Arte totale, maschere di cartapesta, marionette, grandi quadri, tra paesaggismo e astrattismo, musiche, un laboratorio-atelier aperto a tutti, votato all’inclusione prima che la parola inclusione fosse un elemento costitutivo della missione di un museo. L’esperienza pionieristica di Gianpistone, artista attivo a Roma nel rione Testaccio tra gli anni Sessanta e il 2020, anno della scomparsa, diventa una mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, nello spazio del Drugstore Museum dal 29 aprile al 29 giugno 2026.
Nel solco dello sviluppo coerente e continuativo di un dialogo culturale con il territorio circostante, nasce il progetto Gianpistone, Arte come partecipazione sociale, una mostra che raccoglie, seguendo un ordine cronologico, 38 opere dell’artista, interpretando i principi ispiratori della sua poetica nell’affermazione del Patrimonio culturale come strumento di emancipazione sociale, di rigenerazione delle periferie attraverso la cultura, di valorizzazione di esperimenti culturali intesi come bene comune integrato nelle comunità. Principi che trovano oggi un compimento nel solco della Convenzione di Faro e, in particolare del Piano Olivetti per la Cultura promosso dal MiC
L’esperienza artistica di Gianpistone e il laboratorio sociale che ha saputo costruire intorno allo Studio Arte Èquipe ’66 rappresenta un precedente di rilevante importanza culturale e storica. Un precedente quasi completamente ignoto alla storiografia e invece da recuperare, non solo per il suo ruolo nella microstoria artistica della Roma contemporanea o nella macrostoria nazionale dell’arte, quanto per il suo eccezionale valore paradigmatico di buona pratica che ancora molto ha da insegnare e trasmettere a quanti condividono oggi analoghe prospettive interpretative sul senso e sulla funzione del Patrimonio culturale.
La mostra, a cura del Soprintendente Speciale Daniela Porro e del Direttore dell’Istituto Centrale per la Valorizzazione economica e la Promozione del Patrimonio Culturale Alessio De Cristofaro, storicizza l’esperienza di Gianpistone attraverso un percorso allestitivo che unisce le opere pittoriche al ‘diario di oggetti’ provenienti dall’atelier-studio e a documenti audiovisivi che tracciano un ritratto a tutto tondo dell’artista.
A corredo della mostra è stato realizzato un catalogo che raccoglie i contributi critici della storica dell’arte Serena Dell’Aira, dello psichiatra Giorgio Callea che restituisce l’impatto dell’esperienza di arte terapia realizzato da Gianpistone nell’ospedale psichiatrico di Brescia, di Alessio De Cristofaro, di Susanna Pistone, figlia dell’artista che ricostruisce l’esperienza dello Studio Arte Equipe ’66 e dell’antropologa Irene Ranaldi che offre uno spaccato del rione Testaccio dalle origini alla gentrificazione.
Nel corso della mostra ci saranno dei momenti di approfondimento sulla figura di Gianpistone e sul valore dell’arte come strumento di inclusione sociale.
Il calendario degli appuntamenti:
Sabato 9 maggio ore 11:00 – Roberto Cavallini e Rossana Buono: “La città nelle opere di Gianpistone e nella fotografia – Confronto tra una storica dell’arte contemporanea ed un critico fotografico”
Sabato 16 maggio ore 11:00 – Luigi De Salvia: “Spiritualità e tensione verso la pace nelle opere di Gianpistone”
Sabato 23 maggio ore 11:00 – Giorgio Callea: “Da Gianpistone a Michelangelo andata e ritorno”
Sabato 30 maggio ore 11:00 – Antonio Politano e Claudio Bocci: “Il Maestro Gianpistone e il Festival della Letteratura di Viaggio”
Sabato 6 giugno ore 11:00 – Susanna Pistone: “Gianpistone, e il luogo delle meraviglie possibili”
Info utili:
La mostra è aperta tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00 con ingresso gratuito


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