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id 93-Palazzo Cesi – restauro del portale e verifica dello stato della facciata e costituzione di un itinerario tematico della Roma Picta

CUP F89D21001240006

Importo del finanziamento: € 700.000,00

Localizzazione: Via degli Acquasparta, 2 Rione Ponte, 00100 Roma

Inquadramento Storico

Il Palazzo fu fatto costruire dai Gaddi, ricca famiglia di mercanti fiorentini, già affermatasi in Roma sin dal ‘400. L’autore è rimasto, purtroppo, ignoto. Attraverso una riproduzione custodita nel Museo “Albertina” di Vienna, è possibile farsi un’idea delle mirabili decorazioni, con affreschi a chiaroscuro e graffiti, che impreziosivano la facciata su via della Maschera d’Oro, successivamente andate in rovina e irrimediabilmente perdute in quanto ricoperte con vernice. Il palazzo passò, successivamente, ai Rossi di San Secondo. Poi, nel 1567, il Conte Sigismondo de ROSSI di Sansecondo lo rivendette ad Angelo Cesi, figlio di Giangiacomo Cesi e di Isabella di Alviano. Dai CESI venne, quindi, dato in locazione nel 1570 a D. Ugo Boncompagni, che lo occupò fino alla sua elezione al soglio pontificio (col nome di Gregorio XIII), dopodiché tornò nella disponibilità della famiglia Cesi. Le successive vicende dell’edificio, che da allora assunse la denominazione di Palazzo Cesi, lo videro ceduto nel 1798 ad Ulisse Pentini, quindi acquistato dal barone Camuccini (figlio del celebre pittore Vincenzo), che nel 1855 lo rivendette ad un nobile britannico, il duca di Northumberland. Fu poi ceduto ai Santarelli e, infine, nel 1929, al signor Salvatore Buffardi. Nel 1940, in seguito ad esproprio, il palazzo passò al Ministero della Guerra, per essere adibito a sede del Tribunale Militare di Roma. Oggi accoglie il Consiglio della Magistratura militare e gli Uffici giudiziari militari superiori.

Facciata stato attuale

Allo stato attuale le principali problematiche di degrado rilevate sulla facciata di palazzo CESI, lato via della Maschera d’Oro provengono dall’intervento edilizio, avvenuto tra gli anni 1998 e 1999, di rifacimento dell’intonaco dell’intera facciata ivi comprese le opere di restauro degli elementi di architettura: portale, finestre, marcadavanzali, e fors’anche la riedizione del cornicione.

Elemen7 di degrado dovuto alla presenza di fili elettrici posti in vista cosi come alcune cassette, telecamere, sensori etc.. sono circoscritti nelle aree di bordo della facciata.

Anche nell’anno 1965 era stato eseguito un intervento edilizio sulla facciata. I lavori interessarono l’intera fascia di basamento a terra per un’altezza di circa mt 2,00. Furono esegui7: la spicconatura dell’intonaco esistente, la realizzazione di nuovo intonaco, la collocazione per l’intera lunghezza del basamento di lastre di traver7no alte circa mt 1,00 – tutt’ora presente.

Il risultato finale, ancora in a-o, e costruito da una tinteggiatura colore ocra arancio con sfumature sovrapposte colore perlaceo dato su intonaco spesso da 3 a 5 mm, materiale questo alquanto

consistente steso con una tecnica che mantiene in evidenza gli inerti e che conferisce alla superficie un effetto granuloso.

Facciata PROGETTO

Per quanto concerne gli interventi di restauro delle pareti della facciata, essi saranno volti al recupero delle tracce, qualora esistente, delle pitture originali.

Se la facciata risulterà essere interessata dalla presenza di decorazioni, si procederà con la rimozione degli strati sovrammessi con bisturi previa applicazione di compresse di cellulosa, imbevute con soluzioni di sali inorganici

Per quanto concerne, invece, il trattamento superficiale delle restanti parti d’intonaco prive di decorazioni, si prevede l’esecuzione di giustapposizioni di scialbature, eseguite a base di latte di calce e terre naturali,

 

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