ll Rione Testaccio, che occupa circa 60 ettari sulla riva sinistra del Tevere, conserva significative testimonianze e presenze monumentali delle varie epoche e soprattutto vanta una continuità funzionale dalla città antica alla città moderna per la singolare vocazione economico-commerciale, periodicamente riemersa nel corso dei secoli. Questa caratteristica lo ha reso un buon laboratorio per la creazione di un “museo diffuso” del territorio.
A partire dal II sec. a.C. e poi tra il I e II d.C., quando l’antico approdo di Roma presso il Foro Boario divenne insufficiente per i bisogni cittadini, la piana del Testaccio fu destinata alla costruzione di un nuovo porto sul fiume (Emporium), di edifici per la conservazione e l’immagazzinamento delle merci (Porticus Aemilia, Horrea Galbana, Lolliana, Seiana ecc.) e di una grande discarica pubblica controllata di anfore olearie di età imperiale (Monte Testaccio o Monte dei Cocci).
Tra il V e il VII sec. d. C. la piana subì un progressivo fenomeno di ruralizzazione e dall’età medievale fu destinata all’impianto di orti e vigne. Una parte dell’attuale rione fu lasciata al pubblico godimento e divenne nota col nome di “prati del popolo romano”.
Dal XVII in poi ospitò in un’area adiacente le Mura Aureliane e la Piramide il primo nucleo del Cimitero che poi divenne noto come “acattolico”, dove trovarono sepoltura nobili e artisti di religione non cattolica ma anche atei, tra cui J. Keats, W. Von Humboldt, A. Gramsci, C. E. Gadda, E. Lussu, D. Bellezza, M. Mafai, J. Kounellis, A. Camilleri.
Dopo l’Unità d’Italia, il Piano Regolatore del 1871 destinò l’area ad ospitare gli stabilimenti industriali e le annesse abitazioni operaie.
Su progetto dell’architetto G. Ersoch, fu costruito il moderno e funzionale Mattatoio. L’edilizia abitativa invece venne realizzata in diverse fasi, ma le prime abitazioni popolari non furono dotate di adeguate infrastrutture (come rete idrica, elettrica, fognaria) determinando condizioni di vita precarie e inadeguate, solo nei primi 20 anni del Novecento il Testaccio visse una forte crescita sociale, educativa ed economica del quartiere e della popolazione, che in ambito edilizio si concretizzò in nuove case popolari, scuole, servizi e istituti con scopi sociali. Nel 1921 il quartiere divenne il XX rione di Roma, successivamente, sotto il regime fascista vide una terza fase edilizia con la realizzazione di immobili destinati ai ceti medi impiegatizi e una progressiva trasformazione sociale.
Oggi il Testaccio continua a trasformarsi, accogliendo nuove e diverse realtà culturali pubbliche e private accanto a quelle storiche, teatri grandi e piccoli, spazi espositivi, università e accademie d’arte e design, scuole di musica, il nuovo Mercato di Testaccio, e di cittadinanza attiva, dimostrando grandi potenzialità nell’evoluzione della sua fisionomia sociale, culturale e commerciale.Il Museo Diffuso del Rione Testaccio
Il Progetto del Museo Diffuso del Rione Testaccio è stato sviluppato interamente all’interno della Soprintendenza Speciale e si inserisce in un’opera di riqualificazione urbana del Rione, è volto a riscoprire e mostrare la storia dell’insediamento umano nell’area, ricreando un percorso ideale, fisico e percettivo che renda manifesta l’identità storica e culturale del quartiere attraverso la formazione di un’unità spazio-temporale tra la città antica e la città moderna.
L’obiettivo è quello di mostrare la continua evoluzione della città e la stratificazione di storie, monumenti, strutture. Porre il rapporto tra antico e moderno in una accezione nuova, utilizzando le potenzialità della valorizzazione del patrimonio culturale come elemento di sviluppo nelle trasformazioni urbanistiche delle città moderne.
Com’è strutturato il Museo Diffuso del Rione Testaccio
- Percorso rionale con pannellistica didattico-informativa
- Area archeologica del Nuovo Mercato Testaccio. Via Lorenzo Ghiberti, 19
- Area espositivo-didattica “Sottosopra. L’archeologia a piccoli passi”. Via Lorenzo Ghiberti, 19
- Area archeologica e il giardino della Porticus Aemilia. Via Rubattino snc
- Area archeologica dell’Emporium – Porto fluviale. Lungotevere Testaccio fr. civ. 11

Condividi