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id 117 – Domus Largo Arrigo

CUP F87B22000710006

Importo del finanziamento: € 1.300.000,00

Localizzazione: Municipio: Aventino; Rione: Aventino; Via: Largo Arrigo VII 4; Via di Santa Prisca 8-13; CAP: 00153 Roma

Il complesso interessa la Domus di Largo Arrigo VII, detta Casa Bellezza, e l’adiacente area con la chiesa di S. Prisca, il Mitreo. Gli spazi ipogei comprendono ambienti residenziali antichi, criptoportici e nuclei decorativi e statuari provenienti da scavi. Le aree sono nella disponibilità dell’Amministrazione e soggette a vincolo di tutela archeologica.

L’intervento è finalizzato a rendere comprensibili le stratificazioni storiche e le emergenze archeologiche presenti nel sito e a migliorarne, e quanto possibile l’accessibilità, tenuto conto della complessa situazione storica che vede la presenza della chiesa di Santa Prisca, al di sopra del Mitreo, e di una abitazione privata al di sopra di casa Bellezza, nonché delle oggettive difficoltà dettate dal fatto che si tratta di ambienti ipogei confinati.

L’intervento mira a migliorare la fruibilità pubblica e l’accessibilità culturale del complesso, favorendo visite guidate, percorsi interpretativi e supporti didattici multimediali.

Prevede la pulizia e il consolidamento degli apparati decorativi, dei muri e delle pavimentazioni, l’eliminazione delle infiltrazioni di acqua, la creazione di un migliore progetto di illuminazione e il perfezionamento, in particolare per quanto riguarda Casa Bellezza, del sistema di filtraggio, ricircolo e distribuzione dell’aria che consenta di migliorare le condizioni ambientali sia per quanto riguarda la conservazione di questi ambienti ipogei confinati che la loro visita.

id 104 – Piramide di Caio Cestio

CUP F89D21000570006

Importo del finanziamento: € 500.000,00

Localizzazione: Municipio I; Rione XX Testaccio; Piazzale Ostiense, Roma; CAP 00154

La Piramide di Caio Cestio è collocata in un’area sistemata a verde che si trova a una quota molto inferiore rispetto a quella dell’attuale tessuto urbano, compresa tra Piazzale Ostiense e il Cimitero Acattolico, e integrata nel tracciato delle mura Aureliane nei pressi di Porta San Paolo. Prima dell’intervento l’area presentava recinzioni verso Viale del Campo Boario non conformi alle vigenti norme di sicurezza, accessi e scale di collegamento ammalorati, impianto elettrico e illuminotecnico non funzionante, impianto idrico affetto da copiose perdite d’acqua che alimentavano la diffusa presenza di vegetazione spontanea radicatasi sia sulle murature antiche che sulle consistenze archeologiche al livello del terreno, antistanti l’ingresso della Piramide. In quest’ultimo caso, i lacerti delle murature antiche risultavano quasi del tutto obliterati dalla presenza di terriccio ed erbe infestanti, al punto da non essere più distintamente identificabili.

L’intervento ha previsto la messa a norma e l’adeguamento delle recinzioni per impedire cadute accidentali dall’alto, con integrazione di reti metalliche e di pannelli illustrativi, la sostituzione del cancello su Viale del Campo Boario e l’installazione di un corrimano centrale nella scala di accesso. Le murature interessate da vegetazione spontanea sono state trattate con idonei prodotti biocidi e le piante infestanti sono state eradicate, sigillando le fessure nel tessuto murario per prevenire nuove infestazioni. Le consistenze archeologiche al livello del terreno sono state rimesse in luce con un’attenta pulizia archeologica, eliminando la vegetazione e il terriccio che le ricopriva, e sono state consolidate e restaurate per essere restituite al pubblico godimento.

