CUP F89D21001090006
Importo del finanziamento: € 345.000,00
Localizzazione: Municipio I; Rione Celio; Via Labicana n. 9; CAP 00184, Roma
L’area archeologica all’interno della Caserma della Guardia di Finanza ‘G. Carreca’ è collocata sulle pendici nord-orientali del colle Celio, in corrispondenza degli odierni assi di via Labicana e via Merulana. Le indagini effettuate tra il 2001 e il 2006 hanno portato alla luce un edificio a pilastri databile all’età domizianea (seconda metà del I sec. d.C.) con ambienti voltati e lucernari, interpretabile come magazzino o deposito. L’edificio, distribuito su due piani, e che doveva occupare uno spazio maggiore di quello finora indagato, mostra fasi di occupazione successive: una di età tardoantica o altomedievale e una di età moderna.
In epoca romana l’edificio si poneva come sostruzione a terrazze che ampliava artificialmente il pendio originale del colle, articolandosi almeno su due livelli. Il livello inferiore è costituito da un grande ambiente di forma rettangolare diviso da file continue di pilastri che individuano campate quadrate di dimensioni circa 4,50 x 4,50 m., coperte da volte a crociera ribassate con altezza massima circa di 6 m. Associata a questa prima fase è una grande vasca in muratura, rivestita di intonaco bianco, che doveva occupare tutto il settore nord-est del locale. Il piano superiore doveva essere una sorta di piattaforma pavimentata in cocciopesto ben rifinito, e fu successivamente trasformato in aula absidata. I due livelli sono collegati da una scala costituita da due rampe ortogonali con gradini realizzati in mattoni sesquipedali tagliati.
Prima dell’intervento questo ambiente presentava un quadro fessurativo diffuso sulle murature e dotazioni impiantistiche limitate all’illuminazione di sicurezza, e non era pertanto fruibile dal pubblico. I reperti rinvenuti durante gli scavi — ceramica, anfore, materiali lapidei e elementi legati alla vita quotidiana — sono stati catalogati e depositati in locali seminterrati della caserma.
L’intervento ha previsto opere di consolidamento e restauro delle murature interne, interventi puntuali per il ripristino dei paramenti, risarciture, integrazioni, la bonifica da vegetazione infestante, l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua e la creazione di una rampa di accesso al sito, che sostituisce una scala. E’ stato condotto il parziale rifacimento e il completamento dell’impianto di illuminazione, è stata inoltre realizzata la messa in sicurezza e il completamento dei percorsi di visita (passerella interna, scale per ambiente a quota inferiore, parapetto), oltre a interventi strutturali mirati al contenimento del quadro fessurativo, come l’inserimento di elementi metallici di rinforzo delle murature maggiormente sollecitate. È stato inoltre predisposto un allestimento museale per reperti selezionati.
L’intervento favorisce la fruizione guidata del sito e l’accessibilità, con misure volte a garantire l’accesso anche a persone con ridotta mobilità. È stato realizzato un apparato didattico tradizionale e multimediale, per la fruizione dei livelli archeologici. L’intervento si inserisce nel contesto urbanistico del Celio e integra investimenti già avviati dalla Soprintendenza per la valorizzazione del patrimonio archeologico dell’area. L’area archeologica si trova all’interno di un compendio militare; l’apertura al pubblico ha richiesto pertanto intese con la Guardia di Finanza per la regolamentazione degli accessi.

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