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id 70 – Acquedotto Vergine

CUP F89D21000740006

Importo del finanziamento: € 900.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione III Colonna (condotto sotterraneo) e Rione II Trevi (Arco di Claudio); accesso principale in via del Nazareno; tratto di intervento compreso tra via del Nazareno e via Crispi; CAP 00187

L’Acquedotto Vergine è un condotto idraulico romano prevalentemente sotterraneo, con tratti a cielo aperto costituiti da arcate in tufo e travertino (Arco di Claudio). Il settore oggetto d’intervento si sviluppa per circa 280 metri dall’ingresso su via del Nazareno verso via Gregoriana, passando sotto il complesso commerciale di Rinascente e oltre via dei Due Macelli. Prima dell’intervento lo speco si presentava in disuso con depositi, terriccio, fenomeni diffusi di umidità e aree con presenza d’acqua fino a 10-15 cm; le arcate in travertino dell’Arco di Claudio mostrano incrostazioni, colature e alterazioni dovute a infiltrazioni e ossidazione di elementi metallici.

L’intervento si articola in rilievo, bonifica, restauro, consolidamento e progettazione impiantistica finalizzati all’apertura al pubblico dello speco. Sono previsti rilievi geomatici e laser-scanner, indagini conoscitive mirate e mappatura della consistenza materica; opere di pulitura e protezione delle superfici con materiali compatibili con l’esistente; risarcitura di lesioni e consolidamento mirato delle murature. Si prevede l’installazione di impianti di illuminazione e sicurezza, un sistema di areazione con elementi di estrazione e immissione d’aria posti nelle aree scoperte e dotazione per la videosorveglianza e la ripetizione del segnale cellulare. Per l’Arco di Claudio sono previste puliture, sigillature dei giunti, integrazioni puntuali e un adeguamento dell’illuminazione esterna oltre al restauro della targa.

L’intervento mira a rendere fruibile il tratto ipogeo con accesso regolamentato dalla porta su via del Nazareno e percorsi interni adeguati per operatori e pubblico. La riqualificazione comprende il miglioramento della segnaletica esterna per mettere in relazione i due tratti, il condotto e l’arco di Caludio, elementi identificativi in corrispondenza dell’ingresso, nonché misure per garantire la sicurezza dei visitatori (illuminazione di emergenza, videosorveglianza). L’attuazione richiede interlocuzioni operative con gestori di reti e proprietà confinanti per la risoluzione delle infiltrazioni idriche e per l’accesso alle aree di cantiere; le aree di cantiere e le modalità operative sono definite per limitare l’impatto sulla viabilità e sul tessuto urbano circostante.

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