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Nel tratto di costone tufaceo che fiancheggia la via Flaminia si apre un complesso di edifici funerari di diversa tipologia. Sul ciglio della rupe, ben visibile dalla strada, si erge un imponente mausoleo detto Tomba Celsa, a tamburo cilindrico su basamento parallelepipedo anticamente rivestito di blocchi di travertino. L’altezza del mausoleo ne determinò la sua trasformazione in fortilizio che in età medievale controllava la valle del Tevere.

Alla base del mausoleo sono due piccole tombe scavate nella roccia e parzialmente completate in muratura. Quella più meridionale è a pianta rettangolare chiusa sul fondo da un arcosolio per inumazione, mentre nelle pareti laterali si aprono nicchie per olle su file sovrapposte, in origine chiuse da lapidi inscritte; la tomba era totalmente rivestita da intonaco dipinto giallo e bianco. La seconda tomba, di tipologia simile, è dipinta con intonaco rosso, giallo, bianco e applicazioni di stucco dipinto. Una delle due iscrizioni qui rinvenute recava la dedica Ostoriae  autodice, particolarmente significativa in quanto associabile ad altre due testimonianze epigrafiche rinvenute in quest’area: la lapide di un Optalis, disp(ensator) di Ostoria Varilla e un recipiente ceramico con il nome Ostorius. Sembra quindi indiscutibile il riferimento di alcune delle sepolture nell’area della Celsa a servi o liberti della gens Ostoria, particolarmente legata all’imperatore Tiberio e a sua madre Livia. Una piccola testina-ritratto dell’imperatore è stata, infatti, rinvenuta in quest’area. Quindi anche il grande mausoleo soprastante potrebbe appartenere alla famiglia degli Ostorii.

Sono presenti altre tombe e numerose sepolture alla cappuccina.

Nell’area adiacente è stato rinvenuto un imponente scarico di fornace contenente in prevalenza ceramica comune e a pareti sottili, pertinente ad un impianto produttivo individuato nel 1988 sul lato opposto della strada, vicino al Tevere.

Nel costone tufaceo sottostante il mausoleo è visibile una cisterna quadrangolare in laterizi, coperta da quattro volte a crociera rette da tre pilastri, a ridosso di una poderosa esedra semicircolare interpretabile come ninfeo monumentale.

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Area adiacente via Sirmione 25 (mausoleo La Celsa)-via Flaminia (area archeologica)

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