È stato ripensato l’impianto di illuminazione esistente con l’utilizzo di dispositivi a risparmio energetico volti a massimizzare la sicurezza anche nelle ore serali, minimizzare l’abbagliamento e valorizzare sia l’area esterna che gli spazi interni; è stato riqualificato l’impianto idrico esistente, ed esteso a servizio dell’innaffiamento delle nuove aiuole; è stato realizzato un nuovo percorso pedonale in battuto di calce e pozzolana, che si snoda in adiacenza alle preesistenze archeologiche per fornire ai visitatori il miglior punto di osservazione del monumento, ed è stato modificato l’esistente percorso in basoli verso l’ingresso alla Piramide, realizzato negli anni ‘80 del Novecento, armonizzandolo con le consistenze archeologiche riportate nuovamente alla luce. Gli interventi sono stati pensati per migliorare la fruibilità e la sicurezza del sito, rendendo accessibile a tutti il percorso che dalla rampa esistente conduce alla porta di accesso alla Piramide, corredandolo di pannelli informativi e dotando il monumento di un’adeguata illuminazione d’accento.

id 106 – S.Pancrazio

CUP F89D21001230006

Importo del finanziamento: € 1.000.000,00

Localizzazione: Municipio XII; Rione: Trastevere; Piazza di S. Pancrazio, 5D; CAP: 00153 Roma

La basilica di San Pancrazio si trova sull’area sovrastante la catacomba di Ottavilla, circa 1 km fuori Porta San Pancrazio. L’edificio misura approssimativamente 55 m di lunghezza e 27 m di larghezza e conserva l’impianto seicentesco a tre navate con un prolungato presbiterio e abside, soffitto ligneo a lacunari e cassettonato. Il complesso comprende il cortile d’ingresso e il portale seicentesco; la navata destra confina con l’Istituto Casa San Pio X Opera femminile don Guanella. Si presentano fenomeni diffusi di umidità ascendente nelle murature e anomalie nelle coperture e nelle strutture lignee dovute a dissesti e cedimenti fondali. Storicamente la basilica è attestata dal VI secolo (erezione da papa Simmaco) e subisce una ricostruzione ampliativa nel VII secolo (Onorio I).

L’intervento prevede il restauro conservativo del prospetto e del portale d’ingresso, il risanamento delle superfici murarie interessate da umidità e il monitoraggio strutturale con revisione e messa in sicurezza delle coperture. Sono programmate indagini integrative (stratigrafiche, indagini di umidità e verifiche strutturali) e attività di monitoraggio delle fessurazioni e dei cedimenti in corrispondenza delle aree interessate dalle catacombe sottostanti. Le operazioni comprendono la bonifica degli elementi lignei degradati del cassettonato, il consolidamento delle strutture di copertura e il ripristino delle superfici esterne con tecniche compatibili con le materie originali. Le attività saranno precedute da accertamenti puntuali e monitoraggi durante la progettazione ed esecuzione.

L’accesso al complesso avviene mediante il portale settecentesco e il cortile antistante su Piazza di S. Pancrazio; il progetto include interventi di sistemazione del percorso d’accesso per migliorare fruibilità e sicurezza. Si prevede il coordinamento con le funzioni e gli spazi dell’Istituto adiacente per limitare interferenze durante i lavori e tutelare l’area archeologica sottostante. Il programma integra la gestione delle acque meteoriche e la manutenzione periodica delle superfici esterne per prevenire fenomeni di risalita capillare e garantire la durabilità degli interventi e la sicurezza dei visitatori.

id 108 – Chiesa di San Cosimato – Restauro conservativo ed estetico delle superfici decorate della chiesa restauro della cappella di S. Severa e dei chiostri

