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id 158 – Forte Bravetta: restauro e consolidamento, valorizzazione dei percorsi e adeguamento impiantistico

CUP F89D21001200006

Importo del finanziamento: € 800.000,00

Localizzazione: Municipio XII; Rione: Gianicolense; Via di Bravetta, 739; CAP 00164 Roma (RM)

Il complesso di Forte Bravetta è un manufatto fortificato a sviluppo pentagonale posto su un terrapieno con fossato perimetrale e masse terrose di protezione; si articola in rampe di accesso, piazza d’armi, caponiere laterali, un tamburo difensivo sul fronte di gola e tre polveriere, di cui una ‘in caverna’. Il Forte è stato realizzato tra il 1877 e il 1883; all’interno è presente una lapide che ricorda i 77 caduti della Resistenza romana. L’edificio, di proprietà demaniale e inserito nel Parco Comunale dei Martiri di Forte Bravetta, è vincolato ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Prima dell’intervento il Forte era accessibile solo dal personale tecnico, con vegetazione d’alto fusto e arbustiva che invadeva e nascondeva ampie parti del perimetro. Il fossato, ora asciutto, poteva essere attraversato solo percorrendo il ponte, originariamente retrattile, che nel tempo ha perduto il tratto mobile, sostituito da una struttura fissa in c.a.; la parte originaria in acciaio si mantiene invece in discrete condizioni. I parapetti, da conservare per non alterare l’immagine storica del ponte, sono tuttavia inadeguati all’uso. Dal punto di vista costruttivo le murature sono in tufo e laterizi, con voltine a botte.

Certamente il complesso scontava i decenni di sostanziale abbandono, ma non si registravano le manomissioni strutturali che hanno invece fortemente modificato le sembianze di altri forti appartenenti alla stessa cinta difensiva, o ‘campo trincerato’ come viene definito il recinto difensivo post-unitario. Le strutture militari aggiunte recentemente (presumibilmente negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale), in stato di abbandono e dirute, forse volutamente portate a tale condizione per evitare occupazioni abusive, sono collocate all’esterno del fossato e non incidono sul complesso storico.

L’intervento è stato finalizzato al consolidamento strutturale e al restauro conservativo delle superfici e di alcuni elementi particolarmente significativi, nonché all’adeguamento impiantistico minimo per la fruizione. Le lavorazioni principali hanno previsto il recupero del ponte di accesso mediante la rimozione della soletta in c.a., la verifica, la reintegrazione o sostituzione degli elementi metallici degradati, il ripristino della funzionalità del pano di calpestio e l’inserimento di parapetti adatti alla pubblica fruizione.

Inoltre, è stato eseguito il consolidamento strutturale della caponiera orientale mediante ancoraggi e tiranti, il restauro delle facciate prospicienti il fossato tramite pulitura, consolidamento e integrazione delle lacune con l’utilizzo di materiali compatibili, e il consolidamento locale delle volte e delle coperture. Sono stati anche condotti interventi di sistemazione delle polveriere e opere di stabilizzazione marginale del fossato. L’adeguamento impiantistico ha previsto una distribuzione elettrica essenziale, con illuminazione a LED calibrata per limitare l’impatto luminoso e predisposizioni per implementare sistemi di controllo e videosorveglianza.

L’intervento ha permesso di raggiungere condizioni di sicurezza e visitabilità ottimali senza modificare le consistenze dell’edificio; la fruizione è intesa in chiave museale e di memoria storica, favorendo percorsi accessibili a tutti i visitatori nell’area d’ingresso, nei tunnel carrabili e in alcuni ambienti ipogei. Le soluzioni progettuali hanno privilegiato tecniche conservative e il massimo riutilizzo dei materiali esistenti, con limitato impatto sul sedime e con interventi minimamente invasivi per impianti e cablaggi (pose esterne).

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