Tre scene di grande impatto, che si inseriscono nel Martirologio dipinto nella chiesa di Santo Stefano Rotondo, tornano a una nuova leggibilità. Si è concluso il restauro, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, del primo lotto di interventi dedicati alla chiesa del Celio. La responsabile del progetto, Ilaria Sgarbozza, e la direttrice dei lavori, Maria Milazzi, illustrano le caratteristiche del cantiere.
Come spiega Ilaria Sgarbozza: “Il Martirologio dipinto dal Pomarancio e da Matteo da Siena, che comprende in tutto 32 scene, rappresenta una chiara esemplificazione delle indicazioni date dal Concilio di Trento sull’uso delle immagini negli ambienti religiosi. L’obiettivo non era tanto la qualità artistica ma la comunicazione efficace del messaggio cristiano. Il Martirologio di Santo Stefano Rotondo è una delle rappresentazioni più potenti di tale intenzione“.
Maria Milazzi focalizza invece l’attenzione sulle modalità di restauro adottate, anche alla luce degli effetti prodotti sulle pitture dagli interventi precedenti: “È stata una scelta quella di lasciare che rimanga leggibile l’azione del tempo sull’opera, pur cercando di restituire una coerenza di lettura e di dare la possibilità di fruire dei contenuti iconografici e formali nel migliore dei modi“.

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