CUP F89D21001310006
Importo del finanziamento: € 2.000.000,00
Localizzazione: Via Prenestina Nuova, km 2, Montecompatri (RM).
L’area archeologica di Gabii, situata a 20 km a est di Roma sul pianoro di Castiglione, nel comune di Montecompatri, ha avuto evidenze insediative dalla fine dell’VIII e inizi del VII secolo a.C. Il sito comprende l’area urbana dell’antica città di Gabii, che si inserisce nello scenario dei grandi centri laziali esistenti al momento della nascita di Roma e rientra tra le città che controllavano la bassa valle dell’Aniene e gli accessi alla valle del Sacco e del Liri: come tale rappresentò un epicentro politico e culturale di fondamentale rilevanza nel Latium vetus, prima dell’ascesa di Roma.
Gabii costituisce uno dei siti archeologici più significativi del territorio, al cui interno sono ancora percepibili le caratteristiche del paesaggio storico dell’Agro Romano altrove definitivamente perdute. Per tali motivi un ampio settore dell’antica città – pari a circa 70 ettari – comprendente parte dell’antico centro urbano e alcune delle sue più dirette pertinenze – è stato acquisito nel 1987 dal Demanio dello Stato e assegnato in uso alla Soprintendenza Speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma al fine di realizzare un parco archeologico suburbano.
Dagli scavi sino ad ora svolti infatti è possibile rilevare come al di sotto del piano di campagna, a poche decine di centimetri di profondità, siano ancora in gran parte conservate le principali strutture e gli edifici dell’antica città. Infatti, successivamente all’abbandono del sito, avvenuto intorno alla metà dell’XI secolo, l’area adibita da quel momento ad uso agricolo non è più stata oggetto di interventi costruttivi e di trasformazione, che in altre aree hanno irrimediabilmente cancellato le tracce del passato.
Attraversata dall’asse della via Prenestina, Gabii conserva un impianto termale con ambienti identificati come tepidarium, calidarium e frigidarium, pavimentazioni musive geometriche e figurate, rivestimenti marmorei e apparati pittorici parietali. Sono presenti resti di un portico in lapis gabinus, il santuario di Giunone Gabina e strutture correlate al foro e a complessi privati. L’abbandono medievale ha preservato numerose testimonianze archeologiche, mentre l’esposizione agli agenti atmosferici, la vegetazione infestante, l’umidità e la fauna hanno determinato degrado diffuso di paramenti e pavimenti.
L’area archeologica, bene demaniale, è accessibile da Via Prenestina Nuova e l’intervento si è focalizzato su interventi di scavo mirato, restauro e consolidamento presso vari punti di interesse dell’Area (area urbana, San Primitivo) mirando a rendere le strutture fruibili nell’ambito della visita al Parco Archeologico. L’intervento ha previsto lo svolgimento di indagini diagnostiche preliminari (prelievi per analisi chimico-fisiche, sezioni sottili, analisi microbiologiche) e una documentazione grafica e fotografica puntuale.
Le azioni conservative condotte sono state: bonifica da microflora patogena e diserbo della vegetazione infestante; rimozione dei depositi incoerenti e delle stuccature non idonee; consolidamento dei materiali costitutivi mediante prodotti compatibili (nanosoluzioni e prodotti inorganici selezionati); ristabilimento dell’adesione degli strati preparatori e delle tessere musive; operazioni specifiche sui mosaici (catalogazione, ricollocazione di frammenti, boiaccatura, integrazione a malta incisa, eventuale distacco e ricollocazione porzionata); consolidamento e ricomposizione delle pilae di sostegno dell’impianto termale. Le misure adottate hanno migliorato la sicurezza delle superfici e la conservazione preventiva, limitando l’accesso della fauna locale e contrastando la proliferazione della vegetazione infestante.

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