CUP F89D21001330006
Importo del finanziamento: € 2.500.000,00
Localizzazione: Municipio I; Rione Campitelli; Piazza della Consolazione n.84; CAP 00186, Roma
La Chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano è un luogo di culto del centro storico di Roma, posta nei pressi del Foro Romano e ai piedi della rupe Tarpea. Prima dell’intervento si presentava con evidenti fenomeni di degrado diffusi sulle superfici esterne e sulle decorazioni interne. L’edificio, eretto originariamente nel 1470 e riedificato tra il 1583 e il 1606 su progetto di Giacomo della Porta e Martino Longhi il Vecchio, è a tre navate con cinque cappelle per lato e un abside cassettonato; custodisce opere pittoriche e scultoree di autori rinascimentali e seicenteschi (tra gli altri Taddeo Zuccari, Pomarancio, Cristoforo Roncalli) e un organo storico in cassa lignea. La facciata in travertino e le superfici decorate interne presentano depositi atmosferici, patine biologiche, efflorescenze saline e cedimenti dell’intonaco.
L’intervento è finalizzato alla tutela e alla conservazione del manufatto e prevede un insieme coordinato di opere, tra cui: il restauro conservativo della facciata principale; il consolidamento della parte inferiore del prospetto laterale; il risanamento delle superfici decorate dell’abside; il consolidamento degli intonaci, degli stucchi e dei manufatti lapidei; il ripristino dell’impermeabilizzazione del manto di copertura della navata laterale sinistra, finalizzato alla mitigazione delle infiltrazioni; il restauro delle due cantorie; la messa a norma dell’impianto elettrico e il rinnovamento dell’illuminazione interna mediante un sistema di gestione programmabile.
Le scelte progettuali sono state definite sulla base di rilievi accurati e di indagini diagnostiche chimico-fisiche e georadar. Le opere sono concepite per garantire la fruizione sicura e la conservazione a lungo termine del bene, migliorando accessibilità, sicurezza impiantistica e qualità ambientale del luogo di culto. È prevista la movimentazione temporanea delle tele e delle componenti mobili verso sedi idonee per le fasi più invasive, con successivo rimontaggio in sito. L’intervento si colloca in un quadro di interventi integrati promossi dall’amministrazione competente e dalla Soprintendenza e non comporta espropri; è prevista documentazione fotografica e rilievi strumentali (laser scanner, fotogrammetria) per il monitoraggio. Si prevede inoltre la rimozione della vegetazione infestante e dei depositi che compromettono le murature e le superfici decorate.

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