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Storia

La chiesa di Santa Maria in Campitelli, affacciata sull’omonima piazza nel rione Sant’Angelo, è uno dei più alti esempi del barocco romano della seconda metà del Seicento. La sua storia è indissolubilmente legata al culto dell’icona miracolosa di Santa Maria in Portico, venerata fin dal Medioevo. La sua miracolosa intercessione a favore del popolo romano per la conclusione della terribile peste del 1656 spinse papa Alessandro VII Chigi, colpito dall’evento prodigioso, a promuovere la costruzione di un nuovo edificio monumentale destinato a custodire l’immagine sacra e a celebrare la protezione della Vergine sulla città. Il progetto della nuova chiesa fu affidato intorno al 1659 a Carlo Rainaldi, figura di primo piano del panorama architettonico di Roma nel Seicento. I lavori, cui intervenne anche Giovan Antonio De Rossi, proseguirono fino al 1667, anno della morte del pontefice. La nuova fabbrica inglobò e sostituì due precedenti edifici di culto medievali, restituendo un organismo architettonico completamente rinnovato nel linguaggio e nelle proporzioni. Il risultato è una costruzione di grande eleganza scenografica, concepita come un complesso spazio processionale culminante nel fastoso altare dell’icona.

La facciata, interamente in travertino, è una delle più alte espressioni della monumentalità barocca. Articolata su due ordini, alterna colonne corinzie libere, profondi aggetti e serrati giochi chiaroscurali. L’ordine inferiore, dominato dal grande portale, regge un poderoso frontone triangolare; quello superiore, più leggero e luminoso, introduce il movimento ascensionale concluso dalle statue dei santi. L’equilibrio tra rigore classico e dinamismo barocco riflette perfettamente l’abilità compositiva del Rainaldi.

L’interno, altrettanto ricco, presenta una pianta complessa basata sull’accostamento di due organismi: una prima parte a croce greca con ampie cappelle laterali monumentali, e una seconda, verso l’abside, costituita da un vano quadrato sormontato dalla cupola e concluso da un profondo catino absidale. Le colonne corinzie rastremate, impostate su plinti alti e lasciate libere rispetto alle pareti, marcano la scansione dello spazio e guidano lo sguardo verso il presbiterio, luogo privilegiato della presenza dell’icona.

La cupola, impostata su un tamburo basso e conclusa da un’elegante lanterna, illumina lo spazio con aperture ovali che creano suggestivi effetti di luce. L’insieme dell’apparato decorativo – marmi policromi, stucchi dorati, rilievi e affreschi – contribuisce a un’impressione di solennità controllata, tipica del barocco maturo romano.

Il presbiterio ospita l’altare maggiore, opera complessa progettata dal Rainaldi e completata dal De Rossi, con Ercole Ferrata e Giovanni Paolo Schor. La struttura, concepita come un ricco trono marmoreo e bronzeo, integra colonne tortili, raggi dorati e angeli in volo, con chiari rimandi al linguaggio berniniano della Cattedra di San Pietro. Al centro, in posizione eminente, si colloca l’icona di Santa Maria in Portico, preziosa opera bizantina probabilmente dell’XI secolo, in lamina di rame dorato e smalti.

Le cappelle laterali testimoniano il coinvolgimento dei maggiori artisti attivi a Roma nel periodo: tra le opere conservate figurano dipinti di Sebastiano Conca, Luca Giordano, Giovanni Battista Gaulli, oltre a complessi apparati scultorei di maestri come Lorenzo Ottoni e Francesco Baratta. Ogni cappella partecipa della ricchezza decorativa dell’aula maggiore, con stucchi, rilievi e cornici marmoree di grande impegno.

Nei secoli la chiesa è stata oggetto di molteplici restauri – dal Settecento al Novecento e fino agli interventi più recenti del XXI secolo – volti alla conservazione della facciata, della cupola e delle superfici interne.

Interventi in corso

Gli interventi in corso trovano copertura all’interno delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), terza componente M1.C3 “Turismo e Cultura”, quarta area “Turismo4.0”, Investimento 4.3: Caput Mundi-Next Generation EU. Gli interventi consistono nel restauro di tutte le superfici dei fronti destro e sinistro del presbiterio e della navata destra, fino alla quota della trabeazione maggiore, cui si aggiunge il restauro integrale dell’arcone trionfale che separa la navata dal presbiterio. Sono previsti anche interventi di carattere strutturale, volti al consolidamento della cupola, al rinforzo dei plinti al di sotto delle colonne del presbiterio, nonché al rinforzo della copertura metallica della navata e all’applicazione di un sistema antisfondellamento all’intradosso delle sue falde e alla realizzazione di una nuova impermeabilizzazione del manto, con introduzione delle linee vita per le future manutenzioni. Sulla facciata, in buone condizioni, è prevista solo una verifica ravvicinata con piattaforma elevatrice.

Iniziative di valorizzazione

La chiesa è liberamente visitabile dal lunedì al venerdì dalle 7:45 alle 13:45 e dalle 14:00 alle 17:30, mentre il giovedì e il venerdì è aperta dalle 7:45 alle 13:45.

Calendario aperture

lunedì 7:45 - 13:45 e 14:00 - 17:30
martedì 7:45 - 13:45 e 14:00 - 17:30
mercoledì 7:45 - 13:45 e 14:00 - 17:30
giovedì 7:45 - 13:45
venerdì 7:45 - 13:45

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