CUP F89D21000930006
Importo del finanziamento: € 500.000,00
Localizzazione: Municipio I – Aventino; Rione XII Ripa, Piazza Pietro d’Illiria n. 1, 00153 Roma.
Il complesso archeologico di Santa Sabina, ubicato sulla sommità dell’Aventino, immediatamente ad ovest della basilica, si caratterizza per una straordinaria continuità stratigrafica che va dall’età arcaica (VI sec. a. C.) a quella medievale (XIII sec.).
I primi saggi archeologici condotti tra 1855‐1857 portarono alla scoperta di un tratto delle Mura Serviane in blocchi di tufo di Grotta Oscura del IV secolo a.C., parallelo al corso del Tevere e impostato su tre filari in tufo del Palatino, detto “cappellaccio”, risalente al VI secolo a.C. All’interno delle Mura sono stati inoltre riportati in luce edifici residenziali in opera incerta che si sviluppano a partire dalla fine del II secolo a.C. e che proseguono con rifacimenti in epoche successive, testimoniati da pregiati mosaici e pavimenti in opus sectile marmoreo, nonché da altre 7 strutture in opera reticolata e laterizia. È stato interpretato come un santuario domestico dedicato a Iside l’ambiente con affreschi a soggetto egizio datato al II secolo d.C., con graffiti a carattere religioso. Alla fine del III secolo d.C. è attribuibile un’ulteriore trasformazione strutturale di questo settore di indagine, con la realizzazione di due cisterne forse relative a un settore termale. Le costruzioni di epoca romana fanno da fondazione a una fortezza medievale sorta fin dal X secolo a opera della famiglia Crescenzi poi passata nel XIII secolo ai Savelli con successivi ampliamenti.
Il progetto prevede in primis la realizzazione di un rilievo fotogrammetrico tridimensionale d’insieme, utile alla lettura complessiva dei resti archeologici rinvenuti, afferenti a varie epoche. I rivestimenti parietali e pavimentali necessitano, inoltre, di estesi interventi di pulizia, restauro e consolidamento. Ai fini della rifunzionalizzazione del sito e della sua conseguente apertura al pubblico, si prevede infine la sostituzione delle parti metalliche ammalorate (scale, passerelle, ringhiere, ecc.), la messa in opera di un nuovo impianto di illuminazione, la realizzazione di apparati didattici per la fruizione.
L’intervento è finalizzato ad incrementare la fruizione del sito archeologico mediante visite guidate e contingentate.

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