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id 101 – Necropoli Portuense

CUP F89D21000710006

Importo del finanziamento: € 2.000.000,00

Localizzazione: Municipio XI; Rione: Portuense; Via: Via Portuense 317 (Drugstore Museum). Tomba dell’Airone: via Giuseppe Ravizza. CAP: 00149

L’intervento interessa il Circuito della Necropoli Portuense, comprendente il Drugstore Museum di via Portuense 317, l’Area Archeologica di Pozzo Pantaleo, la Necropoli di Vigna Pia e la Tomba dell’Airone in via Giuseppe Ravizza.

Gli interventi, condotti su più siti, sono stati realizzati nell’ottica di un più ampio disegno di connessione e valorizzazione degli stessi, al fine di favorire la conservazione delle aree e dei reperti archeologici e la pubblica fruizione.

Le operazioni eseguite sono state improntate ai principi di minimo intervento, compatibilità e reversibilità ed hanno interessato, in linea generale, il restauro degli apparati pittorici, il consolidamento dei supporti murari e il controllo microclimatico degli ambienti. Accanto a queste, sono state realizzate opere di sistemazione esterna, aree a verde e parcheggi di servizio al Circuito.

Il progetto ha integrato conservazione e fruizione, prevedendo pannellistica informativa e didattica, con possibilità di integrazione digitale (QR code, contenuti multilingue).

id 102 – Area archeologica del Santuario detto Siriaco a via Dandolo (Trastevere)

CUP F89D21000980006

Importo del finanziamento: € 500.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Trastevere (R. XIII); Via Dandolo n.47 (Villa Sciarra); CAP 00153, Roma

L’intervento ha interessato il piccolo Santuario detto Siriaco, scoperto nel 1906 durante i lavori per l’edificazione della casina del custode di Villa Sciarra. Questo complesso ha attratto l’interesse di archeologi e storici per oltre un secolo, offrendo un importante sguardo sui culti antichi che caratterizzavano la vita spirituale della Roma tardoantica. Costruito nel IV secolo d.C. sui resti di edifici preesistenti risalenti al I-II secolo d.C., il santuario fu a lungo considerato un luogo dedicato ai culti siriaci, ipotesi che ne ha dato il nome attuale. 

Tuttavia, studi recenti suggeriscono una destinazione più complessa, forse legata al culto di Osiride, come indicato dalla scoperta di una statuetta in bronzo di una figura maschile avvolta nelle spire di un serpente, oggi custodita preso il Museo Nazionale Romano.  Situato vicino agli scali fluviali e ai mercati, il santuario si trovava in una zona che era una vera e propria porta verso il Mediterraneo, permettendo lo scambio di merci, persone e, evidentemente, anche idee religiose. Questa posizione privilegiata facilitava la diffusione dei culti orientali e dei rituali misterici che erano diffusi tra la popolazione romana, in particolare tra le classi mercantili e artigiane.

Prima dell’intervento il Santuario si presentava come un ambito archeologico con paramenti murari e frammenti lapidei parzialmente interrati, contiguo alla ex casa del custode, esteso su un’area di circa 1.700 m². Il complesso ricade nella città storica e risulta sottoposto ai vincoli paesaggistici e archeologici previsti dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale.

L’intervento ha previsto il rilievo digitale completo dell’area, il restauro dei paramenti murari e dei reperti marmorei ivi rinvenuti, la messa in sicurezza delle strutture e la valorizzazione della componente vegetazionale. La ex casa del custode è stata rifunzionalizzata per ospitare uno spazio espositivo sia fisico che virtuale, con l’installazione di nuovi infissi, pavimentazioni in cotto e rivestimenti in travertino.

Sono state inoltre eseguite opere di sistemazione esterne (localizzati interventi di consolidamento murario, pavimentazioni in cubetti di porfido, ripristino della cordonata, una piazzola panoramica), mentre il superamento delle barriere architettoniche è stato ottenuto mediante un percorso di accesso privo di barriere fisiche. L’allestimento museale all’interno della ex casa del custode è stato dotato di arredi per l’esposizione e la fruizione dei reperti.

id 103 – Museo Diffuso di Testaccio, Monte dei Cocci, Porto fluviale, Porticus Aemiliae, Nuovo Mercato_restauro e valorizzazione e percorso espositivo per l’apertura al pubblico

CUP F89D21000620006

Importo del finanziamento: € 1.500.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione XX Testaccio; Piazza Orazio Giustiniani, Roma; CAP 00153

Il progetto riguarda il Rione Testaccio e si articola attorno alle emergenze archeologiche e architettoniche del Nuovo Mercato (horreum ipogeo), della Porticus Aemilia, del Porto fluviale e del Monte dei Cocci. Prima dell’intervento l’area si presentava con resti archeologici parzialmente accessibili, segnaletica insufficiente e limitata integrazione fra i luoghi emersi e lo spazio urbano contemporaneo. L’area conserva stratificazioni a partire dall’età romana (origine delle prime urbanizzazioni dall’II sec. a.C.) e ha subito una trasformazione rilevante dopo il 1870 con insediamenti industriali e la costruzione del Mattatoio, che hanno determinato la configurazione attuale del tessuto urbano. Il Museo Diffuso si propone di connettere i diversi siti del quartiere tramite un percorso tematico che valorizza la vocazione commerciale storica e la rete di luoghi di interesse pubblico.

L’intervento prevede la musealizzazione dell’area archeologica sotto il Nuovo Mercato con l’allestimento di un percorso accessibile e protetto, la sistemazione dell’ingresso su via Ghiberti e la qualificazione dello spazio didattico ‘Sottosopra’. La proposta si basa sui principi del minimo intervento, della compatibilità materica e della reversibilità. Sono previste passerelle sopraelevate per la fruizione degli scavi, affacci e punti di sosta, un adeguato progetto illuminotecnico per la lettura stratigrafica e supporti informativi integrati (pannelli, leggii, targhe, QR-code). La conoscenza del sito è supportata da rilievi 3D e restituzioni planimetriche impiegate come base per il progetto conservativo e per la modellazione delle soluzioni di fruizione.

L’intervento mira a rendere stabile l’apertura al pubblico e a favorire l’inclusione: gli itinerari garantiscono accessibilità universale mediante ascensori, rampe e percorsi di larghezza adeguata; leggii tattili e testi in braille integrano le informazioni. La segnaletica identitaria collegherà i principali punti del Museo Diffuso, favorendo l’orientamento nel quartiere. Per la Porticus Aemilia è prevista la riqualificazione del perimetro, la realizzazione di percorsi pedonali in terra stabilizzata, arredi (sedute) e filtri vegetali a protezione delle aree contigue; gli allestimenti esterni consentono usi didattici e eventi open air. L’intervento si integra con le attività e i progetti in corso nell’area per restituire fruibilità quotidiana agli spazi pubblici e promuovere la conoscenza del patrimonio locale.

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