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id 163 – Area Archeologica di Gabi

CUP F84H21000320006

Importo del finanziamento: € 3.000.000,00

Localizzazione: Municipio VI; Via Prenestina Nuova, Km 2; CAP 00132 Montecompatri (RM)

L’Area Archeologica di Gabii comprende resti dell’insediamento antico distribuiti in più settori, tra cui il cosiddetto Foro Hamilton, un complesso termale e manufatti rurali tra cui l’ex fienile di Castiglione e la chiesa di San Primitivo. Prima dell’intervento si presentano elementi archeologici ben conservati sotto la campagna, con strutture stradali, ambienti termali e paramenti decorativi in diverso stato di degrado. Le indagini condotte negli ultimi anni dalla Soprintendenza Speciale e da istituzioni scientifiche hanno messo in luce sequenze edilizie e decorazioni musive; le terme sono datate tra l’età augustea e i primi decenni del I secolo d.C. e risultano frequentate almeno fino al IV secolo d.C. L’ex fienile, di impianto tardo‑ottocentesco/inizio Novecento, è stato parzialmente riedificato e necessita di completamento funzionale per l’uso come deposito e laboratorio. L’area è soggetta a vincoli archeologici e paesaggistici e rientra nelle tavole di pianificazione territoriale e paesaggistica di riferimento.

L’intervento si articola in restauro conservativo, consolidamento strutturale, pulitura e integrazione dei paramenti, rimozione di vegetazione infestante e recupero funzionale degli spazi. Per l’ex fienile si prevede l’allestimento a deposito e laboratorio, il completamento delle finiture interne, l’adeguamento impiantistico e l’eliminazione delle barriere fisiche per l’accesso ai piani; sono previste sistemazioni esterne e percorsi di accesso pedonali e carrabili. Le operazioni sulle aree archeologiche (Terme e Foro) includono interventi di pulitura, preconsolidamento, stuccatura e ricomposizione di blocchi lapidei dove necessario, nonché il completamento degli scavi e la revisione degli interventi pregressi. Il progetto integra rilievi tridimensionali e modellazione informativa (laser scanner e BIM per l’edificio) a supporto della documentazione, della direzione lavori e della futura gestione.

L’intervento mira a rendere fruibile e accessibile l’area attraverso misure di adeguamento degli accessi, percorsi fruibili e servizi di supporto al visitatore, mantenendo la tutela del patrimonio archeologico e paesaggistico. L’area è attualmente chiusa al pubblico per motivi di sicurezza; la gestione è affidata all’istituto ‘Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii’ che garantirà la gestione ordinaria e la fruizione. Il progetto è complementare ad altri interventi di tutela e restauro dell’area e prevede un piano di manutenzione e monitoraggio per il presidio conservativo nel tempo. Le opere si pongono nel rispetto delle normative di tutela e degli strumenti urbanistici e paesaggistici vigenti, con l’obiettivo di integrare la fruizione pubblica nel contesto territoriale e rurale circostante.

id 69 – Chiesa delle SS. Stimmate di S. Francesco (cripta)

CUP F89D21000750006

Importo del finanziamento: € 2.100.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Pigna; Largo delle Stimmate 1, 00186 Roma

La cripta della chiesa delle SS. Stimmate di San Francesco contiene un cimitero sotterraneo ubicato in Largo delle Stimmate 1, nel tessuto storico compreso tra Corso Vittorio Emanuele II, via del Gesù, piazza e via della Pigna e via dei Cestari. La cripta ospita un cimitero sotterraneo di frati della Confraternita: la sala principale, una cappella con altare, è rivestita in parte con elementi osteologici decorativi e pareti con pitture a finto marmo; la sala secondaria, un ossario, con decorazioni più semplici e un dipinto della «Deposizione» in grave degrado. Sotto la pavimentazione della cripta sono presenti muri di epoca romana, forse riconducibili al complesso del Diribitorium. La chiesa attuale è documentata dal XVIII secolo; la cripta è esistita almeno dal 1710 e la chiesa fu consacrata nel 1719.

