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id 78 – Chiesa S. Marco Evangelista al Campidoglio: verifica e messa in sicurezza del manto di copertura e del cassettonato ligneo

CUP F89D21000670006

Importo del finanziamento: € 1.500.000,00

Localizzazione: Municipio I, Rione Pigna, Piazza S. Marco n. 48, ROMA

La basilica di S. Marco, come oggi appare, è ancora sostanzialmente l’impianto voluto da Papa Gregorio IV (827-844), successivamente modificato da Paolo II (1464-1470). Fondata nel 336 da Papa Marco, è una delle più antiche basiliche di Roma, venne ricostruita nell’833 e rifatta in forme dal veneziano Papa Paolo II come chiesa della comunità veneziana.

Negli anni Cinquanta (tra il 1947 -49) il Genio Civile effettuò opere di bonifica e, demolendo il pavimento della navata centrale, vennero in luce i resti della basilica paleocristiana di IV secolo costruita da Papa Marco (gennaio 336 – ottobre 336) realizzata su di una serie di murature precedenti appartenenti ad un edificio romano risalente al II e di III secolo. La basilica paleocristiana avrebbe successivamente avuto (tra V e VI secolo) un rialzamento di quota di circa un metro e una inversione di orientamento di 180 gradi. Tre campagne di scavi condotte tra il 1988 e il 1990 hanno permesso di delineare una nuova storia delle fasi della basilica. Nell’area del sottoportico è venuta in luce la struttura dell’abside della chiesa paleocristiana di S. Marco ed il percorso stradale (I-II secolo) fino ad oggi sconosciuto che la lambiva. Gli ipogei oggi si articolano in due ambienti distinti: l’ambiente A, sottostante al portico, con volte a crociera e resti archeologici; l’ambiente B, corrispondente alla navata, con pavimentazione in opus sectile e lacune consolidate in epoca successiva.

Il progetto prevede la verifica e la messa in sicurezza del manto di copertura, privilegiando interventi conservativi e di manutenzione delle superfici di copertura della navata centrale e del lastrico della navatella destra. Sulle falde si eseguiranno operazioni finalizzate al recupero del manto laterizio, al ripristino dello strato impermeabilizzante e al ripristino dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque; sulle superfici piane si interverrà sul massetto, sulla impermeabilizzazione e sulla regolarizzazione dei parapetti e dei ballatoi.

Negli ipogei si eseguiranno puliture, consolidamenti e stuccature sulle murature e sui lacerti archeologici, il risanamento delle pavimentazioni moderne incongrue e la predisposizione di un impianto elettrico dedicato per l’illuminazione e per dispositivi di proiezione.

Per gli ipogei si è previsto un allestimento espositivo minimale nel primo ambiente con pannelli, teche e un dispositivo multimediale rivolto alla parete destra, oltre a interventi di catalogazione e restauro dei reperti mobili; nell’ambiente secondo è prevista la rimozione del massetto cementizio incongruo e la ricostruzione di integrazioni pavimentali compatibili con l’opus sectile. L’accesso ai locali rimane mediato dalle attuali passerelle.

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