo l’antica via Flaminia, emergono i significativi resti della Villa di Livia, moglie di Augusto.
Denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia mentre si recava nei suoi possedimenti, narrato da Plinio con queste parole: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto.” (Plin. nat. XV, 136-137).
Info utili
quando: 8, 14 novembre
orari: dalle 10.00 alle 14.00
dove: via Villa di Livia, 187 (all’interno del parco comunale di Prima Porta)
come: visite libere, gratuite, senza prenotazione
Chiesa di Santo Stefano Rotondo
Un antico edificio di culto risalente al V secolo a pianta circolare dedicato al Santo patrono d’Ungheria. A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso gli scavi archeologici hanno messo in luce numerose strutture preesistenti di origine romana tra cui un Mitreo. Nel corso della sua storia l’edificio ha subito numerose trasformazioni. Con Papa Gregorio XIII si ebbe l’affidamento della chiesa al Collegium Hungaricum successivamente unificato al Collegium Germanicum, istituzione che ancora oggi detiene il complesso. Nel Cinquecento la chiesa divenne espressione della cultura della Controriforma, al Pomarancio venne affidata la realizzazione di un ciclo pittorico raffigurante le scene di martirio dei santi con immagini cruente illustrate da didascalie, testi in latino con traduzione a fronte: tutti dovevano comprendere le storie cristiane dipinte sulle superfici degli edifici religiosi.
La finalità era quella di ispirare il cammino di fede e la pratica devozionale in tutti, dai religiosi ai laici, senza esclusione. I recenti interventi di restauro curati dalla Soprintendenza Speciale di Roma hanno restituito piena leggibilità a una parte degli affreschi e a breve inizierà la seconda fase del restauro.
Info utili
quando: 15, 22 novembre
orari: orari delle visite 10.00, 11.00 e 12.00
dove: via di Santo Stefano Rotondo, 7
come: visite guidate gratuite senza prenotazione. Si raccomanda di arrivare 10 minuti prima dell’inizio della visita

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