CUP F89C21000500006

Importo del finanziamento: € 2.000.000,00

Localizzazione: TRASTEVERE, PIAZZA DI S. COSIMATO

Inquadramento Storico

L’ex monastero dei Santi Cosma e Damiano in Mica Aurea, noto anche come San Cosimato, venne fondato tra il 936 e il 947 da Benedetto Campanino, collaboratore del princeps Alberico e fu affidato alle cure di monaci benedettini sostituiti nel 1234 da monache dell’Ordo Sancti Damiani, note poi come clarisse, che qui restarono fino alla fine del XIX secolo. La costruzione terminò nel 1069, anno in cui papa Alessandro II consacrò la chiesa, come ricorda una lapide tuttora conservata. L’intero complesso fu poi radicalmente ristrutturato da Sisto IV nel 1475. Trasformato in un ospizio, tra il 1875 e il 1892, in seguito all’unificazione del regno d’Italia e alla conseguente soppressione delle corporazioni religiose, dal 1960 è sede di un ospedale. La chiesa, preceduta da un protiro romanico su colonne di spoglio che dà accesso al cortile antistante, si presenta con una semplice facciata e un elegante portale quattrocentesco. L’interno, a navata unica e con soffitto ligneo, ha subito un totale restauro nel 1871 ma conserva alcune opere d’arte di un interesse, tra cui un affresco quattrocentesco che raffigura la “Madonna col Bambino tra San Francesco e Santa Chiara”. A sinistra dell’altare maggiore si trova la cappella di Santa Severa con volta a crociera ribassata, costruita dalle Clarisse nel 1685 con elementi dismessi del monumento funebre del cardinale Lorenzo Cybo, provenienti dalla chiesa di S. Maria del Popolo.

Progetto di restauro

Nel quadro degli interventi previsti nell’ambito dei lavori in oggetto, sono presenti lavorazioni di tipo specialistico;

Gli interventi sono stati suddivisi per tipologia di materiali da trattare e riguardano:

  1. Reperti lapidei, mosaici, laterizi e calchi dell’Antiquarium
  2. Elementi architettonici in materiale lapideo
  3. Intonaci degli ambulacri
  4. Intonaci dei prospetti esterni
  5. Paramento murario dei prospetti esterni
  6. Pavimentazione del chiostro rinascimentale

  1. Reperti lapidei, mosaici, laterizi e calchi dell’Antiquarium

I reperti conservati nell’ambulacro nord del chiostro sono costituiti da lastre marmoree, iscrizioni, bassorilievi e sculture a tuttotondo (sarcofagi, capitelli, basi di colonne, busti), frammenti di mosaico, laterizi con bolli di epoca romana, calchi. .

La metodologia di intervento prevede una fase preliminare con la rimozione dei depositi superficiali incoerenti a secco e la rimozione delle vecchie stuccature. Si procederà quindi al trattamento biocida con soluzioni a base di sali di ammonio quaternario con successiva rimozione dei residui con spazzolini a setole morbide.

  1. Elementi architettonici in materiale lapideo

Altri manufatti lapidei presenti nel chiostro sono le colonnine binate, le cornici marcapiano, i capitelli, le cornici delle porte ed alcune lastre più recenti in travertino.

Il degrado delle opere in oggetto va ascritto a cause strutturali ed alla mancanza di manutenzione.

  1. Intonaci degli ambulacri

Causa principale del degrado degli intonaci degli ambulacri è la presenza di umidità di risalita, di infiltrazioni (apparentemente sanate) e la mancanza di manutenzione. I fenomeni di degrado si manifestano con la presenza di depositi superficiali coerenti ed incoerenti, macchie di umidità, attacchi biologici, efflorescenze e subflorescenze, difetti di adesione e di coesione, lacune, stuccature con malta cementizia, esfoliazione delle tinteggiature

  1. Intonaci dei prospetti esterni

Gli intonaci dei prospetti esterni si presentano in maniera eterogenea e richiedono trattamenti specifici caso per caso. Possiamo rilevare le seguenti tipologie:

