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id 92 – Chiesa di S. Maria del Suffragio: restauro conservativo della facciata principale della chiesa e del complesso conventuale su via dei Bresciani e monitoraggio strutturale

CUP F89D21001250006

Importo del finanziamento: € 800.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Ponte; Via Giulia 59A, 00186 Roma

Il complesso conventuale della chiesa di Santa Maria del Suffragio, risalente ai rimi anni del Seicento, si affaccia su Via Giulia all’angolo con Via dei Bresciani, ed è costituito dall’Oratorio del Suffragio, dagli spazi secondari della chiesa e dalle abitazioni dell’Arciconfraternita. L’immobile è articolato su un piano seminterrato e quattro piani fuori terra: il piano nobile, l’ammezzato, e due livelli superiori, dai quali si giunge alla terrazza e al sottotetto; le facciate, interamente intonacate, sono incorniciate da lesene a imitazione del travertino; la fascia marcapiano e la cornice a guscio sommitale sono anch’esse intonacate con finitura a imitazione del travertino, come anche le mostre delle finestre dei due ordini superiori; le finestre dell’ammezzato, del piano nobile e del piano seminterrato, le mostre delle porte e il portale principale dell’Oratorio sono invece in travertino, così come lo zoccolino basamentale. La facciata su Via Giulia presenta tutte le finestre del mezzanino tamponate e intonacate: al di sotto della tinteggiatura rosso-bruna era possibile intravedere tracce di decorazione celeste, a rappresentare finte vetrate a trompe-l’oeil. Nell’Oratorio, riccamente decorato con affreschi e tele, si rilevano tracce di interventi ottocenteschi e modifiche avvenute nel Novecento.

Il manto di copertura e la struttura lignea a capriate del sottotetto si presentava fortemente ammalorata e bisognosa di interventi di revisione anche sotto il profilo strutturale.

Prima dell’intervento di restauro conservativo, entrambe le facciate dell’Oratorio presentavano diffusi fenomeni di degrado: umidità di risalita con distacchi ed esfoliazioni dell’intonaco, rappezzi e integrazioni eseguite con malte non omogenee per qualità, colore e finitura; era inoltre evidente un quadro fessurativo significativo, particolarmente rilevante su Via Giulia, con lesioni passanti presenti soprattutto nella fascia centrale. La caratteristica più evidente era però la disomogeneità cromatica delle superfici lapidee e intonacate: il colore di fondo marrone-rossiccio scuro, applicato sull’intonaco a ricomprendere anche la cornice sommitale, si era conservato solo sulla cornice stessa, protetta dall’azione delle piogge, e in alcune porzioni residuali al di sotto della fascia marcapiano e all’interno delle finestre tamponate; le vastissime aree in cui la finitura dell’intonaco era stata dilavata dagli agenti atmosferici lasciavano esposto il fondo, di prevalente colorazione violacea, e superfici giallo-brune in corrispondenza delle mostre delle finestre.

L’intervento ha previsto il consolidamento strutturale e il restauro conservativo delle facciate e la riparazione della copertura lignea. È stato eseguito il rinforzo delle murature d’appoggio della copertura per contenere il meccanismo di apertura delle facciate angolari, il rifacimento e l’integrazione dell’orditura lignea del tetto e la sostituzione del solaio del sottotetto interessato da un importante deterioramento. Il manto di copertura è stato ricomposto secondo la tipologia tradizionale (tavelloni/pianelle e coppi), dotandolo di adeguata impermeabilizzazione. È stata inoltre realizzata la ricostruzione dei lucernari e il ripristino dei comignoli, la sostituzione dei sistemi di raccolta delle acque e il consolidamento delle murature lesionate con iniezioni a base di calce idraulica.

Le superfici delle facciate, terminata la fase della pulitura, hanno restituito la tecnica esecutiva originale: un intonaco di fondo a calce e pozzolana (da cui il caratteristico colore violaceo) con una pregiata finitura di colore bianco in toni ‘freddi’ per il fondo, che diventa un bianco caldo con toni dorati sugli elementi trattati a imitazione del travertino. La colorazione rosso-brunastra apparteneva evidentemente a una fase tarda, e andava a obliterare le partizioni originali con una copertura a colore molto uniforme e molto lontana dall’aspetto che l’edificio originale presentava. Il fondo dell’intonaco, che mostrava una superficie completamente erosa e micro-fessurata, in particolare ai livelli inferiori, è stato consolidato e risarcito con una malta appositamente confezionata utilizzando gli stessi leganti e inerti per ottenere la massima compatibilità chimico-fisica; su questa superficie è stata stesa una serie di velature a latte di calce per restituire le colorazioni chiare originali del fondo e degli elementi architettonici, mentre gli elementi in travertino sono stati sottoposti a pulitura, imperniatura delle porzioni fratturate e stuccatura. Le finestre dipinte a trompe-l’oeil, al di sotto della tinteggiatura rosso-bruna, hanno svelato la caratteristica partizione degli infissi vetrati in legno con gli antichi ferma-vetri in ferro. Alcune finestre del piano mezzanino, sfuggite ai rifacimenti otto-novecenteschi, presentavano ancora la stessa tipologia di infissi, che sono stati anch’essi sottoposti a restauro conservativo.

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