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id 85 – Chiesa di S. Eustachio

CUP F89C21000410006

Importo del finanziamento: € 500.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione VIII Sant’Eustachio; Piazza di Sant’Eustachio; CAP 00186; Roma

Non si ha certezza degli anni di edificazione, tuttavia è certo che si tratti di una struttura di origini antichissime: la prima menzione storica della chiesa risale al 795 durante il pontificato di papa Leone III ed è ricordata come un’antica diaconia romana. Secondo la leggenda la chiesa prende il nome dal martire Eustachio, al secolo Placido, centurione dell’Impero Romano vissuto durante l’impero di Adriano. Dopo aver rinnegato la neonata religione cristiana durante una battuta di caccia, ha in visione un cervo con una croce sulla fronte, immagine che successivamente diventa simbolo del santo. Con questa visione inizia la sua conversione al cristianesimo, seguita dal martirio subìto per aver rinnegato gli Dei della tradizione. Si narra, quindi, che Eustachio, con la moglie e i figli, viene ucciso divorato dai leoni. Circa due secoli dopo questa esecuzione (di cui non c’è alcuna prova storica), quando con l’Editto di Costantino la religione cristiana viene legittimata, nel luogo in cui sorgeva la sua casa e in cui è giustiziato viene edificata la chiesa che ancora oggi porta il suo nome, per volontà dell’Imperatore stesso. Della struttura originaria non si sa molto e quello che si può osservare oggi è in realtà il frutto di una serie di rifacimenti di cui il primo, in ordine storico, risale al 1195 quando, su richiesta di papa Celestino III, in cui la chiesa fu oggetto di importanti rifacimenti, tra cui l’aggiunta del campanile romanico, aperto da bifore e trifore (oggi parzialmente murate) e ancora visibile.

Prima dell’intervento la chiesa presentava lesioni diffuse all’intradosso e all’estradosso delle volte, concentrate soprattutto in corrispondenza dell’aula centrale e della navata. A valle della progettazione sono state effettuate una serie di indagini preliminari (saggi murari per la definizione della tessitura muraria, indagini georadar per la verifica dello spessore delle volte, indagini endoscopiche per definire la composizione di tutto lo spessore murario, prove di schiacciamento su campioni di pietra, indagini penetrometriche sulla malta, termografie). Sui dati così acquisiti sono state effettuate le analisi strutturali, l’analisi statica delle volte della chiesa non risultava soddisfatte a causa delle tensioni di trazione della muratura sviluppate dalla spinta non contrastata delle volte e soprattutto degli archi di scarico in mattoni pieni.

L’intervento progettato ha previsto il consolidamento delle volte e il risanamento delle murature per riportare le tensioni entro limiti di resistenza ammissibili, con operazioni di rimozione di malte incongrue e ricostruzione delle mancanze murarie, ripristino della planarità delle superfici voltate e trattamento sistematico delle lesioni. La progettazione ha interessato anche il dipinto murale presente sulla parete di fondo della sacrestia, si tratta di in intervento di ridipintura eseguito nel corso degli anni ‘90 e che aveva l’obiettivo di risolvere problemi strutturali e difetti di adesione e fratturazione della superficie originaria sottostante. Il dipinto necessitava di riacquisire la sua planarità, in primis per la sua conservazione e la stabilizzazione delle sue condizioni, ma anche per una unitarietà estetica.

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