CUP F89C22000640006
Importo del finanziamento: € 900.000,00
Localizzazione: Municipio I; Rione: Regola; Via dei Banchi Vecchi, 12; CAP: 00186 Roma
La chiesa di S. Lucia del Gonfalone sorge in via dei Banchi Vecchi, nel rione Regola, centro storico di Roma. La sua storia si lega alla fondazione e allo sviluppo dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Le notizie sulla chiesa risalgono al primo XIII secolo; l’edificio – dal ricco passato rinascimentale – si presenta oggi nel suo assetto sostanzialmente ottocentesco quale risultato programmatico dell’integrale rifacimento strutturale e decorativo avvenuto sotto il pontificato di Pio IX, tra il 1863 e il 1867. Intorno al 1761, furono intrapresi importanti lavori di restauro, coordinati dall’architetto Marco David, responsabile della facciata in laterizio con elementi in travertino. L’interno, al contrario, si presenta nella sua veste ottocentesca, frutto della radicale riforma operata dall’architetto Francesco Azzurri, il quale, pur conservando la pianta ad aula unica, ne modificò l’assetto originario, progettando una grandiosa volta a botte ed ampliando il numero delle cappelle circostanti, anch’esse voltate a botte. Inalterata nella sua configurazione ottocentesca, S. Lucia del Gonfalone si pone come emblematico esempio delle campagne di restauro promosse da papa Mastai Ferretti, offrendo un percorso intatto ed essenzialmente integro – ancorché molto deperito in conseguenza delle mancate manutenzioni – della produzione artistica e architettonica della Roma del secondo XIX secolo. E’ rimasta infatti inalterata nelle sembianze neorinascimentali; gli enfatici e vigorosi affreschi di Cesare Mariani documentano iconograficamente le attività assistenziali svolte dall’Arciconfraternita del Gonfalone nell’intercessione per la liberazione degli schiavi e nelle opere di redenzione dei peccatori, oltre a stabilire i legami della chiesa con la Vergine Santissima e con il dogma dell’Immacolata Concezione (stabilito da Pio IX), restituendo inoltre pregnanza alla visione di San Bonaventura, collegata alla fondazione del pio sodalizio romano.
L’intervento di restauro delle superfici volge alla tutela e salvaguardia del complesso dei beni artistici, inscindibilmente legati alla storia dell’edificio. Esso ha previsto il restauro conservativo ed estetico delle superfici del presbiterio – dall’abside affrescata da Cesare Mariani con la Visione di San Bonaventura alle pareti ai lati dell’altare maggiore, all’altare ideato da Marco David nel XVIII secolo, includente la venerata icona mariana (sec. XVI) che sarà oggetto di un prossimo intervento – e di due cappelle laterali, del Crocifisso e Barbarigo, entrambe integralmente rivestite da decorazioni murali ottocentesche. I lavori sono stati preceduti da una campagna di indagini stratigrafiche per l’individuazione della metodologia operativa più appropriata e in sede di cantierizzazione hanno richiesto la realizzazione di opere provvisionali interne, complesse e articolate. Gli obiettivi e le finalità dell’intervento sono consistiti in una serie di operazioni atte a scongiurare la perdita di elementi costitutivi e decorativi che appartengono a una delle più rilevanti e significative emergenze monumentali della storia dell’arte e dell’architettura italiana.

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