La Tomba di Fadilla, insieme a quella dei Nasoni, è quanto oggi rimane di una serie di sepolcri rupestri in origine presenti nel territorio di Saxa Rubra, tra le vie Flaminia e Cassia.
Piccola e ben conservata, la tomba di forma rettangolare è stata scoperta nel 1923 in via dei Casali Molinario, un diverticolo della via Flaminia.
Deve il suo nome ad una piccola lapide marmorea inserita in una parete con un’iscrizione funeraria che contiene un’amorevole dedica del marito alla moglie Fadilla, nome diffuso nella famiglia degli Antonini. Questo elemento, la tipologia della tomba, delle pitture e del mosaico pavimentalee i bolli laterizi sui mattoni permettono di datare il monumento alla fine del II sec. d.C.
La struttura, preceduta in antico forse da un ingresso monumentale, è attualmente accessibile tramite una porta ad arco ribassato con soglia in marmo. Nelle pareti laterali e in quella di fondo si aprono arcosoli con nicchie che accolgono due cassoni ciascuna.
Ben conservato è il mosaico pavimentale in bianco e nero con ottagoni collegati a piccoli quadrati a formare un ampio disegno geometrico dall’effetto illusionistico. Al centro del pavimento un ottagono racchiude un passerotto. Le quattro pareti, la volta e gli arcosoli presentano una delicata decorazione pittorica su fondo bianco caratterizzata da esili riquadri tracciati con colori pastello che racchiudono animali, figure umane e motivi decorativi vegetali.
Nel 2024 è stato condotto uno studio sui numerosi resti osteologici rinvenuti all’interno dei cassoni delle pareti laterali, identificando almeno 27 individui, di cui 13 adulti di sesso ed età variabili, e con un’elevata presenza di soggetti molto giovani, alcuni deceduti nei primi anni di vita.
In un cassone è stato allestito lo scheletro di un individuo rinvenuto in composizione anatomica.

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