Cerca

140 – Cappella di S. Ignazio da Loyola presso il convento di S. Antonio alle Terme: restauro delle superfici (murarie e lignee) e nuovo sistema di illuminazione

CUP F89C21000380006

Importo del finanziamento: € 180.000,00

Localizzazione: Municipio I, Rione: Celio, Convento di S. Antonio alle Terme, Roma

L’intervento in oggetto ha interessato uno spazio situato al secondo piano del complesso conventuale di S. Antonio alle Terme: la Cappella di S. Ignazio da Loyola. Il convento con l’area annessa dell’odierno Collegio di studio dei Frati Minori Conventuali in Roma, comunemente denominato La Vigna Antoniniana appartenne prima, e per oltre due secoli, alla compagnia di Gesù che lo aveva acquistato già al tempo di Sant’Ignazio di Loyola., Nel 1555 fu acquistato dalla compagnia di Gesù ad scolasticorum recreationem, cioè come residenza estiva del Collegio Germanico e dei novizi dell’ordine. La ragione dell’acquisto sembra quindi essere stata quella di offrire un luogo di aria salubre per la ricreazione degli studenti e per il riposo degli infermi. Lo stesso Sant’Ignazio vi andò a dimorare per breve tempo, prima della morte e ancora oggi vi si conserva con venerazione la Cappella del Santo, detta della Vigna, oggetto dell’intervento in questione. La Cappella della Vigna è uno dei primi incarichi di Andrea Pozzo a Roma e fu ricavata nelle stanze ove visse lo stesso Sant’Ignazio, a sostituzione dell’antica posta al piano inferiore. Sull’architrave della porta, che segna l’accesso alla nuova cappella, si legge: B P N IGNATII CUB ovvero Beati patris Nostri Igntii Cubiculum. L’attuale mensa d’altare marmoreo, di fattura moderna, sostituisce quella antica, di cui si riconoscono alcune lastre nel giardino esterne del convento. I dipinti murali, di pregevole le fattura, posti a decorazione della Cappella, sono stati eseguiti nel 1684-85 e rappresentano, inseriti in un’architettura dipinta, i Santi Stanislao Kostka, Luigi Gonzaga, Francesco Borgia e Francesco Saverio unitamente scene della vita di Sant’Ignazio di Loyola. Nel corso del tempo l’apparato pittorico e ligneo ha subito numerose e progressive alterazioni che hanno interessato: la pellicola pittorica, che presentava gravi fenomeni di degrado (bottaccioli strutturali, ridipinture alterate, scurimento da protettivi ossidati); il soffitto ligneo con in integrazioni non originali e finiture marmoree moderne incongrue. Preliminarmente sono state svolte indagini diagnostiche, saggi di pulitura e mappature del degrado. Le operazioni per l’apparato pittorico hanno incluso un pre-consolidamento, prove di pulitura, rimozione di materiali non idonei, stuccatura delle lacune; per il soffitto disinfestazione, pulitura, consolidamento e reintegrazione. L’intervento per l’apparato pittorico ha riguardato: la verifica strutturale, la messa in sicurezza e il consolidamento; per il soffitto ligneo policromo il restauro delle superfici; per il pavimento in marmo: il trattamento conservativo. Il ripristino dell’epigrafe nella collocazione originaria, previsto nel progetto, non è stato realizzato in quanto i fondi sono stati di destinati al completamento del restauro del soffitto ligneo. Il progetto ha infine previsto l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione con proiettori orientabili, finalizzato alla valorizzazione compatibile con la tutela e la conservazione delle superfici decorate.

Quanto sono chiare le informazioni in questa pagina?

Average rating 0 / 5. 0