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id 123 – Area archeologica e complesso monumentale di San Saba e chiesa di S. Saba

CUP F89D21000900006

Importo del finanziamento: € 200.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I – Aventino; Rione: Aventino; Piazza Gian Lorenzo Bernini 20; CAP: 00153

La Basilica di San Saba sorge sul colle Aventino, su un sito precedentemente occupato da strutture di età romana e da un oratorio alto-medievale. Nel Medioevo diventa uno dei monasteri più importanti della città di Roma e nei secoli successivi si susseguono i Benedettini, i monaci di Cluny, i Cistercensi e i Canonici Regolari. Nel 1573 diventa sede del Collegio Germanico Ungarico retto dalla Compagnia di Gesù.

Negli ambienti ipogei si conservano strutture di età romana. Al di sopra dei resti romani è stato individuato un ambiente rettangolare absidato, interpretato come l’aula a impianto basilicale di una domus di epoca tarda appartenuta secondo la tradizione a Santa Silvia, madre di Papa Gregorio Magno. Attorno al secolo VIII, tale complesso viene occupato da una comunità di monaci orientali esuli dalla Giudea che si insediano sui ruderi, ormai abbandonati. Appartiene a questo periodo la necropoli di tombe “a forno” con copertura di tegole disposte in doppio ordine, ancora oggi visibile nell’area.

Nel X secolo il monastero probabilmente è abitato da monaci benedettini, i quali avrebbero costruito la prima chiesa al di sopra dell’oratorio, che passò invece ad accogliere le sepolture dei monaci. Il monastero non subì successivamente sostanziali trasformazioni fino al momento della ricostruzione romanica avvenuta intorno al 1145, quando il monastero fu concesso ai monaci di Cluny da Papa Lucio II. Sul vecchio oratorio a navata unica si impostò così il nuovo edificio a pianta basilicale, a somiglianza delle grandi chiese paleocristiane: tre navate, ognuna terminante con un’abside, scandite da colonne. La nuova chiesa fu dotata anche di un campanile.

Nell’oratorio di San Saba si conserva ancora oggi uno straordinario palinsesto di pitture murali databile in un arco cronologico compreso tra VII e X secolo. Le più antiche pitture, molto frammentarie, sono state distaccate durante i lavori degli inizi del Novecento che portarono alla scoperta del complesso ecclesiastico ipogeo, mentre rimane ancora in situ la parte inferiore di una teoria di Santi che decorava l’abside.

Nel complesso si raccoglie, inoltre, un’importante collezione di iscrizioni e di materiali lapidei di epoca romana e medievale, conservati in due locali all’interno della chiesa, che hanno assunto una funzione di esposizione museale.

L’intervento prevede la sistemazione del percorso di accesso e visita, il restauro conservativo delle superfici e la manutenzione dei locali espositivi. In particolare si interviene per la messa in sicurezza e il consolidamento delle murature emergenti, il consolidamento e la pulitura delle pitture murali e la tutela delle tombe ‘a forno’.

Nei locali museali la rimozione dell’intonaco cementizio non traspirante ha portato alla luce le pareti di una cisterna di epoca romana, pertanto si è proceduto a mantenerle visibili per ripristinare un microclima più adatto alla conservazione. Sulle pareti dei due ambienti e della scala d’accesso sono stati posati intonaci a calce ed è stata effettuata una nuova tinteggiatura più conforme cromaticamente. Sono stati riqualificati gli impianti elettrici e si è provveduto all’installazione di un nuovo impianto illuminotecnico a basso impatto per valorizzare reperti e pitture, nonché operazioni di manutenzione sui cancelli metallici e sugli elementi in ferro presenti. E’ stata migliorata la ventilazione naturale dei locali espositivi, compresa la sostituzione della porta lignea con porta a telaio metallico con ante microforate.

L’accesso al complesso ipogeo avviene dall’interno della basilica tramite la scala esistente; il percorso espositivo si apre con pannelli didattici e si sviluppa nella chiesa inferiore e nei due locali seminterrati. L’intervento non garantisce l’accessibilità inclusiva integrale, a causa delle barriere esistenti, ma introduce dispositivi di segnalazione e delimitazione dei livelli e pannellistica informativa per favorire la comprensione del sito.

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