CUP F89D21001060006
Importo del finanziamento: € 400.000,00
Localizzazione: Roma, Municipio I; via di S. Stefano Rotondo, Roma; CAP: 00184
Il Mitreo è un ambiente archeologico ipogeo collocato al di sotto della pavimentazione della Basilica di Santo Stefano Rotondo, fondato intorno al 180 d.C. Inizialmente era un ambiente rettangolare di circa 4 metri per 10, poi raddoppiato nel secolo successivo.
Il Mitreo, rinvenuto negli anni ’70 del secolo scorso, era stato impiantato in un ambiente precedente, appartenente ai Castra peregrinorum, ovvero alla caserma urbana dei servizi segreti imperiali.
Presenta un atrio e, nell’aula vera e propria, i caratteristici banconi (praesepia), dove si stendevano i fedeli. Di particolare importanza è l’affresco che rappresenta Selene, la luna, che in origine era simmetrico ad una rappresentazione del Sol, poi distrutta dall’inserimento dall’alto nel Mitreo delle fondazioni della chiesa.
Le pareti sono coperte di intonaco dipinto a finti marmi e con alcune suggestive rappresentazioni di vasi. Il pavimento è in laterizi originali. L’altare è ancora ben conservato, come pure vari altri elementi lapidei che costituivano il corredo del luogo di culto, tra cui trapezofori e colonnine.
L’originale rilievo con Mitra tauroctono, rinvenuto a pezzi sul pavimento e sicuramente eliminato in modo intenzionale da Cristiani, è ora stato ricomposto ed è esposto c/o il Museo Nazionale Romano, sede delle Terme di Diocleziano.
Nello specifico il progetto ha riguardato la sostituzione integrale degli elementi lignei del solaio, affetti da carie bruna, con elementi in carpenteria metallica; il miglioramento dello stato di conservazione delle superfici archeologiche; la valorizzazione dell’ambiente con un nuovo impianto d’illuminazione e l’installazione di apparati didattici, allo scopo di riaprirlo al pubblico.
Una delle maggiori difficoltà correlate all’intervento è stata quella della protezione delle superfici archeologiche durante il cantiere e del rispetto del delicato equilibrio ambientale dell’ambiente ipogeo durante i lavori, equilibrio che rischiava di essere compromesso durante la rimozione della pavimentazione soprastante. Sono state per questo motivo adottate misure di controllo, utili per fornire informazioni preziose sui parametri da mantenere all’interno dell’ipogeo anche in vista dell’apertura dell’ambiente ai visitatori.
Un’altra criticità legata all’intervento è stata quella della difficoltosa riproposizione del pavimento ‘d’arte’ in terrazzo alla veneziana con inerti e inclusi marmorei, realizzato nel 2004 e da allora ‘storicizzato’ e ormai parte inscindibile della Basilica stessa.
Prima dell’intervento il luogo era normalmente chiuso o fortemente limitato nelle visite; grazie all’intervento si è riusciti a consentire visite regolari e percorsi accessibili compatibili con la delicatezza dell’ambiente.

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