L’intervento si concentra sul restauro conservativo delle superfici affrescate e delle decorazioni in ossa, sul completamento degli scavi archeologici, la sistemazione della pavimentazione e sulla realizzazione di un percorso di visita che renda fruibile il bene.

Prima dell’intervento si presentava un quadro conservativo compromesso da umidità di risalita, sali, attacchi biologici. Le azioni progettuali prevedono il consolidamento e la pulitura delle pitture e delle decorazioni in ossa, la verifica e sostituzione degli ancoraggi metallici delle decorazioni osteologiche con elementi idonei, l’integrazione delle lacune tramite tecniche riconoscibili, la ricostruzione dei sottofondi e la posa di pavimentazioni compatibili, l’installazione di un impianto illuminotecnico a LED con gestione centralizzata, nonché un piano di monitoraggio e manutenzione periodica.

L’intervento intende rendere la cripta visitabile e integrarla nei circuiti culturali, migliorandone fruibilità e sicurezza pur nel rispetto dei vincoli di tutela. Per le caratteristiche ipogee e il valore storico-archeologico non è prevista l’introduzione di dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche, con conseguente deroga all’accessibilità verticale. La scheda tecnica non rileva complementarità con altri interventi nell’area. Sono previsti sistemi di controllo ambientale e procedure di emergenza adeguate alla classificazione a basso rischio antincendio e un programma di comunicazione scientifica e divulgativa al termine dei lavori.

id 70 – Acquedotto Vergine

CUP F89D21000740006

Importo del finanziamento: € 900.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione III Colonna (condotto sotterraneo) e Rione II Trevi (Arco di Claudio); accesso principale in via del Nazareno; tratto di intervento compreso tra via del Nazareno e via Crispi; CAP 00187

L’Acquedotto Vergine è un condotto idraulico romano prevalentemente sotterraneo, con tratti a cielo aperto costituiti da arcate in tufo e travertino (Arco di Claudio). Il settore oggetto d’intervento si sviluppa per circa 280 metri dall’ingresso su via del Nazareno verso via Gregoriana, passando sotto il complesso commerciale di Rinascente e oltre via dei Due Macelli. Prima dell’intervento lo speco si presentava in disuso con depositi, terriccio, fenomeni diffusi di umidità e aree con presenza d’acqua fino a 10-15 cm; le arcate in travertino dell’Arco di Claudio mostrano incrostazioni, colature e alterazioni dovute a infiltrazioni e ossidazione di elementi metallici.

L’intervento si articola in rilievo, bonifica, restauro, consolidamento e progettazione impiantistica finalizzati all’apertura al pubblico dello speco. Sono previsti rilievi geomatici e laser-scanner, indagini conoscitive mirate e mappatura della consistenza materica; opere di pulitura e protezione delle superfici con materiali compatibili con l’esistente; risarcitura di lesioni e consolidamento mirato delle murature. Si prevede l’installazione di impianti di illuminazione e sicurezza, un sistema di areazione con elementi di estrazione e immissione d’aria posti nelle aree scoperte e dotazione per la videosorveglianza e la ripetizione del segnale cellulare. Per l’Arco di Claudio sono previste puliture, sigillature dei giunti, integrazioni puntuali e un adeguamento dell’illuminazione esterna oltre al restauro della targa.

L’intervento mira a rendere fruibile il tratto ipogeo con accesso regolamentato dalla porta su via del Nazareno e percorsi interni adeguati per operatori e pubblico. La riqualificazione comprende il miglioramento della segnaletica esterna per mettere in relazione i due tratti, il condotto e l’arco di Caludio, elementi identificativi in corrispondenza dell’ingresso, nonché misure per garantire la sicurezza dei visitatori (illuminazione di emergenza, videosorveglianza). L’attuazione richiede interlocuzioni operative con gestori di reti e proprietà confinanti per la risoluzione delle infiltrazioni idriche e per l’accesso alle aree di cantiere; le aree di cantiere e le modalità operative sono definite per limitare l’impatto sulla viabilità e sul tessuto urbano circostante.

