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id 114 – Chiesa S. Crisogono_Area Archeologica

CUP F89C21000520006

Importo del finanziamento: € 500.000,00

Localizzazione: Municipio I – Rione Trastevere – Piazza Sidney Sonnino 44 – 00153 Roma

La chiesa di Giovanni Battista dei Genovesi è situata all’angolo tra via Anicia e via dei Genovesi; prende il nome dall’antico Ospedale, dove venivano accolti e curati i marinai genovesi non appena sbarcati nel vicino porto di Ripa Grande. L’ospedale si articolava intorno ad un chiostro realizzato nella seconda metà del XV secolo ed attribuito a Baccio Pontelli, architetto di Sisto IV, e definito dal Vasari uno dei più belli della città. Le arcate a tutto sesto che delimitano il perimetro del piano inferiore (nove in ogni lato) sono rette da pilastri ottagonali in travertino, mentre la loggia superiore, ugualmente spartita da pilastri ma di dimensioni minori, è architravata. Sotto il portico destro si trova la porta di accesso all’oratorio della Confraternita, nel quale si trova il pregevole soffitto a cassettoni seicenteschi con stemmi, un arco a tutto sesto con pilastri che divide l’ambiente in due parti, ed affreschi con “Storie della Vergine e del Battista”. Nel cortile interno, tenuto a giardino, è posto un pozzo quattrocentesco costruito con grossi blocchi di travertino e con una trabeazione sorretta da due colonne ioniche.

L’insieme costituisce un complesso archeologico con evidenti problemi di accessibilità e fruizione pubblica.

La basilica paleocristiana di San Crisogono è un ambiente ipogeo di grandi dimensioni, con condizioni conservative complesse. Si tratta di un antico impianto basilicale paleocristiano ad unica navata eretto su murature romane preesistenti. La planimetria basilicale oggi non è percepibile a causa delle fondazioni della chiesa superiore che tagliano l’aula sfalsandone la percezione spaziale. La basilica era dotata di un’abside ai lati della quale si distinguono due ambienti con funzione di battistero e secretarium. Il presbiterio fu in seguito rialzato con tre gradini per creare la cripta con finestrella confessionis (attraverso la quale i fedeli venivano in contatto con le reliquie), accessibile da un corridoio semianulare che costeggiava la curva dell’abside. La basilica si trova a circa 6 metri al di sotto dell’attuale chiesa, la cui costruzione fu dettata dai ripetuti danneggiamenti subiti da quella originaria a causa delle piene del fiume Tevere, tanto da essere stata parzialmente interrata prima dell’anno mille, per volere del Cardinale Giovanni da Crema, fino agli inizi del XX secolo. Nella basilica paleocristiana sono presenti importanti cicli pittorici databili per la gran parte al XXI secolo, di cui si conservano quasi 100 mq di superfici dipinte, oltre ad altri pregevoli resti che ne fanno un complesso di eccezionale interesse storico-artistico ed archeologico.

L’intervento prevede la musealizzazione dell’area archeologica mediante operazioni di catalogazione, restauro conservativo e valorizzazione di reperti selezionati e la realizzazione di un percorso sopraelevato che uniforma le quote interne e definisce il flusso di visita. Si prevede il rinnovo del sistema elettrico e dell’illuminazione con soluzioni compatibili per la tutela dei materiali e la fruizione espositiva, nonché predisposizioni impiantistiche per future installazioni multimediali. Sono inoltre previsti espositori dedicati, pannelli didattici figurativi e tattili e un’area didattica accessibile. Gli interventi mirano alla conservazione preventiva e alla messa in sicurezza dei manufatti senza alterare le strutture originarie dell’area archeologica.

La fruibilità dell’area si realizza tramite accesso separato rispetto alla basilica soprastante, attraverso il chiostro e il percorso esistente che conduce al livello ipogeo. L’intervento ottimizza i percorsi di visita e predispone soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche, riservando lo spazio per un futuro impianto elevatore non oggetto di questo finanziamento; la visita è progettata per essere contingentata in gruppi ridotti. Il cantiere si articola con allestimenti esterni nel chiostro.

L’assetto progettuale privilegia la lettura integrata del contesto archeologico, la sicurezza dei visitatori e l’accessibilità differenziata degli spazi espositivi.

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