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id 113 – S. Cecilia in Trastevere

CUP F89C21000470006

Importo del finanziamento: € 2.500.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I, Rione Trastevere, Piazza di S. Cecilia, CAP 00153

L’intervento riguarda l’area archeologica annessa alla Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere, ubicata sotto il piano della navata e adiacente alla Cappella Ponziani. Prima dell’intervento si presentavano evidenze stratificate dall’età repubblicana all’altomedioevo: resti di una domus del II sec. a.C. inglobata in un’insula, strutture di balneum databili ai secoli III-IV con ipocausto e tubuli fittili, nonché un battistero riconducibile ai primi secoli cristiani con decorazione pittorica a velario. Il complesso conserva elementi liturgici e decorativi inglobati nelle trasformazioni successive della chiesa; tra i riferimenti storici si segnala la tradizione di consacrazione al titulus Caeciliae (sec. V), la fondazione della basilica da parte di papa Pasquale I, ispiratore del mosaico tutt’ora presente nel catino absidale (IX secolo), i restauri della fine del XIII secolo, ai quali risalgono il ciborio marmoreo di Arnolfo di Cambio (1293) e il vasto dipinto murale del Giudizio Universale di Pietro Cavallini sulla parete della controfacciata. Nel 1599, a seguito delle ricerche promosse dal cardinale titolare Paolo Emilio Sfondrati si rinvennero le presunte spoglie della martire Cecilia, ritratta da Stefano Maderno nella statua custodita nell’altare maggiore. La chiesa ha subito vari rimaneggiamenti che non ne hanno alterato la configurazione architettonica; la facciata è stata edificata nel 1725 su disegno di Ferdinando Fuga e le antiche colonne della navata sono state inglobate entro pilastri al principio del XIX secolo.

L’area è sottoposta a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e presenta rilevanti manufatti lapidei e pittorici da conservare e rendere accessibili al pubblico.

Il progetto prevede l’aggiornamento del percorso museale dell’area retrostante la Cappella Ponziani mediante percorsi ideati per rendere leggibile la complessa stratificazione delle emergenze archeologiche venute in luce nel corso di diverse campagne di scavo, tra Otto e Novecento. Sono previste operazioni di restauro conservativo su pitture murali (velario) e su lacerti musivi, il recupero e la protezione delle superfici archeologiche, e interventi mirati sulle coperture e sugli elementi strutturali funzionali alla fruizione. L’allestimento comprende sistemi di illuminazione a basso impatto visivo per valorizzare le emergenze, superfici metalliche di delimitazione e pannellature informative per la lettura stratigrafica e sistemi di valorizzazione che preservano l’integrità delle testimonianze archeologiche e a garantiscono sicurezza e durabilità, privilegiando soluzioni reversibili e materiali compatibili con il contesto storico-archeologico.

L’intervento è pensato per garantire la fruizione inclusiva del sito: il percorso museale uniforma le quote di calpestio per ridurre barriere architettoniche e prevede soluzioni per la visita assistita con supporti multimediali multilingue e sistemi di monitoraggio termoigrometrico per la tutela conservativa delle cappelle e del balneum. La musealizzazione integra gli spazi ipogei con il museo già esistente sottostante la chiesa, migliorando la connessione fisica e informativa tra le sezioni e valorizzando i reperti esposti.

Le aree interessate sono vincolate e disponibili senza necessità di esproprio; le scelte progettuali privilegiano la minima invasività, la reversibilità degli interventi e la compatibilità con gli ambiti di tutela esistenti.

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