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id 138 – Chiesa di SS. Nereo e Achilleo: restauro della facciata

CUP F89C21000390006

Importo del finanziamento: € 600.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Celio; Viale delle Terme di Caracalla; CAP 00184

La chiesa è dedicata ai martiri Nereo e Achilleo, servi della nobile Flavia Domitilla e con lei martirizzati all’epoca di Diocleziano, per la loro fede cristiana. La fase costruttiva più antica è quella che corrisponde al Titulus Fasciolae, il primitivo luogo di culto, documentato sin dall’anno 377 da un’epigrafe ritrovata nel 1831 nella Basilica di S. Paolo fuori le mura. Sotto il papa Gregorio Magno, il nome Fasciolae si trova già mutato in quello dei SS. Nereo e Achilleo. Leone III (795-817), riedifica la Chiesa dalle fondamenta realizzando l’impianto basilicale a tre navate con abside rivolta ad ovest. Durante il giubileo del 1475, per volere di Sisto IV furono eseguiti lavori per il recupero della chiesa che verteva in uno stato di completo abbandono. In questa fase viene ricostruita la porzione di facciata centrale inserendo il semplice portale architravato, ancora in situ, un oculo centrale, che verrà successivamente rimosso per inserire la nuova finestra centrale, e vengono fatte chiudere alcune aperture sia internamente che esternamente alla facciata, le cui tracce sono state riscontrate sotto l’intonaco durante gli ultimi lavori di restauro. Nuovi restauri vennero effettuati nel XVI secolo dal cardinale Cesare Baronio, a cui si devono gli affreschi dell’abside e delle navate. Arretrata rispetto al ciglio stradale e prospiciente un piccolo sagrato, la facciata presenta pitture a graffito realizzate da Girolamo Massei, pittore lucchese della fine del 1500. La scelta della tecnica a graffito è dovuta, oltre che a problemi economici che non permettevano di realizzare una facciata in travertino, anche al rispetto delle preesistenze. La facciata si compone di due ordini architettonici sovrapposti su paraste: il secondo si innesta sulla trabeazione del primo con interposta una alta base per dare più slancio a tutto il prospetto racchiuso nel sagrato. Completano la parte superiore le volute a semplice curvatura e il timpano triangolare. Sull’asse della facciata corrisponde, nella parte bassa, la porta di accesso alla chiesa, nella parte alta una finestra rettangolare con cornice in stucco. La parte inferiore è caratterizzata da un piccolo protiro a frontone triangolare con colonne in granito che inquadra un portale quattrocentesco, con cornice di marmo modanata, fiancheggiato da paraste intonacate leggermente sporgenti che sorreggono capitelli toscani in stucco. Lo stato di degrado della facciata della chiesa dei SS. Nereo e Achilleo evidenziava vari problemi causati da fattori ambientali e interventi passati di restauro. La superficie degli intonaci era velata da una tinta di colore bruno, che, probabilmente a causa del percolamento, era visibile anche sulla superficie in stucco e sugli elementi lapidei. Le grandi mancanze dell’intonaco erano chiuse da ampie stuccature in parte debordanti e più scure dell’intonaco originale. La bicromia e l’intonaco graffito decorato della facciata mostravano segni di perdita dovuti all’esposizione continua ai fenomeni naturali, all’umidità di risalita capillare, soprattutto nella parte più bassa, e all’esposizione a Nord. Questi fattori avevano contribuito a distacchi, disgregazione e decoesione della superficie. Sono quindi stati realizzati interventi di preconsolidamento per tutta la superficie, la pulitura e il consolidamento della stessa. Le porzioni un tempo dipinte sono state revisionate esteticamente e con approfonditi studi in loco e con tecniche diverse. Per il protiro si è proceduto con la pulitura dei depositi superficiali degli elementi lapidei ed il consolidamento. La pulitura degli elementi in stucco e marmo è avvenuta con acqua e tensioattivo con successiva spazzolatura e risciacquo. Gli elementi in marmo del portone sono stati interessati da una pulitura localizzata con ablatore e rifinitura meccanica mediante bisturi. Le colonne e i capitelli in travertino sono state pulite con acqua e tensioattivo applicato a pennello, e risciacquati con acqua. Gli elementi in stucco sono stati oggetto di scialbo eseguito con una boiacca liquida applicata a pennello ed equilibratura con colori a calce e pigmenti.

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