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id 154 – S. Spirito in Sassia

CUP F89D22001500006

Importo del finanziamento: € 4.000.000,00

Localizzazione: Municipio I (Roma Centro), Rione Borgo XIV, Borgo Santo Spirito (via Borgo Santo Spirito), CAP 00165, Roma

Complesso di S. Spirito in Sassia

 ”Progetto di restauro e valorizzazione”

Il complesso di S. Spirito in Sassia è un grande complesso monumentale che copre l’intera area compresa fra via de’ Penitenzieri, borgo S. Spirito e Lungotevere in Sassia, è la più antica istituzione ospedaliera di Roma, le sue origini si fondono con quelle stesse di Borgo.

Decaduta la “Schola Saxonum” sorta nel 727 a opera di Ina re dei Sassoni, per l’assistenza dei pellegrini connazionali, Innocenzo III costruì un nuovo ospedale, già funzionante nel 1204 e affidato all’ordine di S. Spirito fondato in Francia da Guido Montpellier, per la cura degli infermi, dell’infanzia abbandonata e dei poveri. Tale istituzione era finanziariamente autonoma e sottoposta solamente all’autorità papale, ne fissava il funzionamento il più antico regolamento ospedaliero che si conosca: il “Liber Regulae”:

Il progetto PNRR di restauro e valorizzazione ha riguardato alcuni fabbricati dell’intero complesso:

La Porta Santo Spirito, cominciata da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1543, fu interrotta l’anno seguente per i contrasti di Sangallo con Michelangelo sul disegno delle fortificazioni vaticane, rimanendo così incompiuta. E’ caratterizzata da un’architettura solenne in conci di travertino di ispirazione classica con quattro colonne giganti che stringono il grande arcone centrale e due nicchie laterali. La parte superiore, finita ad intonaco con un cornicione in travertino, appartiene ad una fase successiva. La porta si trovava prima dell’intervento in una situazione di estremo degrado, molto sporca presentava importanti fenomeni di carbonatazione dei travertini e la presenza di spesse croste nere, nonché una folta vegetazione infestante interessava sia la parte basamentale che quelle in elevazione. I travertini risultavano con molte fratture e presentavano la caduta e perdita di parti. La Porta è stata oggetto quindi di un intervento di restauro conservativo, attraverso una calibrata pulitura delle superfici un attento diserbo, una riequilibratura e consolidamento degli intonaci, stuccature e restauro delle parti cadute. E’ stata quindi apposta una nuova illuminazione che  mira a ripristinare la fruibilità visiva e urbana della Porta di Santo Spirito e del percorso pedonale connesso a via della Lungara e via dei Penitenzieri, migliorando la leggibilità del manufatto nelle ore notturne mediante un progetto illuminotecnico con sorgenti a LED e gestione programmabile.

Il Palazzo del Commendatore il  Chiostro e la facciata:

sede principale dell’Ospedale di S. Spirito in Sassia è raccordato alla chiesa di S. Spirito in Sassia da una parete che condividono, iniziato nel 1567 forse su disegno di Nanni di Baccio Bigio, fu ultimato nel 1571 da Ottaviano Mascherino. La facciata pienamente ascrivibile alle architetture del pieno 500 è ornata da un ricco e pregiatissimo cornicione e dal un possente portale bugnato in travertino.

Il cortile a due ordini di arcate su colonne con capitelli dorici e ionici, particolarmente pregevole per le proporzione degli ordini,  è stato decorato nei secoli dalla ricca fontana sul fondo del 1614 e dal curioso orologio che termina con un cappello cardinalizio del 1827. Vi si affacciano i locali storici più importanti dell’ospedale la “Spezieria”, “L’accademia Lancisiana” fondata nel 1714 e la “Biblioteca Lancisiana”. Intorno alla loggia al piano superiore corre un fregio ad affresco appartenente già alla fase cinquecentesca.

Il chiostro come la facciata si presentava con un quadro di degrado diffuso: superfici lapidee e intonaci con depositi inquinanti, patine biologiche e ridotte pellicole pittoriche; coperture lignee con avvallamenti, vegetazione infestante e accumuli di guano. Inoltre negli anni erano state soprammesse ridipinture che deprimevano i valori architettonici dell’insieme.

Il progetto ha privilegiato la conservazione materiale e la minima invasività, basandosi su rilievo metrico e modellazione digitale (rilievo laser scanner e Scan to BIM) e su indagini diagnostiche stratigrafiche e materiche. Gli interventi hanno previsto la rimozione delle stuccature incongrue, la pulitura calibrata delle superfici, il consolidamento degli intonaci e della pellicola pittorica, la stuccatura e l’integrazione plastica delle lacune con malte compatibili, nonché reintegrazioni cromatiche e protezioni finali. Per le coperture si è prevista la mappatura del degrado, rimozione dei materiali non recuperabili, integrazione o sostituzione degli elementi lignei compromessi, ripristino del tavolato e rimontaggio del manto con elementi di recupero.

Il progetto ha poi interessato anche  la conservazione del ciclo pittorico del primo piano e la messa in sicurezza dell’orologio storico; le opere hanno tenuto conto della qualità dello spazio urbano e delle esigenze di tutela.

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