CUP F89D21000550006
Importo del finanziamento: € 2.000.000,00
Localizzazione: Municipio IV; Rione: Colli Aniene / Tor Sapienza; Via della Cervelletta 33
Il casale della Cervelletta sorge su un’altura tufacea, in un’area compresa fra la via Collatina e l’Aniene attraversata dal fosso di Tor Sapienza, detto “la Marrana” . Tale area della Campagna Romana è stata interessata, fin dal II-I secolo a.C., dalla presenza di insediamenti residenziali (i resti di una villa rustica risalente alla fine della repubblica-prima età imperiale sono stati trovati poco lontano dal complesso della Cervelletta), di condotte d’acqua e di antichi tracciati (come quello, in parte ancora visibile, di una strada che collegava la via Tiburtina con ponte Mammolo) ed è caratterizzata, nella parte prossima al fiume, dall’esistenza di zone fangose e umide con canneti e piccoli salici.
Il toponimo “Cervelletta”, o “Cervaretto”, nome col quale il casale viene identificato nel Catasto Alessandrino (1660-61), viene associato a quello del vicino casale di “Tor Cervara” e
viene fatto derivare, da G. Tomassetti, dalla presenza di cervi nella zona. Studi più recenti attribuiscono al toponimo una derivazione dal latino acervus (cumulo) per la presenza di cave di tufo, dove si creavano imponenti cumuli, dagli scarti di lavorazione ed estrazione del tufo, ancora esistenti nel medioevo e in età moderna.
Il casale, ora disabitato, era il centro della tenuta omonima ed è costituito da un’alta torre circondata da più corpi di fabbrica costruiti, a partire dal XV secolo, intorno a due cortili, uno di piccole dimensioni e uno a forma di ampia corte quadrangolare. Il corpo principale del casale presenta una facciata scandita da due file di finestre rettangolari riquadrate in tufo e da un cordolo arrotondato e aggettante che segna il limite del piano inferiore ‘a scarpa’. Un elegante portale, delineato da bugne di tufo, costituisce l’unico accesso al casale ed immette in un lungo corridoio coperto da una volta a botte leggermente ribassata, che termina in un’ampia corte chiusa, su tre lati, da stalle coperte da volte a botte ribassata sovrastate da ambienti utilizzati come fienili. All’interno del complesso sono presenti due grotte o arnaria scavate nel tufo e intonacate a calce. La prima (7,10×7,81 metri circa) è situata a destra del portale d’ingresso, nel 1854 era ancora utilizzata come cantina-deposito; la seconda, a circa dieci metri a nord-est rispetto al complesso, molto più ampia (12×30 metri circa), è coperta da una volta a sesto ribassato ed era utilizzata, sempre nel XIX secolo, come ricovero per gli animali.
L’intervento proposto è prioritariamente di messa in sicurezza e consolidamento conservativo. Le operazioni previste mirano a riportare stabilità strutturale ai paramenti murari e alle volte, ripristinare porzioni di copertura e limitare i meccanismi di degrado che compromettono la conservazione dell’organismo edilizio. Sono previste indagini diagnostiche propedeutiche, il ripristino localizzato delle murature con reintegri in conci di tufo, interventi di scuci-cuci dove necessari, il rinforzo delle piattabande e degli architravi, l’adozione di sistemi di incatenamento e la ricostruzione delle porzioni di volte e copertura crollate. Le scelte progettuali seguono criteri conservativi e le norme tecniche vigenti in materia di sicurezza e miglioramento sismico.

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