  • Intonaci storicizzati presenti prevalentemente nei prospetti est e sud (escluso il primo piano)
  • Intonaci del primo piano dei prospetti nord e sud
  • Intonaci più recenti del prospetto ovest

id 109 – Speziera di S. Maria della Scala

CUP F89C21000480006

Importo del finanziamento: € 800.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I – Rione Trastevere, Piazza della Scala 23, CAP: 00153

L’intervento riguarda l’Antica Spezieria dei Padri Carmelitani Scalzi, posta al primo piano dell’omonimo Convento annesso alla Chiesa di Santa Maria della Scala. La Spezieria, il cui primo nucleo è databile ai primi anni del Seicento, è composta dalla Sala di Vendita, dal Magazzino delle erbe e dal Laboratorio. La Sala di Vendita è un ampio ambiente coperto da una volta ribassata dipinta con motivo a trompe-l’oeil di tendaggi in tessuto damascato marrone e oro, soffitto a fondo celeste ornato da cornici floreali e dallo stemma carmelitano; gli arredi lignei, probabilmente settecenteschi, ospitano vasi in vetro di Murano e ceramiche finemente dipinte, e i recipienti contengono ancora gli ingredienti e i preparati galenici originali.

La Spezieria, rimasta in attività fino al 1954, è oggi fruibile da piccoli gruppi, su prenotazione. Prima dell’intervento tutti gli ambienti presentavano degradi diffusi sugli apparati decorativi e importanti criticità strutturali su volte, murature e solai, nonché fenomeni di infestazione degli arredi lignei. Già prima dell’esecuzione dei lavori erano state infatti adottate opportune misure provvisionali di puntellatura degli ambienti voltati, stante la presenza di importanti lesioni ai piani terra e primo.

La progettazione degli interventi di consolidamento strutturale e restauro conservativo si è basata su una campagna diagnostica e su rilievi geomatici (laser scanner, ortofoto e modello BIM) finalizzati alla conoscenza geometrica e materica degli ambienti. L’intervento ha previsto il consolidamento statico delle volte (interventi dall’estradosso, al secondo piano, e dall’intradosso, dal piano terra, per minimizzare le ricadute sulle superfici decorate), l’inserimento di sistemi di collegamento tra le pareti, il rinforzo e la sostituzione delle strutture lignee degradate e la messa in sicurezza della parete di facciata tramite tirantatura con catene metalliche.

In particolare, negli ambienti a destinazione residenziale posti al secondo piano, in corrispondenza della volta della Sala di Vendita, sono state eliminate le partizioni murarie non portanti, gravanti sulla volta stessa; sono state rimosse le pavimentazioni moderne in piastrelle e il sottostante massetto, per poter intervenire con le adeguate misure di consolidamento all’estradosso della volta dipinta. Analogamente, negli ambienti al piano terra sottostanti l’antica Spezieria, sono state inserite catene metalliche di rinforzo delle volte in muratura e con funzione anti-ribaltamento della porzione di facciata prospiciente Via della Scala.

La copertura dell’antico Laboratorio, una falda in orditura lignea dove appoggia direttamente il manto in coppi ed embrici, sulla quale è stata successivamente realizzata una seconda copertura, è stata sottoposta a revisione e sostituzione degli elementi ammalorati e al rifacimento dell’impermeabilizzazione. Prima della ricostituzione della copertura, sulla volta in muratura del Laboratorio, che presentva importanti criticità strutturali, è stato eseguito il rinforzo estradossale. Sul muro perimetrale esterno del Laboratorio, che ospita le due grandi finestre affacciate sulla chiostrina, è stata sostituita l’architrave in legno, fortemente degradata e quasi priva di appoggi. Nel Magazzino delle Erbe è stato eseguito il rinforzo intradossale del solaio ligneo di copertura, i cui elementi alle verifiche strutturali risultavano significativamente sotto-dimensionati, e il successivo restauro conservativo del soffitto ligneo.

