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id 160 – Ex convento dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino: restauro e adeguamento funzionale della sede dell’Istituto Nazionale di Studi Romani

CUP F89D22001440006

Importo del finanziamento: € 1.700.000,00

Localizzazione: Municipio I – Rione Ripa (R. XII); P.za di Sant’Alessio, 23, 00153 Roma

L’ex Convento dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino è un complesso architettonico articolato in diversi corpi di fabbrica, attualmente caratterizzati da destinazioni e funzioni diverse. La parte occidentale, sede dell’Istituto Nazionale di Studi Romani (che comprende anche l’appartamento reale di Carlo IV di Borbone e l’antica biblioteca del convento) si sviluppa con due ali disposte ad L intorno al cortile d’ingresso, da cui si accede, procedendo verso nord-ovest, al chiostro – scandito da archi su colonne – e al loggiato prospiciente il giardino sul Tevere; la parte orientale è costituita invece dal corpo di fabbrica antistante il cortile della basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, prospiciente via di S. Sabina e dal cortile stesso, entrambi occupati dalla comunità dei Padri Somaschi che officia la chiesa.

La facciata principale dell’atrio della basilica, è scandita da un doppio ordine di paraste, che incorniciano – al piano terra – specchiature trabeate in cui si aprono finestre ad edicola su basamenti in travertino e – al primo piano – archi a tutto sesto; l’ingresso centrale si caratterizza per un doppio ordine di colonne incornicianti un fornice al piano terra ed una loggia al primo piano. Il partito architettonico del restante complesso è invece più semplice, delimitato da fasce marcapiano e marcadavanzale tra i piani terra e primo, su cui poggiano semplici finestre trabeate, con coronamento costituito da una cornice a gola, al di sotto del tetto a falde.

Prima dell’intervento le facciate presentavano coloriture disomogenee, alterazioni cromatiche, erosione generalizzata degli intonaci, disgregazione e mancanze nelle cornici, ossidazione degli elementi in ferro, fatiscenza degli infissi e un diffuso disordine impiantistico.

Il progetto, preceduto da rilievo laser scanner e fotogrammetrico e da una campagna di saggi stratigrafici, interessa principalmente le facciate esterne al fine di assicurarne il risanamento conservativo e ripristinarne la leggibilità dei partiti architettonici. Le operazioni previste comprendono: la rimozione dei depositi e il trattamento delle colonizzazioni biologiche; il consolidamento e la reintegrazione localizzata di intonaci e stucchi, con la scelta della finitura sulla base dei saggi eseguiti; limitate opere puntuali di risanamento degli intonaci all’interno del chiostro; il restauro degli elementi lapidei; il trattamento e la protezione delle opere in ferro; il restauro conservativo o, se necessario, la sostituzione degli infissi mantenendo forme e materiali coerenti con i prospetti; la revisione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche con sostituzione dei pluviali e delle gronde inadeguati; il riordino dei cavi sulle facciate. E’ previsto anche il restauro e il risanamento conservativo del muro di cinta che separa il cortile dell’Istituto di Studi Romani da via di Santa Sabina, compreso il restauro e la revisione dei portoni lignei, per assicurare la continuità cromatica e di finitura del prospetto del complesso sul fronte urbano prospiciente la piazza dei Cavalieri di Malta.

Il progetto si articola secondo i criteri del minimo intervento, selettività e reversibilità.

L’immobile è tutelato ai sensi del D.lgs. 42/2004 e la disponibilità del bene è del Comune di Roma. La basilica, di proprietà del FEC, non è oggetto dell’intervento.

Le opere sono progettate per favorire la lettura delle partizioni architettoniche dell’intero complesso, che nasce come unitario, accordandone finiture e cromie in base alle indagini storiche e stratigrafiche eseguite, nel rispetto dello stato conservativo rilevato e dell’aspetto ormai storicizzato, in ordine ai principi della tutela monumentale e paesaggistica vigente.

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