Cerca

id 82 – Complesso di S. Ivo alla Sapienza: restauro delle superfici del cortile interno e delle superfici interne della chiesa

CUP F89C21000420006

Importo del finanziamento: € 2.300.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I, Rione Sant’Eustachio, Corso del Rinascimento n. 40, CAP 00186

Il complesso della Sapienza, oltre alla ben nota rilevanza storico-artistica data dalla conpresenza di opere di Giacomo della Porta (porticato), Francesco Borromini (Chiesa di S. Ivo e biblioteca alessandrina) e Pietro da Cortona (pala d’altare), risulta essere un edificio che assume una particolare rilevanza in relazione sia alle particolari funzioni che oggi ospita che a causa dei numerosi problemi di natura strutturale che hanno contraddistinto la fabbrica dal 1937 in poi. La decisione presa nel 1936 di trasformare l’antico Studium Urbis in sede dell’Archivio di Stato ha determinato tante e tali modifiche che i lavori compiuti dal 1938 al 1953 hanno generato una struttura completamente diversa da quella originaria creando, sin da subito, fenomeni fessurativi importanti. Questo stato di fatto, benché pregresso, risultava particolarmente critico se messo in relazione con le attuali destinazioni d’uso: deposito dei documenti dell’Archivio di Stato, luogo di culto, sala per mostre e convegni (biblioteca alessandrina), scuola di archivistica, Biblioteca dell’archivio di Stato aperta al pubblico. Nell’anno 2017 sono stati assegnati i fondi per la “Verifica di vulnerabilità sismica (Lv3) e intervento di miglioramento strutturale”, nel 2021 grazie a finanziamenti europei (POIN/FESR) si è iniziata la verifica degli impianti esistenti e la progettazione dei nuovi impianti. Sempre nel 2021 con fondi della SSBAP Roma è stato condotto un progetto pilota. L’obiettivo della proposta di intervento, riguardante il restauro delle superfici interne della chiesa e dei portici del cortile era quello di riequilibrare la giusta fruizione dello spazio architettonico. Il cortile presentava cromie diverse delle superfici intonacate; al piano terra i bracci sud, ovest ed nord erano giallo/ocra (coloritura risalente agli interventi del Genio Civile del 1951) mentre al piano primo il braccio sud era bianco (intervento 2000). Al piano terzo inoltre le aggiunte dell’ala nord (Busiri Vici) e quelle all’ala sud (Genio Civile 1951) sono arancio. A parte l’eterogeneità cromatica, tutte le superfici, sia quelle intonacate che quelle marmoree, presentavano un avanzato stato di degrado che in alcune zone era arrivato alla perdita di intere parti. La stessa situazione caratterizzava l’interno della chiesa, dove le risarciture, effettuate su una superficie notevolmente degradata, predominavano e percettivamente erano diventate delle vere e proprie lacune cromatiche. La lacuna si poneva come “figura” rispetto al “fondo” rappresentato dall’inviluppo architettonico della chiesa. Situazione questa enfatizzata dalla assenza totale di manutenzione ordinaria (pulitura) delle superfici architettoniche dal 1968. Sulle superfici aggettanti (cornici, nicchie, etc.) il deposito superficiale presente aveva raggiunto una corposa consistenza nera e grassa, nelle parti basse invece l’intonaco presenta fenomeni di rigonfiamento e di distacco parziale, fenomeni presenti anche alla sommità della superficie della lanterna.

Nel 2024 grazie ai finanziamenti PNRR le operazioni testate con il progetto pilota del 2021 sono state estese a tutte le superfici interne della chiesa e del cortile

Quanto sono chiare le informazioni in questa pagina?

Average rating 0 / 5. 0