Sulle superfici di murature e volte degli ambienti dell’Antica Spezieria sono stati invece eseguiti interventi specialistici di restauro conservativo quali: la rimozione controllata degli elementi estranei, la risarcitura delle lesioni, il consolidamento delle superfici e il restauro pittorico delle decorazioni; trattandosi di decorazioni eseguite con la tecnica ‘a secco’, dunque particolarmente delicate, il restauro pittorico è stato eseguito con particolare cura in relazione al fissaggio delle pellicole pittoriche e alla riadesione al supporto dei frammenti distaccati ed esfoliati. La leggibilità dei partiti decorativi è stata ripristinata con la reintegrazione pittorica a tratteggio delle lacune della pellicola pittorica.

Gli arredi mobili sono stati catalogati, digitalizzati, smontati e trattati per la disinfestazione prima della messa a deposito. Il progetto ha previsto anche il rinnovo degli impianti elettrici e di illuminazione. L’intervento ha ripristinato le condizioni di sicurezza e di conservazione degli ambienti antichi, ora compatibili con la fruizione pubblica e la tutela del bene. Il restauro e il rimontaggio degli arredi lignei saranno oggetto di un ulteriore intervento conservativo, pensato in continuità con le opere di consolidamento dell’involucro murario e delle decorazioni pittoriche sopra descritte.

id 110 – San Giovanni Battista dei Genovesi – Restauro delle superfici esterne e della copertura

CUP F89D21000800006

Importo del finanziamento: € 1.000.000,00

Localizzazione: VIA ANICIA, 12, 00153 ROMA RM

Inquadramento Storico

La chiesa di Giovanni Battista dei Genovesi è situata all’angolo tra via Anicia e via dei Genovesi; prende il nome dall’antico Ospedale, dove venivano accolti e curati i marinai genovesi non appena sbarcati nel vicino porto di Ripa Grande. L’ospedale si articolava intorno ad un chiostro realizzato nella seconda metà del XV secolo ed attribuito a Baccio Pontelli, architetto di Sisto IV, e definito dal Vasari uno dei più belli della città. Le arcate a tutto sesto che delimitano il perimetro del piano inferiore (nove in ogni lato) sono rette da pilastri ottagonali in travertino, mentre la loggia superiore, ugualmente spartita da pilastri ma di dimensioni minori, è architravata. Sotto il portico destro si trova la porta di accesso all’oratorio della Confraternita, nel quale si trova il pregevole soffitto a cassettoni seicenteschi con stemmi, un arco a tutto sesto con pilastri che divide l’ambiente in due parti, ed affreschi con “Storie della Vergine e del Battista”. Nel cortile interno, tenuto a giardino, è posto un pozzo quattrocentesco costruito con grossi blocchi di travertino e con una trabeazione sorretta da due colonne ioniche.

Progetto di consolidamento

Il progetto di consolidamento si riferisce agli interventi di riparazione strutturale del solaio di copertura ligneo del chiostro.

Il rilievo e la quantificazione del degrado presente sulle orditure lignee, hanno permesso di individuare le parti della struttura più vulnerabili anche alle azioni statiche. Dalle indagini macroscopiche condotte è emerso che il chiostro dell’Ospedale presenta carenze legate allo stato conservativo degli elementi lignei che compongono il solaio di copertura.

Gli interventi strutturali di riparazione locale previsti nel progetto di consolidamento risultano i seguenti:

  • Sostituzione parziale degli elementi strutturali lignei maggiormente degradati, che compongono ilsolaio di copertura del chiostro.

Progetto di restauro delle superfici

Il progetto di restauro delle superfici riguarda le facciate del chiostro, del camminamento ai due livelli e la copertura del loggiato al primo livello.

Prima di procedere con il restauro delle superfici si effettuerà il descialbo controllato di alcuni

tasselli di intonaco liscio (cm. 10×10) per evidenziare la successione temporale dei vari strati di tinteggiatura, ove presenti. Si prevede anche l’esecuzione di sezioni lucide e sottili per conoscere la composizione mineralogico-petrografica degli intonaci. Si propone di effettuare tasselli di pulitura anche sugli elementi lignei e sui modellati in cotto.

