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id 84 – Biblioteca Angelica completamento delle verifiche e adeguamento strutturale.

CUP F89D21000560006

Importo del finanziamento: € 600.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Sant’Eustachio; Piazza di S. Agostino, 8; CAP 00186; Roma

La Biblioteca prende nome dal vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), scrittore erudito e appassionato collezionista di edizioni pregiate, responsabile della Tipografia Vaticana durante il pontificato di Sisto V, che negli ultimi anni del XVI secolo affidò la sua raccolta libraria (20.000 volumi circa) ai frati del convento di Sant’Agostino di Roma. Nel corso dei secoli la biblioteca, grazie alle donazioni di nobili romani ai frati del convento, si arricchì di preziosi e numerosi manoscritti sia originali che in copia trascritta. A questo pregiato e cospicuo materiale il vescovo Rocca diede una sede idonea attraverso l’istituzione di una nuova biblioteca finanziata con rendite proprie, organizzata con preciso regolamento interno e soprattutto aperta a tutti, senza limiti di stato e di censo. Nel 1762 fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Domenico Passionei (1682-1761) che raddoppiò il patrimonio della Angelica e soprattutto lo arricchì dei rari testi che il cardinale, aveva ricercato e acquistato nei vari viaggi svolti.

La biblioteca è parte del grande complesso di Sant’Agostino localizzato nel versante nord del rione Sant’Eustachio. La definizione dell’isolato del complesso di Sant’Agostino è frutto di un processo di trasformazione dell’area, iniziata nel XIII secolo, e realizzata attraverso la costruzione degli edifici che, fra il XV e il XVI secolo, collegavano la chiesa di S. Trifone con la chiesa di S. Agostino. Nel 1659, per volere di Alessandro VII, la costruzione di una nuova e grande sala per la biblioteca fu affidata a Francesco Borromini, che prima di morire riuscì a realizzare la parte muraria e la copertura a tetto. Nel “vaso” borrominiano, rimasto incompiuto, fu trasferita il 21 agosto 1669 la Biblioteca. L’acquisizione nel 1762 dell’imponente raccolta appartenuta al cardinale Passionei rese necessaria una ristrutturazione della sala, che gli agostiniani affidarono all’architetto Luigi Vanvitelli, il quale nel 1765 terminò la definizione dell’attuale salone.

L’intervento ha previsto il completamento delle verifiche strutturali e la realizzazione di opere di consolidamento volte a migliorare la tenuta statica delle murature portanti. Sulla base delle indagini conoscitive già eseguite (aperture, videoendoscopia, prove non distruttive) si è intervenuto con un rinforzo localizzato delle murature mediante iniezioni di malta a base di calce idraulica naturale e con l’inserimento di connettori metallici in acciaio inox per migliorare la coesione interna dei nuclei murari. E’ stato effettuato un monitoraggio in corso d’opera mediante prove non distruttive al fine di verificare il riempimento dei vuoti e l’incremento delle caratteristiche meccaniche; a campione sono state ripetute le prove strumentali per confermare i risultati.

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