Cerca

id 34 – Tempio di Apollo Sosiano: ricostruzione in anastilosi e sistemazione area dell’archeologica con recupero dei percorsi pedonali di accesso

CUP F89D22001400006

Importo del finanziamento: € 2.500.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I; Rione XI – Sant’Angelo; Via del Teatro di Marcello, 42; CAP 00186

Il Tempio di Apollo Sosiano sorge nell’area tra il Teatro di Marcello, il tempio di Bellona e la sPorticus Octaviae.

Il culto del dio si diffonde a Roma nel VI secolo a.C. e il tempio di Apollo Sosiano ne testimonia il permanere nella stessa area fino alla metà del V secolo d.C., attraverso la costruzione e il rifacimento di due templi, con diverse fasi edilizie. L’attuale edificio si sovrappone dal tempio di Apollo Medico, eretto in occasione della pestilenza del 433, ma prende il nome dal Caio Sosio, luogotenente di Cesare, che ne terminò la ricostruzione nel I sec. a.C. dedicandolo per conto di Augusto.

Il tempio è stato in parte indagato tra la fine degli anni 20 e gli inizi degli anni ’30, durante i lavori per isolare e sistemare il teatro di Marcello. La sistemazione definitiva del monumento fu completata con grande celerità in occasione dell’inaugurazione dell’area per il Natale di Roma del 1940. Le tre colonne visibili crollate verso il teatro di Marcello ed un tratto della trabeazione del pronao, furono collocate sull’angolo opposto del podio rispetto a quello originario in modo da rendere visibile, con scopi celebrativi, la ricca decorazione architettonica a chi passasse sull’attuale Via Petroselli.

Le varie campagne di scavo hanno portato in luce la fronte, il lato orientale ed una parte del lato di fondo del tempio nella sua fase di fine I sec. a. C.; il resto delle strutture giace tuttora sotto l’interro che circonda e sostiene il c.d. Albergo della Catena. L’elevato è pressocché inesistente, mentre è quasi integralmente conservata la massicciata che sosteneva il pavimento della cella, di cui sono stati visti, in varie occasioni, larghi brani. All’interno del podio, il cui interro è in buona parte sigillato dalla suddetta massicciata, a vari livelli di profondità sono inglobati gli avanzi delle fasi precedenti.

I rocchi della colonna angolare nord‑orientale della cella, in travertino con rivestimento in stucco, risultano in parte in posizione primaria di crollo e in parte frammentari disseminati nell’area.

L’intervento previsto mira alla anastilosi della colonna angolare, l’unica ancora nell’originaria posizione di crollo, alla sistemazione dell’area archeologica circostante e al recupero dei percorsi pedonali di accesso. Sono previste operazioni di scavo, consolidamento, restauro e ricollocazione degli elementi lapidei originali, secondo criteri di compatibilità materica e rispetto filologico.

Il progetto intende restituire leggibilità storica e coerenza volumetrica al monumento, migliorandone la fruibilità pubblica e rafforzando l’identità culturale dell’area permettendo una migliore comprensione del fronte orientale.

Il progetto integra misure per la fruizione e l’accessibilità: realizzazione di percorsi facilitati in calcestre verso l’area nord‑orientale, musealizzazione di elementi lapidei non riutilizzabili in anastilosi e posa di pannelli didattici con testi e immagini. L’illuminazione del percorso è prevista con apparecchi idonei alla valorizzazione museale e alla sicurezza. L’intervento si colloca in un contesto ad alta densità monumentale e prevede modalità di cantiere volte a minimizzare interferenze con il Teatro di Marcello, il Tempio di Bellona e i flussi di visitatori; sono previste azioni per la sostenibilità ambientale del cantiere, la protezione dei reperti e la programmazione della manutenzione post‑intervento.

Quanto sono chiare le informazioni in questa pagina?

Average rating 0 / 5. 0