id 71 – Colonna Marco Aurelio

CUP F89D21000730006

Importo del finanziamento: € 2.000.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Colonna; Piazza Colonna, Roma; CAP 00186

La Colonna di Marco Aurelio è monumento marmoreo collocato al centro di Piazza Colonna, di fronte Palazzo Chigi e nelle adiacenze di Montecitorio. L’opera è ancora nella sua collocazione originaria; l’altezza del fusto è di 29,617 metri (pari a 100 piedi romani). Di proprietà demaniale e in consegna alla Soprintendenza, la colonna è costituita da rocchi istoriati in marmo con scala a chiocciola interna scavata nel materiale lapideo e aperture strombate che illuminano il percorso interno. Nel tempo sono stati eseguiti interventi di restauro dei rilievi e opere di manutenzione straordinaria; tuttavia, le superfici esterne risultano oggi degradate per azione degli agenti atmosferici e inquinamento urbano. Si rilevano fenomeni di decoesione, esfoliazione, croste nere e macchie da ossidazione, oltre a ruscellamenti interni legati all’ingresso di acqua dalle feritoie e presenza di depositi di guano in zone non accessibili.

L’intervento prevede un approccio conservativo finalizzato alla massima salvaguardia materica: pulitura controllata delle superfici, rimozione di depositi non originali, trattamento biocida, rimozione di croste nere con conservazione delle patine compatibili, consolidamento coesivo e adesivo delle porzioni degradate e stuccatura delle fessurazioni. Si applicano protettivi idrorepellenti selezionati per garantire la protezione dalle acque meteoriche e si prevede la manutenzione programmata delle superfici. Per il problema del ruscellamento interno si interviene con stuccature delle fessurazioni e protezione superficiale idrorepellente. Si esegue il restauro della cancellata esistente e il rifacimento della pavimentazione in porfido nel sedime, con rimozione di infestanti e trattamento biocida. Sono previsti dispositivi di dissuasione per volatili a basso impatto visivo sulle feritoie. L’illuminazione esterna ed interna è ridisegnata con apparecchi di minimo impatto visivo, tarabili e di facile manutenzione; è prevista l’illuminazione di emergenza per la sicurezza dei visitatori. Il progetto include la produzione di un modello digitale mediante rilievo fotogrammetrico e laser per supporto gestionale e documentale.

L’intervento migliora la fruibilità e la sicurezza del monumento senza alterarne la configurazione spaziale: la pavimentazione interna del sedime è riqualificata per garantire accessibilità a tutti i visitatori. Le soluzioni impiantistiche sono concepite per ridurre l’impatto visivo nel contesto urbano e per integrare l’illuminazione monumentale con l’illuminazione pubblica esistente. Si mantiene una distanza protettiva mediante la recinzione preservando la lettura dell’apparato decorativo. L’approccio digitale informativo assicura la conservazione della conoscenza dello stato di fatto e supporta attività gestionali, manutentive e divulgative, inclusive di una possibile pubblicazione scientifica e materiale informativo per la fruizione pubblica.

id 72 – Palazzo Spada

CUP F89D21000720006

Importo del finanziamento: € 1.200.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione Regola; Piazza Capo di Ferro 13; 00186 Roma

Il complesso di Palazzo Spada Capodiferro si colloca nel rione Regola. Nell’ala nord-ovest dell’edificio sono state scoperte due aree archeologiche ipogee distinte: l’Area A (Insulae), con ambienti seminterrati che conservano la cristallizzazione di un crollo antico con piani pavimentali musivi e l’Area B (Domus), costituita da un’aula absidata con pavimentazione in opus sectile, decorazioni in stucco e intonaci in finto marmo. Le due aree sono state messe in luce in occasione delle indagini eseguite per lo scavo del parcheggio interrato e in successive campagne (anni Novanta e interventi integrativi nel 2000 e 2020). Prima dell’intervento si presentano condizioni termoigrometriche critiche, fenomeni di percolamento e presenza diffusa di depositi incoerenti e colonizzazioni biologiche che compromettono adesione, coesione e leggibilità degli apparati decorativi.

