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Caratterizza il paesaggio urbano tra Ostiense e Testaccio, con le sue pareti di marmo bianco di Carrara è entrata nell’immaginario collettivo. La Piramide di Caio Cestio è l'esempio superstite di monumento funebre ispirato alla moda egizia. Immortalata da paesaggisti, pittori, fotografi, la Piramide è stata ed è molto di più di un monumento lasciato dal passato.
“Il video che le abbiamo dedicato – ha dichiarato il Soprintendente Speciale Daniela Porro – permette di cogliere dei dettagli che rappresentano lo scorrere del tempo, fino ai nostri giorni”.
La Piramide è la muta testimone, come scrive la direttrice del sito Marina Piranomonte, di due millenni di storia che non è stata risparmiata neanche dalla seconda Guerra Mondiale e dai tragici fatti di Porta San Paolo del settembre 1943. Sulla sua superficie di marmo sono ancora visibili molti colpi di arma da fuoco.
#SoprintendenzAperta, la campagna social promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma è l’occasione per conoscere meglio e più da vicino, anche se virtualmente, monumenti, luoghi della cultura e l’insieme del grande patrimonio storico-culturale che rende Roma una città unica. “I contenuti che ogni giorno pubblichiamo sul nostro sito, sulle pagine Facebook e Instagram della Soprintendenza, sono un modo – ha concluso il Soprintendente Speciale Daniela Porro – per restare insieme e, al contempo, per invogliarvi a tornare nei nostri luoghi della cultura appena sarà di nuovo possibile".
La Piramide di Caio Cestio, muta testimone di due millenni di storia

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