Un compendio di storia urbana, un crocevia di linguaggi artistici e una testimonianza eloquente della funzione pubblica della cultura: è così che il Soprintendente Speciale Daniela Porro ha definito Palazzo Mattei di Giove. Uno dei capisaldi monumentali dell’insula Mattei nel Rione Sant’Angelo che è stato al centro di un vasto programma di interventi di restauro a partire dal 2019 e curati dalla Soprintendenza Speciale di Roma.
Un grande lavoro di squadra che ha visto avvicendarsi e cooperare specialisti e tecnici, ma anche gli Istituti del Ministero ospitati nel palazzo come l’ICCD, I’ICBSA, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, e il Centro Studi Americani, l’Istituto Storico per l’Età Moderna e contemporanea e la Giunta per gli Studi Storici.
Infatti, Palazzo Mattei di Giove è stato tenuto, fin dagli anni Ottanta, in grande considerazione dal Ministero della Cultura per arrivare alla storia più recente coordinata dalla Soprintendenza Specilae di Roma. Nel 2019 sono iniziate le prime operazioni di messa in sicurezza con l’avvio del restauro di parte delle coperture, del prospetto su via dei Funari e del relativo accesso. Nel 2020 l’attenzione si è spostata sull’ingresso est e sulla facciata delle logge con il recupero dell’androne di ingresso su via Caetani, con il rifacimento dell’illuminazione e del recupero del corredo decorativo oltre che della faccia sud del cortile, detta “delle logge”.
Il 2021 è stato l’anno del restauro della cappella di Costanza Gonzaga e delle sale settecentesche. Il 2023 ha segnato l’avvio di una fase cruciale con il restauro dello scalone monumentale, il restauro del prospetto ovest del cortile e il restauro conservativo della Galleria di Pietro da Cortona. Accanto agli interventi sul palazzo è stata realizzata la digitalizzazione e la catalogazione della Collezione Mattei, mentre si procedeva alla riapertura dell’accesso su via Caetani e all’eliminazione della postazione centrale di sicurezza che ostacolava la visuale verso il cortile decorato.
Le attività sono ancora in corso con il restauro della facciata esterna su via Caetani e il recupero delle sale affrescate da Lanfranco e Pomarancio al piano nobile e il progetto di riallestimento della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea, per arrivare all’impulso ulteriore al progetto dato dai fondi PNRR.
Un grande intervento complessivo che è stato illustrato proprio nella sala dell’Istituto di Studi Americani venerdì 12 dicembre dalle voci dei tanti specialisti e studiosi che hanno collaborato alla realizzazione del restauro.
Inaugurata dal Soprintendente Speciale Daniela Porro, l’iniziativa ha visto l’introduzione storica di Claudio Strinati a cui è seguito l’intervento riepilogativo dei restauri a cura di Elvira Cajano e Alessandro Mascherucci. Alessandro Cosma ha focalizzato l’attenzione sulla storia delle collezioni Mattei, mentre Riccardo Gandolfi su Prosperino delle Grottesche. Andrea Valerio Canale ha relazionato sul restauro dell’Istituto Storico Italiano, dell’intervento della cappella di Costanza Gonzaga e del riallestimento della Biblioteca di Storia Moderna e contemporanea hanno parlato Patrizia Rusciani, Egidio Ferrara e Roberto Della Porta. Maria Milazzi, Deborah Fagiani e Paolo Pastorello hanno spiegato le tecniche e le indagini del restauro del piano nobile. Del cortile interno e delle collezioni di antico hanno parlato Antonella Bonini, Marco Borioni e Isabella Righetti. Il restauro dei prospetti del palazzo è stato esposto da Oliva Muratore e Carla Graziosi, mentre Sabina Recchi ha ripercorso la ricerca delle finiture originali dell’architettura. L’ultimo intervento ha riguardato i fratelli Mattei e il Barocco a cura di Enzo Pinci e Anna Spoltore.
Come ha spiegato Alessandro Mascherucci, che ha coordinato gli interventi, “ogni scoperta, ogni recupero, ogni reintegrazione controllata è un tassello di una narrazione più ampia, che oggi possiamo consegnare con maggiore chiarezza alla ricerca e alla divulgazione. Il lavoro svolto finora e quello che proseguirà nei prossimi mesi auspico che possa essere percepito da tutti come un impegno collettivo, un investimento sulla qualità dei nostri luoghi e sulla credibilità della nostra missione istituzionale. La tutela non è un gesto tecnico, ma un atto di responsabilità verso il Paese. Palazzo Mattei di Giove, con la sua storia, i suoi capolavori, la sua stratificazione unica, è la dimostrazione concreta di quanto il patrimonio culturale possa essere generativo, inclusivo e lungimirante”.
“Restituire leggibilità e sicurezza a questo patrimonio – ha affermato il Soprintendente Speciale Daniela Porro – è una responsabilità che il Ministero della Cultura ha assunto con determinazione.
Per la Soprintendenza Speciale di Roma, questo cantiere rappresenta molto più di un intervento tecnico: è la cura di un luogo dove quattro secoli di arte, storia e collezionismo si tengono insieme in un equilibrio sottile, che va protetto e restituito nella sua complessità. I restauri iniziati nel 2019 e proseguiti fino a oggi hanno un obiettivo chiaro: restituire a Palazzo Mattei di Giove il suo splendore originario e, insieme, renderlo pienamente fruibile per la collettività.
Un palazzo storico vive solo se è abitato culturalmente, se diventa luogo di studio, di incontro, di ricerca. La tutela non è un gesto verso il passato: è un atto di fiducia verso il futuro.
Ed è con questa convinzione che continueremo il nostro impegno su Palazzo Mattei di Giove, consapevoli di lavorare per un patrimonio che appartiene a tutti”.
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