Il progetto prevede interventi di conservazione e restauro mirati alla pulitura, consolidamento e integrazione dei materiali archeologici (paramenti murari, mosaici, sectilia, intonaci e stucchi) e alla sistemazione dei materiali di scavo. Sono previste la rimozione e l’inventariazione delle cassette archeologiche, la sostituzione o manutenzione delle vetrine espositive e la sistemazione del percorso di visita con passerelle di fruizione (manutenzione in Area A; nuova passerella metallica in Area B). Si realizza un nuovo impianto di illuminazione calibrato per la conservazione e la lettura dei reperti, nonché il monitoraggio ambientale con sonde. Si prevede la canalizzazione delle acque di percolamento nell’Area B mediante un “controsoffitto” leggero.

Le operazioni perseguono il ripristino della fruibilità museale e della sicurezza per visitatori e operatori, nel rispetto dei criteri di minimo intervento, compatibilità e reversibilità, con documentazione fotografica e grafica delle fasi. L’accesso alle aree presenta vincoli: l’Area A è raggiungibile tramite la scala a chiocciola seicentesca, la cui integrità vieta interventi murari, mentre l’Area B è accessibile mediante pensilina e corpo scala moderno; la configurazione attuale condiziona soluzioni di accessibilità. L’intervento è inserito nel quadro di progettualità della Soprintendenza e integra lavori già avviati sull’area; la musealizzazione si completa con pannelli didattici e video multimediale.

id 73 – S. Rocco all’Augustea

CUP F89D21001000006

Importo del finanziamento: € 1.000.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione IV Campo Marzio; Largo S. Rocco 1; 00186 Roma (RM).

La Chiesa di San Rocco all’Augusteo è ubicata in Largo S. Rocco n.1, Rione IV Campo Marzio, ed è soggetta a vincolo ai sensi del D.M. 02/03/1953. L’intervento riguarda le tre cappelle laterali della navata destra e le porzioni antistanti (tra cui le cappelle identificate come San Francesco di Paola, San Giuseppe e dell’Immacolata Concezione). Prima dell’intervento le superfici presentavano fenomeni diffusi di degrado degli apparati decorativi, alterazioni delle malte e umidità di risalita.

A valle di un’accurata campagna di indagini, il restauro ha compreso azioni volte alla conservazione degli apparati decorativi e marmorei, alle quali sono state affiancante opere di risanamento dei fenomeni legati all’umidità di risalita.

Il progetto, inoltre, ha previsto l’adeguamento degli impianti di illuminazione e ha dotato gli spazi di impianti multimediali a supporto del percorso di visita.

id 75 – S. Maria dei Miracoli

CUP F89D21000850006

Importo del finanziamento: € 800.000,00

Localizzazione: Via del Corso, 528, 00186 Roma (RM) – Municipio I, Rione IV Campo Marzio

La chiesa di S. Maria dei Miracoli è un edificio di notevole interesse storico e artistico., che prima dell’intervento presentava significative criticità strutturali (in particolar modo in corrispondenza della cupola) e conservative (apparati decorativi)

L’intervento ha compreso opere volta al miglioramento della vulnerabilità sismica prevedendo, per la cupola, l’inserimento di elementi metallici funzionali al contenimento delle sollecitazioni, oltre alla risarcitura delle lesioni e alla ricostruzione delle porzioni mancanti delle murature.

Il progetto, infine, ha previsti interventi di conservazione e risarcitura delle lesioni presenti all’interno della cupola.

id 77 – Museo Astronomico Padre Secchi: completamento del restauro e accessibilità

CUP F89D21000830006

Importo del finanziamento: € 600.000,00

Localizzazione: Via del Collegio Romano, 27 – 00186 Roma; Municipio I; Rione IX Pigna

L’intervento ha interessato l’ex Appartamento Secchi, sede dell’Osservatorio Astronomico Padre Secchi e costituisce la terza e ultima fase di un più ampio progetto di manutenzione e restauro conservativo.

