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Rinvenuto negli anni Settanta, il Mitreo di Santo Stefano Rotondo è stato al centro di un importante intervento di restauro e di riqualificazione a cura della Soprintendenza Speciale di Roma finanziato con fondi PNRR. Il Mitreo, risalente al II secolo d.C., si estende per una superficie di circa 8 metri per 20 al di sotto della pavimentazione della Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio. L’ambiente rettangolare è composto da un atrio e dall’aula del culto che presenta i caratteristici banchi laterali dove si stendevano i fedeli. La particolarità del sito è data dall’affresco rappresentante Selene, la luna, che in origine era simmetrico a una rappresentazione del Sole, poi distrutta dalle fondazioni della chiesa. Grazie all’intervento PNRR è stato possibile ripristinare l’apertura al pubblico a seguito della sostituzione delle travi in legno del solaio superiore. Le originali, infatti, avevano subito un attacco biologico che aveva reso necessaria l’interdizione al pubblico dell’ambiente ipogeo.

Il Mitreo di Santo Stefano Rotondo torna visitabile, per la prima volta, dopo l’intervento di restauro con visite guidate a cura dell’archeologa Simona Morretta giovedì 24 settembre. I turni di visita per massimo 12 persone per turno sono in programma alle 15.30, alle 16.30 e alle 17.30 con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Si consiglia di indossare scarpe comode e si segnala la presenza di una scala a chiocciola di accesso.

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