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id 152 – Ipogeo degli Ottavi, Ninfeo Lucchina: restauro delle murature e consolidamento dei rivestimenti parietali e pavimentali, scavo stratigrafico, adeguamento impiantistico e valorizzazione

CUP F89D21000960006

Importo del finanziamento: € 400.000,00

Localizzazione: Municipio: XIV; Quartiere: Ottavia-Lucchina; Via: Via della Stazione di Ottavia, 73 e Grande Raccordo Anulare km 8,700; CAP: 00135, Roma

L’intervento riguarda due monumenti di età romana entrambi situati nel quartiere Ottavia-Lucchina: l’Ipogeo degli Ottavi e il Ninfeo della Lucchina.

L’Ipogeo degli Ottavi è una tomba semipogea composta da un corridoio pavimentato in opus spicatum che conduce ad un piccolo vestibolo affrescato dal quale si accede alla camera sepolcrale a pianta quadrata con tre arcosoli sui lati. I pavimenti del vestibolo e della camera sepolcrale sono realizzati in mosaico bianco con fasce marginali nere e le pitture parietali imitano lastre di marmo colorate. Al momento della scoperta nel 1921 al suo interno furono rinvenuti quattro sarcofagi marmorei.

Il Ninfeo, scoperto nel 1990, è un edificio a pianta centrale con dromos voltato a botte che immette in una rotonda decorata da intonaci dipinti e mosaici; la struttura conserva uno zoccolo marmoreo e la pavimentazione musiva.

Entrambi i siti ricadono in aree sottoposte a vincolo archeologico e paesaggistico e sono parte del tessuto insediativo e viario storico dell’area.

L’intervento prevede il consolidamento di alcuni settori della muratura e il restauro conservativo delle superfici decorate (affreschi e mosaici), lo scavo stratigrafico all’esterno, presso il Ninfeo, e l’adeguamento impiantistico. Si prevedono operazioni di diagnostica e rilievo preventivo, indagini termografiche e campionature propedeutiche alla mappatura dei materiali e dei fenomeni di degrado. Nell’Ipogeo sono previste misure per il miglioramento microclimatico, il ripristino dell’illuminazione e la chiusura delle aperture con pannellature coibentate; nel Ninfeo sono previste opere per la mitigazione dell’umidità interna e, nell’area antistante, la ripavimentazione con terra stabilizzata drenante e lo smaltimento delle acque piovane.

Le scelte progettuali si fondano sui principi del minimo intervento, della distinguibilità e della reversibilità con approccio interdisciplinare.

La fruizione dei manufatti è condizionata dalla natura semipogea e dagli elementi costruttivi: in entrambi i siti non è possibile l’abbattimento delle barriere architettoniche, pertanto l’accessibilità rimane limitata. Si prevede il collegamento alla rete elettrica pubblica in sostituzione dell’alimentazione a generatore. L’intervento si inserisce nel contesto urbano come azione di tutela e valorizzazione delle emergenze lungo l’antico tracciato viario (la c.d. strada romana della Lucchina, ricalcata oggi in parte da via della Stazione di Ottavia), con rilievo delle evidenze archeologiche e segnaletica informativa sul territorio. Non risultano interferenze con altri progetti in corso sull’area.

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