La finalità dell’intervento è conservativa tesa ad arrestare i fenomeni di degrado e salvaguardare l’autenticità della materia esistente.

id 111 – Villa “La Farnesina” – soffitto della sala delle prospettive: restauro del cassettonato ligneo policromo

CUP F89D22001420006

Importo del finanziamento: € 400.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I, rione Trastevere, Via della Lungara 230, 00165

La Villa La Farnesina ospita la Sala delle Prospettive, ambiente di rappresentanza al primo piano dotato di un soffitto a cassettoni ligneo policromo. Il cassettonato è composto da una scacchiera di 35 lacunari disposti in cinque file per sette colonne; l’intradosso misura complessivamente circa 16 x 9 metri. La conformazione originaria venne modificata in occasione dell’ampliamento della sala realizzato da Baldassarre Peruzzi intorno al 1518, con l’aggiunta di un rango di lacunari e di bande lignee di raccordo; nel lacunare centrale è collocato uno scudo araldico. Le pareti della sala sono decorate da vedute prospettiche affrescate da Peruzzi nel 1519. Il bene è sede del Museo di Villa Farnesina dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

L’intervento ha previsto la verifica statico-strutturale dell’organismo ligneo e il restauro conservativo ed estetico dell’intradosso dipinto e dorato. Gli esami diagnostici esistenti sulle capriate lignee erano stati preventivamente acquisiti dall’ente proprietario; a questi è stata aggiunta l’esecuzione di analisi fisico-chimiche non invasive e micro-invasive sui materiali decorativi. Il progetto ha compreso la definizione delle fasi di conservazione, il rilievo dello stato di fatto, l’abaco delle forme di alterazione, le modalità di monitoraggio e il piano di manutenzione dell’opera.

L’intervento realizzato garantisce la conservazione del cassettonato e la fruizione pubblica della Sala delle Prospettive nell’ambito del contesto museale.

id 112 – Chiesa S. Maria dell’Orto: restauro del presbiterio e degli affreschi degli Zuccari

CUP F89C21000490006

Importo del finanziamento: € 200.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I – Rione Trastevere, Via Anicia, 10, 00153

La chiesa cinquecentesca di S. Maria dell’Orto presenta un impianto a tre navate con coro decorato a stucco e affresco. L’area absidale conserva il pregevole ciclo pittorico di Taddeo e Federico Zuccari e un altare marmoreo realizzato tra XVI e XVII secolo nel quale è incastonata una icona quattrocentesca della Vergine, proveniente da una antica edicola viaria. Prima dell’intervento il presbiterio mostrava un diffuso degrado degli intonaci, degli stucchi dorati e delle superfici marmoree, in gran parte correlato a fenomeni di umidità capillare e infiltrazioni meteoriche. Nel corso dei secoli l’area è stata più volte oggetto di interventi di integrazione e ridipinture che hanno modificato la lettura stratigrafica degli apparati decorativi.

L’intervento è stato quindi rivolto al recupero conservativo del presbiterio e al restauro degli affreschi e degli stucchi dorati con l’obiettivo di restituire al ciclo delle Storie mariane connesse alla Natività di Gesù leggibilità, significato e decoro estetico, rendendo l’opera nuovamente fruibile e comprensibile nel contesto sacro, recuperandone l’identità visiva e spirituale. È stato previsto un dettagliato piano diagnostico preliminare con l’esecuzione di saggi stratigrafici, analisi multispettrali e dei sali. Le operazioni hanno compreso la rimozione controllata dei depositi incoerenti, la stabilizzazione degli intonaci e della pellicola pittorica, il consolidamento delle lacune e la reintegrazione pittorica con tecniche compatibili e reversibili. Sono state previste operazioni di pulitura, stuccatura e ripristino cromatico delle reintegrazioni sulle superfici marmoree e sugli stucchi, nonché interventi specifici per la riduzione dei fattori di degrado rilevati.

