Nel 1942, durante la costruzione del Cimitero Flaminio venne in luce una villa romana di notevoli dimensioni esplorata solo parzialmente. L’impianto messo in luce è costituito da un settore residenziale con mosaici pavimentali, un impianto termale e un monumento funerario.
La Villa fu costruita in epoca augustea, ampliata e modificata nei secoli successivi. Nella prima fase (fine I secolo a.C./I secolo d. C.) fu costruito un grande quadriportico ed una serie di ambienti circostanti utilizzati probabilmente come stanze da letto. Nella seconda fase (II secolo d.C.) la villa venne ampliata con la realizzazione di un giardino all’aperto, un impianto termale e un mausoleo quadrangolare con un piano superiore. Nella terza fase (III secolo d.C.) la villa fu oggetto di ulteriori interventi di ampliamento e restauro specialmente nell’area termale, in cui fu aggiunto un secondo frigidarium. Accanto al primo mausoleo, ne fu aggiunto un secondo coperto da sei volte a crociera e furono realizzati nuovi pavimenti musivi nel quadriporticoi.
Alla fine del III – inizio del IV secolo d.C. la villa iniziò un graduale e progressivo declino fino al definitivo abbandono tra il V e il VI secolo d.C.
Nel 1985-86 l’area entrò a far parte del demanio pubblico e presa in consegna dall’allora Soprintendenza Archeologica di Roma.
Nel 2024-2025 la Soprintendenza Speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, con un finanziamento PNRR Caput Mundi ha realizzato la bonifica dell’area, il restauro delle murature e dei mosaici, la creazione di percorsi di visita e di nuovi pannelli didattici per una migliore fruizione del sito.

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