CUP F89D22001430006
Importo del finanziamento: € 500.000,00
Localizzazione: Piazza del Quirinale – 00187 Roma
L’intervento ha riguardato la Coffee House nel giardino del Palazzo del Quirinale, costituita da una unità edilizia con due sale di rappresentanza dotate di volte in camera a canne decorate con intonaci dipinti, tele e apparati in stucco dorato e bianco. Le volte presentano riquadrature, fasce e cornici in stucco dorato e quattro gruppi scultorei in stucco che incorniciano i tondi con tele pittoriche. Prima dell’intervento si riscontrava vetustà diffusa delle componenti lignee esterne e degrado degli apparati decorativi dovuto ad agenti atmosferici, biologici e a precedenti interventi inadeguati. Il progetto si riferisce alla complessa unità decorativa della metà del XVIII secolo legata alla fabbrica storica dell’edificio; le persiane attuali risultano un’aggiunta realizzata oltre un secolo dopo la fase originaria.
L’intervento ha inoltre previsto il restauro conservativo degli infissi esterni (finestre e porte-finestre), la revisione della ferramenta e la sostituzione delle persiane lignee non recuperabili con modelli conformi all’esistente. Per le superfici decorate sono previste indagini preliminari, rimozione di stuccature incongrue e depositi, consolidamento degli strati pittorici e dei supporti, stuccatura delle lacune, reintegrazione pittorica secondo criteri di riconoscibilità e protezione finale delle pellicole pittoriche. Gli elementi lignei non recuperabili sono sostituiti con essenze compatibili; le lavorazioni puntano a ripristinare funzionalità e coerenza materica mantenendo la leggibilità storica delle componenti. Sono inoltre previste opere minori di integrazione degli intonaci e manutenzione delle soglie e della piccola terrazza.
L’intervento è finalizzato nel complesso al recupero funzionale e conservativo delle componenti interessate senza modificare la fruizione degli spazi. I beni sono di proprietà demaniale e sottoposti a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004; le attività sono state coordinate dalla Soprintendenza competente. Le opere completano interventi già eseguiti dalla Soprintendenza e non presentano interferenze con altri cantieri in corso sull’edificio, come risulta dalla documentazione. Sono state previste verifiche diagnostiche integrative per definire dettagli esecutivi e fasi di cantiere compatibili con la tutela delle superfici decorate e con la conservazione degli apparati lapidei e metallici presenti.

Condividi