Il restauro ha mirato a migliorare la conservazione e la fruibilità del bene, consentendo la piena ripresa dell’uso liturgico del presbiterio.

id 113 – S. Cecilia in Trastevere

CUP F89C21000470006

Importo del finanziamento: € 2.500.000,00

Localizzazione: Roma, Municipio I, Rione Trastevere, Piazza di S. Cecilia, CAP 00153

L’intervento riguarda l’area archeologica annessa alla Chiesa di Santa Cecilia in Trastevere, ubicata sotto il piano della navata e adiacente alla Cappella Ponziani. Prima dell’intervento si presentavano evidenze stratificate dall’età repubblicana all’altomedioevo: resti di una domus del II sec. a.C. inglobata in un’insula, strutture di balneum databili ai secoli III-IV con ipocausto e tubuli fittili, nonché un battistero riconducibile ai primi secoli cristiani con decorazione pittorica a velario. Il complesso conserva elementi liturgici e decorativi inglobati nelle trasformazioni successive della chiesa; tra i riferimenti storici si segnala la tradizione di consacrazione al titulus Caeciliae (sec. V), la fondazione della basilica da parte di papa Pasquale I, ispiratore del mosaico tutt’ora presente nel catino absidale (IX secolo), i restauri della fine del XIII secolo, ai quali risalgono il ciborio marmoreo di Arnolfo di Cambio (1293) e il vasto dipinto murale del Giudizio Universale di Pietro Cavallini sulla parete della controfacciata. Nel 1599, a seguito delle ricerche promosse dal cardinale titolare Paolo Emilio Sfondrati si rinvennero le presunte spoglie della martire Cecilia, ritratta da Stefano Maderno nella statua custodita nell’altare maggiore. La chiesa ha subito vari rimaneggiamenti che non ne hanno alterato la configurazione architettonica; la facciata è stata edificata nel 1725 su disegno di Ferdinando Fuga e le antiche colonne della navata sono state inglobate entro pilastri al principio del XIX secolo.

L’area è sottoposta a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e presenta rilevanti manufatti lapidei e pittorici da conservare e rendere accessibili al pubblico.

Il progetto prevede l’aggiornamento del percorso museale dell’area retrostante la Cappella Ponziani mediante percorsi ideati per rendere leggibile la complessa stratificazione delle emergenze archeologiche venute in luce nel corso di diverse campagne di scavo, tra Otto e Novecento. Sono previste operazioni di restauro conservativo su pitture murali (velario) e su lacerti musivi, il recupero e la protezione delle superfici archeologiche, e interventi mirati sulle coperture e sugli elementi strutturali funzionali alla fruizione. L’allestimento comprende sistemi di illuminazione a basso impatto visivo per valorizzare le emergenze, superfici metalliche di delimitazione e pannellature informative per la lettura stratigrafica e sistemi di valorizzazione che preservano l’integrità delle testimonianze archeologiche e a garantiscono sicurezza e durabilità, privilegiando soluzioni reversibili e materiali compatibili con il contesto storico-archeologico.

L’intervento è pensato per garantire la fruizione inclusiva del sito: il percorso museale uniforma le quote di calpestio per ridurre barriere architettoniche e prevede soluzioni per la visita assistita con supporti multimediali multilingue e sistemi di monitoraggio termoigrometrico per la tutela conservativa delle cappelle e del balneum. La musealizzazione integra gli spazi ipogei con il museo già esistente sottostante la chiesa, migliorando la connessione fisica e informativa tra le sezioni e valorizzando i reperti esposti.

Le aree interessate sono vincolate e disponibili senza necessità di esproprio; le scelte progettuali privilegiano la minima invasività, la reversibilità degli interventi e la compatibilità con gli ambiti di tutela esistenti.

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