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id 241 – Castro pretorio-Biblioteca Nazionale

CUP F89D22001330006

Importo del finanziamento: € 900.000,00

Localizzazione: Municipio II (ex III) Viale Castro Pretorio, 105, 00185 Roma

L’area oggetto di intervento costituisce la porzione residua ed esplorabile dell’antico complesso dei Castra Praetoria, compresa tra le Mura Aureliane e gli edifici della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Il complesso archeologico, edificato tra il 20 ed il 23 d. C. sotto l’imperatore Tiberio, occupava originariamente un’area di circa 16 ettari, racchiusa poi nelle Mura Aureliane. Il sito rappresenta un unicum nel panorama degli accampamenti militari dell’Impero Romano, essendo specificatamente dedicato alle guardie dell’imperatore. A più di 2000 anni dalla loro realizzazione, i Castra Praetoria, spesso citati nelle fonti antiche e teatro di episodi decisivi riguardanti i potenti pretoriani, costituiscono ancora oggi un complesso poco conosciuto e documentato non essendo stato mai, fino ad ora, oggetto di scavi sistematici e scientifici, nonché di restauri su larga scala e di pubblicazioni monografiche. Si tratta di uno tra i più significativi, seppur dimenticati, monumenti dell’Impero: dopo lo scioglimento del corpo dei Pretoriani il Castro fu sostanzialmente non occupato dall’età medievale sino al XVII secolo quando i Gesuiti vi impiantarono una loro vigna, dando all’area il nome di Macao (in ricordo della missione in Cina). La destinazione ad uso militare dell’area venne riconfermata poi negli ultimi anni del governo pontificio, con la creazione della caserma PIO IX e mantenuta anche con l’amministrazione Sabauda che qui scelse di posizionare le caserme Macao e Castro Pretorio. La realizzazione, negli anni 60 del secolo scorso, della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, se da un lato ha rappresentato l’obliterazione di una gran parte delle evidenze antiche, dall’altra, ha tuttavia costituito il più importante evento legato alla conoscenza del monumento, che ha portato alla dichiarazione di importante interesse archeologico del 18 maggio 1965. Le evidenze archeologiche dell’antico accampamento sono solo parzialmente conosciute e restano ancora da indagare molti settori solo parzialmente visibili o conservati nel sottosuolo, racchiusi all’interno delle Mura Aureliane. Il sito, di circa 5.000 mq, conserva infatti evidenze murarie, strutture ipogee, tratti di pavimentazioni e materiali rinvenuti durante gli scavi per la costruzione della Biblioteca. Il progetto PNRR 2024-2026 ha previsto la creazione di un Parco Archeologico in tre fasi: Fase 1 per la valorizzazione dell’area archeologica presso le mura Aureliane e i sotterranei, Fase 2 per la riqualificazione dell’area verde sovrastante, Fase 3 per la valorizzazione e fruizione dell’area compresa la c.d. “Camerella” posizionata presso l’ingresso secondario della BNCR. Nella prima fase sono stati previsti interventi di bonifica vegetazionale e delle specie infestanti, indagini e scavi archeologici stratigrafici, ricognizione e catalogazione dei reperti mobili e interventi conservativi sulle superfici lapidee e murarie scoperte.

Nella seconda fase sono stati previsti la realizzazione di una passeggiata archeologica accessibile, l’integrazione dei parapetti esistenti, e la sistemazione di arredi quali panchine e gazebi per aree di sosta o studio. L’ultima fase ha contemplato l’inserimento di pannelli informativi e tattili con supporti multimediali e sistemi inclusivi, audio-video in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e in Linguaggio Internazionale (ISL) oltre a schermature vegetali per gli impianti e nuovi arredi e aree di sosta. L’intervento è volto a garantire la piena restituzione dell’area al pubblico (visitatori e utenti della Biblioteca) attraverso percorsi accessibili, aree di sosta/studio, strumenti multimediali e pannellistica inclusiva; la fruizione degli ambienti ipogei è garantita tramite contenuti informativi e visite accompagnate. Il progetto ha previsto, inoltre, il recupero di manufatti impiantistici dismessi per allestimenti reversibili, la sostituzione di elementi di pavimentazione e grigliati degradati e piantumazioni con essenze mediterranee. È stata prevista una connessione dell’itinerario con l’area del Sepolcro della Medusa per favorire percorsi urbani integrati; il bene è sottoposto a tutela archeologica e inserito nel contesto urbano della Biblioteca e delle Mura Aureliane.

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