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id 240 – Sepolcro della Medusa: progettazione del parco archeologico, restauro e digitalizzazione mausoleo

CUP F89D21000530006

Importo del finanziamento: € 150.000,00

Localizzazione: Comune di Roma; Municipio II (ex III); Rione Nomentano; c/o I Clinica Medica, Policlinico Umberto I, Viale del Policlinico; CAP 00162

Il Sepolcro della Medusa è un mausoleo di età romana costruito in blocchi di travertino e situato all’interno del Policlinico Umberto I, tra il VII e l’VIII padiglione, in via Condorelli. Il monumento, costituito da una unica camera sepolcrale, è databile al II secolo d.C. (età adrianea), e faceva parte di un’antica necropoli che si sviluppava lungo una strada che, uscendo dal recinto delle mura Aureliane (Porta Clausa o Porta inter Aggeres), collegava il Castro Pretorio con la via Tiburtina. La struttura è a forma di dado e presenta una planimetria quasi quadrata di ca. 6 m di lato; l’ingresso avveniva dal lato Nord, attraverso una porta con cornice modanata, che, sulla soglia, conserva ancora i fori per i cardini. La copertura in cemento è moderna, frutto dei restauri del 1843 e del 1917, ma si ipotizza che in origine fosse di forma tronco-piramidale, forse a gradoni. La camera sepolcrale, coperta da una volta ribassata in mattoni sesquipedali, era articolata in quattro nicchie rettangolari, in cui erano posti tre sarcofagi in marmo con decorazioni mitologiche anepigrafi, oggi ai Musei Vaticani. La decorazione di uno di questi, con teste della Gorgone-Medusa, ha ispirato il nome del mausoleo ed è diventata il logo del Policlinico Umberto I. Il monumento è stato rinvenuto nel 1839 e nei decenni successivi è stato inglobato dalle trasformazioni edilizie del complesso ospedaliero; la posizione nascosta, l’alta recinzione e l’accumulo di rifiuti ne hanno limitato per anni la visibilità, l’accessibilità e la manutenzione, condizionando lo stato di conservazione del sito. L’intervento PNRR del 2024-2025 ha previsto la progettazione di un piccolo parco archeologico attorno al sepolcro, misure di tutela, fruizione ampliata, valorizzazione e la digitalizzazione del mausoleo. Sono stati, infatti, previsti : l’ampliamento dell’area di rispetto – mediante una nuova recinzione perimetrale in pannelli trasparenti di vetro per ripristinare visibilità e decoro – la bonifica delle aree verdi, la rimozione della vegetazione infestante, la pulizia e il trattamento conservativo delle superfici esterne. Sono stati, inoltre, previsti percorsi e pavimentazioni accessibili e arredi minimi per la fruizione e realizzati contenuti multimediali, QR code, audio video in Lingua del Segni Italiana (LIS), ricostruzioni virtuali e pannelli informativi e tattili posizionati nell’area del monumento. Si precisa che, nelle priorità operative, la revisione e il restauro integrale della cella non sono stati compresi tra le lavorazioni immediate. L’intervento ha permesso di valorizzare e ampliare la godibilità del monumento, rendendo il sito fruibile sia agli utenti dell’Ospedale sia ai visitatori, superando le barriere sensoriali (visive e uditive) e cognitive e adeguando i percorsi alle norme di accessibilità e Universal Design.

Il progetto contempla l’integrazione con il contesto urbano e i percorsi archeologici esistenti, con collegamenti in termini di visita al Parco Archeologico dei Castra Praetoria nelle aree esterne della Biblioteca Nazionale. Dopo i lavori, l’’area è stata riconsegnata al Policlinico e non sono previste attività espropriative. L’allestimento informativo e digitale è studiato per favorire l’accesso alla conoscenza del sito e la fruizione diffusa, garantendo tutela e vigilanza del bene.

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