In questo contesto sono stati recuperati gli infissi interni ed esterni, limitando le sostituzioni a quelle strettamente necessarie, si è intervenuto su lucernai e abbaini che presentavano significativi fenomeni di infiltrazioni e si è proceduto con il restauro della pavimentazione in cotto e degli elementi in pietra (targhe commemorative) e stucco (busto celebrativo).

L’intervento ha mirato a garantire e incrementare la fruibilità museale e l’accessibilità del complesso, con ricadute su visite e attività culturali, anche mediante la completa riorganizzazione degli spazi espositivi, e superare le barriere architettoniche, mediante la dotazione di scala di sicurezza e di emergenza, montascale e rampe, atti a superare dislivelli e pendenze.

id 78 – Chiesa S. Marco Evangelista al Campidoglio: verifica e messa in sicurezza del manto di copertura e del cassettonato ligneo

CUP F89D21000670006

Importo del finanziamento: € 1.500.000,00

Localizzazione: Municipio I, Rione Pigna, Piazza S. Marco n. 48, ROMA

La basilica di S. Marco, come oggi appare, è ancora sostanzialmente l’impianto voluto da Papa Gregorio IV (827-844), successivamente modificato da Paolo II (1464-1470). Fondata nel 336 da Papa Marco, è una delle più antiche basiliche di Roma, venne ricostruita nell’833 e rifatta in forme dal veneziano Papa Paolo II come chiesa della comunità veneziana.

Negli anni Cinquanta (tra il 1947 -49) il Genio Civile effettuò opere di bonifica e, demolendo il pavimento della navata centrale, vennero in luce i resti della basilica paleocristiana di IV secolo costruita da Papa Marco (gennaio 336 – ottobre 336) realizzata su di una serie di murature precedenti appartenenti ad un edificio romano risalente al II e di III secolo. La basilica paleocristiana avrebbe successivamente avuto (tra V e VI secolo) un rialzamento di quota di circa un metro e una inversione di orientamento di 180 gradi. Tre campagne di scavi condotte tra il 1988 e il 1990 hanno permesso di delineare una nuova storia delle fasi della basilica. Nell’area del sottoportico è venuta in luce la struttura dell’abside della chiesa paleocristiana di S. Marco ed il percorso stradale (I-II secolo) fino ad oggi sconosciuto che la lambiva. Gli ipogei oggi si articolano in due ambienti distinti: l’ambiente A, sottostante al portico, con volte a crociera e resti archeologici; l’ambiente B, corrispondente alla navata, con pavimentazione in opus sectile e lacune consolidate in epoca successiva.

Il progetto prevede la verifica e la messa in sicurezza del manto di copertura, privilegiando interventi conservativi e di manutenzione delle superfici di copertura della navata centrale e del lastrico della navatella destra. Sulle falde si eseguiranno operazioni finalizzate al recupero del manto laterizio, al ripristino dello strato impermeabilizzante e al ripristino dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque; sulle superfici piane si interverrà sul massetto, sulla impermeabilizzazione e sulla regolarizzazione dei parapetti e dei ballatoi.

Negli ipogei si eseguiranno puliture, consolidamenti e stuccature sulle murature e sui lacerti archeologici, il risanamento delle pavimentazioni moderne incongrue e la predisposizione di un impianto elettrico dedicato per l’illuminazione e per dispositivi di proiezione.

Per gli ipogei si è previsto un allestimento espositivo minimale nel primo ambiente con pannelli, teche e un dispositivo multimediale rivolto alla parete destra, oltre a interventi di catalogazione e restauro dei reperti mobili; nell’ambiente secondo è prevista la rimozione del massetto cementizio incongruo e la ricostruzione di integrazioni pavimentali compatibili con l’opus sectile. L’accesso ai locali rimane mediato dalle attuali passerelle.

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